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Abruzzo, i big del centrodestra a Pescara. Chiodi: «non sono un massone e prelevo dal mio conto»

Meloni: «Renzi? Meglio Wanna Marchi. Grillo? Assurdo votare per lui»

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Abruzzo, i big del centrodestra a Pescara. Chiodi: «non sono un massone e prelevo dal mio conto»






PESCARA. «L’Abruzzo e Pescara devono riconfermare Gianni Chiodi e Luigi Albore Mascia nelle cariche di Governatore della Regione Abruzzo e di sindaco di Pescara, dobbiamo ricostruire il centrodestra e dobbiamo ricostruire il bipolarismo. Impossibile e assurdo votare i Grillini, che da un anno, con 200 parlamentari, non hanno fatto nulla».
Sono queste le parole con cui l’onorevole Giorgia Meloni ha riscaldato una piena piazza Primo Maggio per la convention elettorale della coalizione di centrodestra alla presenza del sindaco Luigi Albore Mascia, del presidente Gianni Chiodi, con l’onorevole Gianni Alemanno, e lo Stato maggiore di Fratelli d’Italia, con il coordinatore regionale Roberto Petri.
Una giornata che ha ridato una spinta di entusiasmo al centrodestra, tanto che a fine giornata Chiodi ha scritto su Facebook: «sapete che vi dico? Vinciamo! Ora ne sono certo» con tanto di emoticon sorridente.
L’arrivo dell’onorevole Meloni alle 17.30 in piazza Sacro Cuore, presso il Comitato elettorale itinerante ‘Pescara-Linea Diretta’ del sindaco Albore Mascia, quindi la passeggiata su corso Umberto, un caffè al bar e quindi un’occhiata al Raduno di auto d’epoca, e di corsa, attraversata piazza Salotto, l’arrivo sul palco di piazza Primo Maggio. A fare gli onori di casa il Coordinatore Petri: «solo Luigi Albore Mascia può impedire a un grillino di diventare sindaco di Pescara».
«Dico solo due cose – ha detto il presidente Chiodi : primo, non faccio parte di nessuna loggia massonica. Secondo, per cinque anni per campare la mia famiglia ho usato solo i miei soldi, perché noi non crediamo alle favole delle zie e delle pensioni di invalidità. Ho ereditato una regione indebitata e commissariata; oggi abbiamo una regione sana che vale, ma certo vale perché l’abbiamo risanata noi».
Chiarissimo il riferimento allo sfidante Luciano D’Alfonso con la storia della loggia massonica tornata sui giornali nei giorni scorsi e ai mancati prelevamenti bancomat negli anni in cui era sindaco a Pescara. 

«Mentre a Milano arrestano la classe politica per l’Expò, mentre in Sicilia arrestano un parlamentare Pd, a Pescara abbiamo avuto un’isola felice in cui nessuno è stato sfiorato da un sospetto», ha detto invece il sindaco uscente Mascia. «Diffidate dalle imitazioni del centrodestra. Forse le divisioni ci porteranno al ballottaggio, altrimenti avremmo vinto al primo turno, e mi dispiace che il Nuovo Centrodestra sferri ogni giorno attacchi al sindaco, a me non sentirete mai criticare perché gli altri devono ancora promettere, noi abbiamo già fatto le cose».
Meloni ha promesso sia Chiodi che Mascia: «hanno ben operato e poi dobbiamo ricostruire il bipolarismo. Votare Grillo? Per carità dice anche cose giuste, ma mi chiedo, perché avendo un quarto della Camera dei Deputati, un terzo del Senato della Repubblica, cioè 200 parlamentari, non ha fatto nulla e non ha riportato a casa un solo risultato per il bene degli italiani. Se Fratelli d’Italia avesse avuto 200 parlamentari avremmo fatto la rivoluzione, che non significa distruggere, ma piuttosto è capire come si costruisce un mondo migliore».
E poi Matteo Renzi: «mi diverte molto, è un grande comunicatore, ma una cosa è quello che Matteo Renzi dice, una cosa è quello che fa. A confronto, quelle di Wanna Marchi erano delle Lectio Magistralis, noi lo abbiamo soprannominato Matteo Donascimiento: gli unici provvedimenti che sino a oggi ha portato in aula sono l’abolizione del reato d’immigrazione clandestina, la depenalizzazione delle droghe leggere e la vicenda degli 80 euro, operazione che non ha copertura ed è in deficit, e infatti si tradurrà in più tasse. Praticamente ha riesumato i metodi della vecchia Dc che faceva le marchette in campagna elettorale e noi abbiamo ereditato il debito più alto del mondo».