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Abruzzo. Arpa è l’ora della protesta: sindacati chiedono dimissioni del Cda

Lettera ai prefetti e mobilitazione per il 29 maggio

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Abruzzo. Arpa è l’ora della protesta: sindacati chiedono dimissioni del Cda





ABRUZZO. Sospensione delle prestazioni straordinarie a partire dal prossimo 29 maggio 2014. Un immediato confronto reale con i prefetti per scongiurare ulteriori ricadute negative per l’utenza. E poi le dimissioni di chi ha generato le perdite dell’Arpa.

Sono questi i punti che i sindacati interni dell’Arpa hanno fissato nel primo e ultimo incontro avvenuto qualche giorno fa del Coordinamento delle Rsa della società che gestisce il trasporto pubblico in Abruzzo.
La società pubblica è in cattive acque e si parla di decine di milioni di debiti accumulati nell’ultima gestione. In mancanza di documenti pubblici ufficiali è difficile districarsi tra le cifre e le polemiche innescate da più parti; sta di fatto che nessuno smentisce il buco accumulato.
Nei giorni scorsi i sindacati hanno sollecitato il prefetto di Teramo e per questo dopo il  positivo intervento, il Coordinamento ha deciso di coinvolgere anche i Prefetti delle  Provincie di Pescara, L’Aquila e Chieti, con una lettera che spieghi la gravità delle condizioni in cui versa l’Arpa e, soprattutto, gli aspetti inerenti la sicurezza.  

E nella lettera ai prefetti si legge: «i lavoratori hanno evidenziato che la carenza di personale viaggiante, accentuatasi negli ultimi mesi, non consente più di continuare a garantire i servizi di trasporto in una condizione di normalità e sicurezza. Attualmente infatti, le ore di straordinario per ciascun operatore superano i livelli consentiti dalle norme vigenti arrivando a prevedere, nella stessa giornata, doppi turni di lavoro. Uno stato di cose non più sostenibile, una condizione nella quale i lavoratori hanno riferito di non essere più nelle condizioni fisiche di continuare a garantire gli stessi livelli di straordinario e, tra l’altro, senza la certezza di usufruire di giornate di ferie o di riposi aggiuntivi».
Secondo i sindacati dunque è una questione di sicurezza per gli utenti-viaggiatori ma l’azienda non sembrerebbe particolarmente interessata.
«E’ volontà comune dei lavoratori», scrivono ancora ai prefetti, «di sospendere la loro disponibilità a garantire le prestazioni aggiuntive al loro turno di lavoro già da giovedi 29 di maggio 2014. La decisione dei lavoratori, ritenuta responsabile e condivisibile, considerata anche la necessità predominante di garantire sicurezza e salute per gli stessi e per i cittadini, produrrà enormi disservizi con centinaia e centinaia di studenti e lavoratori lasciati a piedi».
Contestualmente il Coordinamento dei sindacati interni Arpa intende coinvolgere anche il prossimo  Governatore dell’Abruzzo affinché «assuma tutte le iniziative necessarie per scongiurare il tracollo della più importante azienda di trasporto Abruzzese che peraltro, vanta crediti nei confronti della Regione Abruzzo per circa 39 milioni di euro».


Alcuni volantini saranno affissi sui bus per informare i viaggiatori sui possibili disagi e le ragioni della protesta.
«Negli ultimi anni, l’Arpa è passata da una condizione virtuosa, al rischio oggettivo di un fallimento totale della Società», si legge nel volantino, «sul fronte dell'organico, ormai ai minimi storici, si registra il ricorso esasperato al lavoro straordinario che, per evitare l'interruzione dei servizi, supera ogni limite legale e vede troppo spesso gli autisti impegnati su due turni di lavoro al giorno con ovvie difficoltà, per il recupero fisico e quindi a scapito della sicurezza necessaria. Carenze d’organico che, anche tra il personale delle officine, ove a fronte dell’aumento del numero degli autobus in questi anni c’è stata  una sostanziale diminuzione dei meccanici, incidono negativamente sulla qualità e soprattutto sulla sicurezza dei sevizi».
«I lavoratori chiedono un atto di dignità e le dimissioni immediate del cda. Troppi gruppi di potere si affacciano dietro la politica, pronti ad accanirsi sulla carcassa inerme dell'ARPA. I lavoratori non ci stanno a subire passivamente questi atti di sciacallaggio e faranno tutto ciò che è nelle loro possibilità, come operatori di settore e come cittadini d’Abruzzo, per salvaguardare uno dei più grandi patrimoni della comunità ARPA SpA insieme al Diritto alla Mobilità di tutti e per tutti gli abruzzesi».