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Abruzzo. Trivelle: Acerbo, Chiodi e D’Alfonso dicono no

Ieri dibattito con Confindustria e Ance, Marcozzi assente

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Abruzzo. Trivelle: Acerbo, Chiodi e D’Alfonso dicono no





PESCARA . Il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per 'L'Altro Abruzzo’, Maurizio Acerbo, quello della coalizione di centrodestra, Gianni Chiodi, e quello della coalizione di centrosinistra, Luciano D'Alfonso, sembrano essere d'accordo almeno su una questione: la contrarietà alle trivellazioni sul territorio abruzzese e nelle acque antistanti la costa.
La questione idrocarburi, di estrema attualità in Abruzzo per via del progetto Ombrina Mare, è stata ampiamente discussa, ieri, nel corso del confronto tra i candidati organizzato da Confindustria e Ance regionali. Al dibattito hanno partecipato tre dei quattro aspiranti governatori.
Era assente, infatti, la candidata del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi. Incalzati dagli imprenditori, i tre candidati hanno espresso la propria contrarietà. Inevitabile il riferimento all'atteggiamento del Governo Renzi, soprattutto per quanto riguarda la modifica del Titolo V della Costituzione, e alle dichiarazioni di Romano Prodi che, in una lettera al quotidiano Il Messaggero, ha sottolineato come «una parte modesta ma non trascurabile» dei soldi che il Governo deve «trovare per fare fronte ai suoi molteplici impegni la può semplicemente trovare scavando, non scherzo, sotto terra. Abbiamo risorse non sfruttate - ha scritto l'ex premier - unicamente come conseguenza della decisione di non utilizzarle. In poche parole: vogliamo continuare a farci del male».
Acerbo ha ribadito il suo «no più totale. E' proprio sbagliata la Strategia energetica nazionale (Sen) - ha sottolineato il candidato - in cui si ritrovano sia il partito di Chiodi sia quello di D'Alfonso e che fa dell'Abruzzo un distretto estrattivo. Renzi, inoltre, modificherà il Titolo V della Costituzione e la materia non sarà più di competenza delle Regioni; quindi si potrà fare di tutto».
«In cinque anni - ha detto Chiodi - non abbiamo mai concesso permessi per la trivellazione. Segno della nostra attenzione verso questi temi. Non così possiamo dire del centrosinistra, che sul centro oli ha detto cose e ne ha fatte altre. E ora - ha aggiunto il presidente uscente - ci troviamo a interloquire con il presidente del Consiglio che vuole estromettere le Regioni dal parere su questi temi e un ex premier come Prodi che, dalle colonne di un giornale, assume posizioni non certo sfavorevoli alla ricerca degli idrocarburi sul territorio».
Estremamente determinato, rispetto ad eventuali progetti di estrazione, anche il candidato Luciano D'Alfonso: «Dirò no, sia qui in Abruzzo che a Roma, con gli atti resistenti e tipici di cui è capace la Regione».