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Regionali Abruzzo: ecco chi sono i ‘big della politica’ che restano fuori dal Consiglio

Fuori Castiglione, Pagano, Masci. Sclocco in bilico e rischia anche l’esterno Lolli

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Regionali Abruzzo: ecco chi sono i ‘big della politica’ che restano fuori dal Consiglio




ABRUZZO. Ci sono ex assessori regionali ed ex consiglieri anche di peso tra i trombati eccellenti delle elezioni regionali 2014.
Un po’ per la nuova legge regionale che ha ridotto il numero di poltrone, un po’ per l’ingresso dei neofiti grillini, i posti a disposizioni non bastano (ovviamente) per tutti. A farne le spese anche i big, di centrodestra e centrosinistra: qualcuno probabilmente tornerà alle proprie attività principali, altri continueranno a fare politica anche senza un seggio in Consiglio regionale, altri aspettano in coda in vista dell’odioso spoil system che comincerà a breve.
Per alcuni il verdetto di esclusione non è ancora ufficiale perché è ancora in corso l'esame sul numero di seggi nelle quattro circoscrizioni provinciali. Aspettano con il fiato sospeso, tra cifre, 'resti' e percentuali che prima o poi dovranno quadrare.
È già certa la mancata elezione per l'ormai ex vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione (2.482 preferenze, terzo di Forza Italia a Pescara), e del suoi collega di Giunta Gianfranco Giuliante, stessa lista e stessa posizione ma all'Aquila: 1.652 i suoi voti, mentre nel 2008 faceva parte del "listino" bloccato del presidente Gianni Chiodi.
Venendo ai consiglieri, nell'Aquilano fa rumore l'esclusione di Luca Ricciuti, nonostante le 3.769 preferenze che, tuttavia, non gli bastano a superare il marsicano Emilio Iampieri (3.855), oltre a quella di Walter Di Bastiano, precipitato da 5.985 preferenze con il Popolo della libertà nel 2008 a 1.600 con Ncd-Udc che non gli consentono di sperare.
Fuori anche l'ex assessore di centrodestra ed ex campionessa di preferenze Daniela Stati, stavolta candidata con il centrosinistra in Abruzzo civico: 3.071 i consensi, quasi 6 mila in meno degli 8.787 dell'altra volta che era con il Pdl.
Nel centrodestra chietino non sono stati riconfermati Emilio Nasuti (2.339) e Nicola Argirò (2.287), rispettivamente terzo e quarto nella lista forzista, così come Antonio Menna (2.029) e Nicola Mincone (986), secondo e terzo in Nuovo centro destra-Unione di centro mentre il candidato che li precede, Antonio Prospero (2.046), teoricamente ancora spera. 


A Pescara salutano palazzo dell'Emiciclo anche Alessandra Petri, che si ferma a 680 voti con Fratelli d'Italia dopo essere entrata grazie al listino 5 anni fa, così come Riccardo Chiavaroli, bocciato alla prova delle preferenze con 779 voti personali. Fuori anche Acerbo: la sua lista non ha raggiunto il quorum del 4% ma si è fermato al 3%.
Con 2.331 voti in Ncd-Udc spera Nicoletta Verì, ma l'esito è incerto. A Teramo, Lanfranco Venturoni (ex assessore dimissionario per guai giudiziari) arriva terzo sempre negli alfaniani ed è fuori. Tra la maggioranza, dei consiglieri uscenti dovrebbe essere escluso Lucrezio Paolini dell'Italia dei valori chietina, in dubbio anche Franco Caramanico di Sinistra ecologia libertà mentre fa discutere il caso di Marinella Sclocco, terza nel Partito democratico pescarese dopo Donato Di Matteo e Alberto Balducci.
Con le sue 3.672 preferenze la Sclocco è la donna più votata ma non è detto che questo le basti per entrare in Consiglio. Bisognerà vedere quanti e quali seggi avranno i democrat con i conti definitivi, e se resterà fuori lei D'Alfonso dovrà nominare come suo unico assessore esterno per forza una donna, causando a cascata un'altra esclusione: quella dell'aquilano Giovanni Lolli come vice presidente della Giunta, nel rispetto di una intesa siglata alcuni mesi fa. Sarebbe un duro colpo di Lolli, già fuori dal Parlamento l’anno scorso.
A rischio ci sono anche il presidente uscente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, secondo forzista pescarese, oltre agli ex assessori Carlo Masci, più votato di Abruzzo futuro a Pescara (2.308) ma con la lista a rischio seggi qualora il suo unico posto spettasse alla provincia dell'Aquila, Mauro Di Dalmazio, stessa lista e stesso problema a Teramo (nonostante ben 4.201 preferenze), oltre a Giandonato Morra, visto che Fratelli d'Italia rischia di restare fuori dal Consiglio.
Rispetto al vecchio Consiglio regionale mancheranno anche (perché non si sono candidati) Carlo Costantini, impegnato negli ultimi mesi sul fronte del Referendum ‘La Grande Pescara’, l’animalista Walter Caporale, Cesare D’Alessandro dell’Idv, Giorgio De Matteis, Berardo Rabuffo (si è candidato al Comune di Teramo ma non è andata bene), Claudio Ruffini, Antonio Saia attualmente sindaco di San Valentino, Giuseppe Tagliente e Luciano Terra.