VERSO IL VOTO

Ambiente, «ecco i 25 candidati che hanno tradito gli abruzzesi. Non votateli»

La lista sul blog di Franco Sbrolla: «la maledizione del Borsacchio li affosserà»

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ABRUZZO. Una ‘lista nera’ di 25 candidati alle prossime elezioni regionali da «non votare» perché «hanno tradito la fiducia degli abruzzesi».
L’elenco lo fa Franco Sbrolla, ambientalista attivo e grande conoscitore delle vicende che ruotano intorno alla riserva del Borsacchio (ha scritto anche il libro ‘la storia di Roseto e della riserva naturale del Borsacchio’). Si tratta di 13 candidati di Forza Italia, 6 di Nuovo Centro Destra, 4 del Partito Democratico , 1 di Abruzzo Futuro e 1 di Fratelli d’Italia. Oltre ad indicarne il nome Sbrolla spiega anche i motivi per cui non votarli. La lista sta girando sui social network ed è stata ripresa anche dal blog di Maria Rita D’Orsogna.
Alfredo Castiglione, Riccardo Chiavaroli, Walter Di Bastiano, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Emilio Iampieri, Carlo Masci, Giandonato Morra, Emilio Nasuti, Nazario Pagano, Alessandra Petri, Antonio Prospero, Luca Ricciuti, Lorenzo Sospiri, Lanfranco Venturoni e Nicoletta Verì, Nicola Argirò e Antonio Menna vengono ritenuti responsabili di aver respinto nel 2011 un ordine del giorno dell’opposizione che aveva chiesto al governatore Gianni Chiodi di rappresentare al Governo la contrarietà alla installazione dei reattori atomici in Abruzzo. «In un’indagine pubblicata il 18 marzo 2011 dal quotidiano Il Sole-24 Ore», ricorda oggi Sbrolla, «tra le 17 Regioni che si erano espresse al riguardo, solo l’Abruzzo aveva aperto le porte alle centrali nucleari».
Nel successivo Referendum del 12 e 13 giugno 2011, l’elettorato abruzzese bocciò i reattori atomici con la percentuale “bulgara” del 97,5%, superiore alla media nazionale.

E si va avanti con la lista: «l’8 maggio 2012, gli stessi consiglieri (Argirò e Menna esclusi) più il presidente Chiodi e Gianfranco Giuliante», ricorda Sbrolla, «per favorire la Consorteria degli Affari, hanno approvato la scellerata riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio (Legge Rabbuffo 29/2012), il cavallo di Troia che ha permesso alle Compagnie petrolifere di ottenere il nulla osta per trivellare l’Abruzzo. La maledizione del Borsacchio li affosserà».
Non si salvano nemmeno alcuni esponenti dell’opposizione e più precisamente del Partito Democratico: Camillo D’Alessandro, Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Pangrazio e Marinella Sclocco, «assieme a Claudio Ruffini (non ricandidato), presentarono un progetto di legge per riperimetrare, scelleratamente, la Riserva naturale Borsacchio». Anche per loro l’anatema: «la maledizione del Borsacchio li affosserà».
Nella lista anche un consigliere provinciale di Teramo Nicola Di Marco del Ncd: «il 16 dicembre 2011, la maggioranza del Consiglio provinciale di Teramo bocciò, con 10 voti contro 9, la mozione della minoranza, che voleva salvaguardare il territorio comunale di Roseto dalle trivellazioni petrolifere. Il consigliere provinciale rosetano, Nicola, che aveva il dovere civico di appoggiare la minoranza, preferì invece assentarsi al momento della votazione. Il giorno prima, 15 dicembre 2011, come presidente del Consiglio comunale di Roseto, l’ex socialista Di Marco Nicola, diventato Liberalsocialista, seguì l’esempio del sindaco Enio Pavone, e votò a favore della scellerata riperimetrazione della nostra area protetta».