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D’Alfonso si riprende Piazza Salotto. In 3 mila per il gran finale

Alessandrini: «mi impegno con la mia faccia e la mia competenza»

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D’Alfonso si riprende Piazza Salotto. In 3 mila per il gran finale






PESCARA. Si è fatto attendere e desiderare ieri sera Luciano D’Alfonso, candidato presidente della regione Abruzzo.
L’evento è cominciato come da programma alle 20.30. Tanta musica e solo alle 21.20 sul palco si è materializzato lui, «il presidente» come lo chiamano già i suoi.
La chiusura della campagna elettorale si è svolta in piazza Salotto, lì dove D’Alfonso aveva chiuso la sua carriera da sindaco con l’inaugurazione della fontana di Toyo Ito. In prima fila anche la moglie e il figlio più piccolo. Parcheggiato a un centinaio di metri dal palco anche il famoso ‘Luciamion’. Imponente il servizio d’ordine, non solo Digos e carabinieri ma anche vigilantes privati. Forse si temevano scontri o provocazioni (come quella dei grillini e del cartello #ufostaisereno) ma non ci sono stati intoppi.
Circa 3 mila i partecipanti, secondo i dati forniti dalla questura. Musica e cabaret con Mimmo Locasciulli, Alessandro Haber e ‘Nduccio ad intrattenere la folla. E poi gli appelli al voto della deputata Vittoria D'Incecco, del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, dei presidenti delle Regioni Marche e Molise, Gian Mario Spacca e Paolo Di Laura Frattura, di Daniela Santroni del coordinamento nazionale di Sel,
Tra il pubblico tantissimi volti noti della politica regionale di centrosinistra, tutti accorsi per la volata finale di D’Alfonso ma anche di Marco Alessandrini, candidato sindaco.
«Voglio essere un sindaco che ascolta e costruisce», ha detto Alessandrini. Questa volta è convinto che sia «quella buona» e riuscirà a sedere sulla poltrona più alta di Palazzo di città. «Voglio impegnarmi con la mia faccia, la mia competenza, la mia storia perché Pescara è il nostro bene comune e sarà un treno che parte davvero».
D’Alfonso, dopo aver girato negli ultimi trenta giorni centinaia di comuni abruzzesi ha ribadito nuovamente i suoi punti programmatici. Le infrastrutture sono il suo cavallo di battaglia ma anche la sanità, tema tanto caro al presidente uscente. D’Alfonso ha in mente un piano e un programma dettagliato e scalpita per iniziare a realizzarlo. «Con Luciano D'Alfonso presidente – aveva detto Giovanni Legnini nel pomeriggio in un incontro sulla macroregione Adriatico-Ionica, «l’Abruzzo potra' ricominciare a guardare al di fuori dei propri confini; finora e' stato rinchiuso in essi, ora bisogna guardare oltre».
a.l.