OPERE CONTESTATE

Cavo Tivat-Pescara, i candidati presidente snobbano l’appello di Valloreja

«Nessuno mi ha risposto, perché?»

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Cavo Tivat-Pescara, i candidati presidente snobbano l’appello di Valloreja

Berlusconi in Montenegro per la firma




PESCARA. Nessuno dei 4 candidati alla presidenza della Regione Abruzzo ha risposto all’appello di Lorenzo Valloreja del ‘comitato a difesa del territorio nazionale italiano e montenegrino’
Valloreja aveva chiesto ai quattro candidati di sottoscrivere un foglio d’intenti per indire, nei territori dei Comuni interessati dal passaggio dell’Interconnessione ad alta tensione Tivat – Pescara, dei referendum per far esprimere agli abruzzesi il proprio parere contrario o favorevole a quest’opera. Ma come detto non è arrivata nessuna risposta, Chiodi, D’Alfonso, Marcozzi e Acerbo non hanno aderito.
«Se da noi la politica si è comportata così», protesta Valloreja, «nelle vicine Marche la Giunta Regionale il 23 febbraio 2014 ha bocciato la linea Teramo – Fano, direttrice questa che prosegue proprio verso nord l’autostrada energetica Tivat- Pescara. Quindi la politica se vuole può fermare delle opere ingiuste. Qui da noi oggi invece si è ripetuta la stessa pantomimica di sempre … hanno avuto quattro anni di tempo per indire un referendum, per fare un interrogazione parlamentare, per manifestare la loro solidarietà … ed invece nulla»
«Cosa mi rimane da fare?», chiede Valloreja, «Seguire l’esempio di Thích Quảng Đức e darmi fuoco per protesta come i monaci buddisti? Certo a qualcuno farebbe piacere … ma non ho il coraggio di arrivare a tanto … I candidati, invece, hanno avuto 48 ore di tempo per mettere una sigla su di un foglio di carta, anche un analfabeta sarebbe stato in grado di scrivere il proprio nome e cognome con 48 ore di tempo, ma loro no …Avrei potuto invitarli ad una riunione con la cittadinanza e lì avrei dovuto sottoporgli il documento ma ho optato per la lettera, per il documento da firmarsi la sera, comodamente a casa propria, magari davanti ad una buona tazza di camomilla prima di mettersi a letto dopo una dura giornata di campagna elettorale».
E Valloreja non riesce a capire: «perché non hanno firmato? Perché non hanno speso una sola parola su questa vicenda?»

SAN GIOVANNI TEATINO: SOLO NOI NON ABBIAMO SROTOLATO I TAPPETI ROSSI»

 «Comprendo – spiega il primo cittadino – l’amarezza di Lorenzo Valloreja, che ha contestato ai candidati presidenti della Regione Abruzzo e, più in generale, alla politica locale di non aver raccolto il suo appello contro il passaggio del cavidotto ad alta tensione proveniente dal Montenegro, ma proprio per questo ritengo doveroso ricordare che non tutti hanno voltato lo sguardo dall’altra parte. La mia amministrazione, da quando si è insediata nella primavera 2011, nonostante il “tappeto rosso” srotolato dalla precedente Giunta comunale alla Terna SpA sul tracciato che passa sotto la via più trafficata della mia città (l’ex Tiburtina), attraverso ripetute dichiarazioni di assenso incondizionato (ovvero senza contropartite reali in termini economici) alla realizzazione dell’opera, ha continuato e continuerà a battersi, quantomeno per evitare che il tracciato rimanga quello attuale».

«Un tracciato che, ove confermato», aggiunge, «penalizzerebbe drammaticamente tutti i residenti ed i proprietari di immobili della ex Tiburtina, non solo durante l’esecuzione delle opere, ma anche perché li costringerebbe a convivere per sempre con uno dei più potenti cavidotti del paese, piazzato a pochi metri dalle proprie abitazioni, uffici, aziende. Sappiamo bene che i nulla osta incondizionati ed i pareri favorevoli espressi in modo irresponsabile da chi ci ha preceduto rendono questo risultato molto più difficile da raggiungere, ma quel che è certo è che noi continueremo a perseguirlo fino all’ultimo, aspettando il pronunciamento del Tar Lazio, a cui abbiamo presentato un ricorso poco dopo il nostro insediamento e che ha chiuso il dibattimento sulla causa due mesi fa».