POLITICA E PETROLIO

Trivelle Abruzzo, D’Orsogna: «giunta Chiodi assente per 5 anni, nessuno ha fermato il petrolio»

Per la docente oggi sarebbe in atto un «revisionismo» di quanto accaduto»

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Il corteo





ABRUZZO. L’onda anti petrolifera ha investito questa campagna elettorale ormai agli sgoccioli.
Dal presidente uscente Gianni Chiodi, salvatore dell’Abruzzo delle trivelle, a Luciano D’Alfonso, candidato del centrosinistra, che promette di difendere l’Adriatico «dagli ufo». Tutti contro mentre il Ministero pare andare per la sua strada sia su Ombrina che con Rospo Mare.
Maria Rita D’Orsogna, docente di matematica all’università della California e abruzzese di nascita però, contesta la giunta Chiodi che oggi vuole apparire impegnata in prima linea.
La professoressa, che da anni segue l’argomento (con tanto di osservazioni e appelli ai piani alti della Regione) parla di «revisionismo» e punta il dito contro l’assessore Mauro Febbo, delega alle politiche agricole d'Abruzzo.
Oggi l’assessore dice che il Governo Regionale «vigila con attenzione» e ribadisce «con forza e coerenza, la sua netta contrarietà». Sul caso Ombrina ricorda che «la Regione Abruzzo si era opposta in tutte le sedi opportune scongiurandone la nascita».
«Tutto questo non corrisponde a verità», sbotta D’Orsogna. «Nessun politico ha scongiurato la nascita di Ombrina». L'iter non è ancora concluso e la Medoilgas afferma che stilerà l'Aia come richiestole e che intende andare avanti con i suoi progetti di trivellazione.

D'altro canto, analizza ancora la docente, «nel corso degli anni della presidenza Chiodi, la regione Abruzzo non ha quasi mai rilasciato pareri di Competenza nè per Ombrina ne' per nessun altra concessione a mare. A volte i pareri non sono giunti nonostante ripetuti solleciti da Roma. L'attuale maggioranza non ha mai neppure mai dato il suo supporto ad associazioni e comuni nello stilaggio di osservazioni di critica, lasciando soli cittadini e amministratori locali».

A cavallo fra il 2009 ed il 2012 sono state cosi approvate le concessioni marine D492 BR EL, D493 BR EL, D507 BR EL, tutte della irlandese Petroceltic, per un area complessiva di quasi mille chilometri quadrati
al largo delle nostre coste.
«Per nessuna di queste concessioni la regione Abruzzo ha prodotto pareri», insiste D’Orsogna. «A suo tempo anche la concessione D505 BR EL fu approvata senza che la regione esprimesse pareri».
Questa fu poi bocciata grazie al ricorso al TAR promosso dalla Regione Puglia, da vari comuni molisani e pugliesi e dal comune di Vasto, e al quale la regione Abruzzo decise di non partecipare.
L'ampliamento di Rospo Mare è iniziato invece a gennaio 2013, un anno e mezzo fa. Dopo pochi mesi il comune di Vasto ha presentato osservazioni in critica. «Dov'erano dunque la vigilanza, la forza e la coerenza, di Mauro Febbo e della giunta Chiodi nel 2009, 2010, 2011, 2012 e nel 2013?», chiede ancora D’Orsogna. «Dov'era la netta contrarieta' della regione Abruzzo in queste numerose sedi decisionali? Che differenza c'e' tra queste concessioni ed Ombrina? Perche' la Regione non ha mai prodotto pareri? E' un mistero elettorale».

Per quanto riguarda invece le concessioni a terra, sulle quali la parola finale spetta alle regioni, nel 2012 l'Abruzzo di Gianni Chiodi ha approvato due concessioni di estrazione e due di ricerca. La classe politica crede forse che abbiamo dimenticato, ma la nostra memoria e' lunga».
La candidata alla presidenza della Regione, Sara Marcozzi, è della stessa opinione: «da un lato il Governo delle larghe intese promuove una cosa, dal lato regionale i due schieramenti di centrodestra di Chiodi e D’Alfonso dichiarano l’esatto opposto. Loro sanno già che il 26 maggio dimenticheranno tutto e continueranno a favorire le grosse multinazionali per sfruttare il nostro territorio creando 50 posti di lavoro e distruggendone 1000; loro non sanno, però, che questa volta li manderemo tutti a casa».
Italia dei Valori rivendica invece il proprio impegno per lo stop alla petrolizzazione. «Il candidato presidente Acerbo (Rc)», dice Alfonso Mascitelli, «sa benissimo che non è vero quando dichiara che tutti i parlamentari abruzzesi del centro destra e del centro sinistra hanno votato il Decreto Passera, e che quindi sul no alla petrolizzazione della nostra regione predicano bene ma razzolano tutti male. I resoconti parlamentari facilmente accessibili a ogni cittadino parlano chiaro: il mio voto di senatore, insieme al resto del mio gruppo, è stato apertamente e nettamente contrario, e non poteva essere diversamente».