MISTERI ELETTORALI

Il Garante: vietato utilizzare i dati dell’anagrafe per la pubblicità elettorale ma….

Lettere, santini e inviti al voto nella cassetta della posta: si può?

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Il Garante: vietato utilizzare i dati dell’anagrafe per la pubblicità elettorale ma….



ABRUZZO. Alzi la mano chi nell’ultimo mese non ha ricevuto, in busta chiusa affrancata, un santino elettorale, una lettera, un depliant con foto e faccione di uno qualunque dei candidati alle prossime elezioni.
Nonostante vi siano recentissime ricerche sull’inefficacia del vecchio metodo pubblicitario (pare che solo uno su 100.000 si convinca a votare dopo aver letto una missiva giuntagli) in Abruzzo continua ad andare di moda la pubblicità elettorale via posta tradizionale.
Per non farci mancare nulla dopo lo spam via email, il pushing sui social c’è la letterina tradizionale affrancata e che costa anche parecchio (tolte ovviamente le agevolazioni previste). C’è però un problema che non è di poco conto: dove si reperiscono gli indirizzi delle persone da “disturbare”?

IL CASO TERAMANO
In molti si saranno fatti questa domanda e da oggi a Teramo saranno di più perché il Pd locale ha fatto scoppiare un caso molto grave accusando l’assessore comunale all’Anagrafe di accesso abusivo ai dati dell’Anagrafe stessa.
Mirella Marchese, candidata di Forza Italia in appoggio all’attuale sindaco Maurizio Brucchi, ha fatto recapitare una letterina ai 18enni freschi di voto nella quale spiega perché scegliere proprio lei che è favorevole «ad una politica fatta di persone oneste».
Maurizio Verna del Pd di Teramo parla di «ennesimo “abuso di competenze” da parte di componenti della coalizione di Brucchi».
«Dopo candidati sindaci in piazza vestiti da medico, dopo la sfilata, nelle loro liste, di dipendenti della Team», aggiunge Verna, «un ennesimo atto di arroganza, un abuso, una evidentissima violazione della privacy compiuta da un Assessore ancora in carica che, potendo accedere ai dati "privati" dei cittadini, li utilizza per scopi personali. Un comportamento nel perfetto stile di una Amministrazione che si è distinta in questi anni proprio per i sui continui atti di arroganza verso la cittadinanza».
Come sono andate le cose e come ha fatto l’assessore ad avere i dati di tutti i 18enni?
Per ora è difficile saperlo né si può avere la certezza di una ipotetica violazione.
Infatti i modi per recuperare indirizzi sono molti (specie se si sanno sfruttare le immense risorse della Rete) molti di questi però sono irregolari. Gli elenchi più appetitosi sono custoditi nei Comuni di residenza ma anche presso le società di fornitura di gas, acqua ed elettricità.
La legge dice che è vietato attingere a questi elenchi eppure anche in passato vi sono state prove palesi di violazioni, peraltro mai sanzionate.

COSA DICE IL GARANTE
Secondo il Garante per la Privacy possono essere utilizzate per esempio le liste degli aventi diritto al voto detenute dai Comuni, gli elenchi di albi e collegi professionali e gli elenchi in materia di elettorato attivo e passivo.
Non possono essere usati, invece, atti anagrafici e dello stato civile, tantomeno in forma di elaborati di intestatari di nuclei familiari anche se il richiedente è un amministratore locale. Insomma nessuno può andare all’ufficio anagrafe a richiedere dati sui nuclei familiari così da riuscire a mandare una (e non di più) missiva a famiglia… proprio come accade da sempre.
Possono rivolgere una motivata richiesta degli elenchi di questo genere solo le amministrazioni pubbliche e solo per esclusivo uso di pubblica utilità (la pubblicità elettorale ovviamente non è uno di questi).
Gli atti dello stato civile non possono ritenersi pubblici e per questo non è consentito l’accesso a terzi estranei (o candidati di qualunque rango e corrente politica). Non si possono usare ancora i dati tratti dalle liste elettorali di sezione già utilizzate nei seggi oppure dati annotati da scrutatori e rappresentanti di lista.
Detto questo il materiale elettorale arriva lo stesso affrancato nelle cassette e indirizzato ad un solo componente della famiglia. Come mai?
E’ ipotizzabile che i politici, quelli con mille aderenze e svariate possibilità di poter far presa sul dipendente comunale giusto, possa avere acceso a quei dati?
E’ capitato a molti residenti di Pescara che hanno raccontato di aver ricevuto propaganda elettorale affrancata e diretta proprio a chi in famiglia ha intestate per esempio le utenze domestiche. A proposito di onestà e trasparenza sarebbe bello capire chi prima ancora di essere eletto già ha cominciato a violare le regole.