BUCHI E TANGENTI

Ater Chieti e debiti, stamattina la politica regionale alla prova del nove

Si attende parere non vincolante ma che sarà un chiaro segnale sul futuro dell’azienda

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CONSIGLIO REGIONALE




ABRUZZO. Dipendenti Ater di Chieti sul piede di guerra per il mancato arrivo degli stipendi di aprile. Soldi in cassa non ce ne sono e si avvicina anche fine maggio. C’è il rischio di non vedere nemmeno questo secondo stipendio.
Oggi Rsu Aziendale, insieme ad una rappresentanza dei dipendenti presidierà il Consiglio regionale dell'Aquila, dove alle 12 la II Commissione, presieduta da Luca Ricciuti, si riunirà per adottare un parere non vincolante con il quale prende atto del deficit strutturale dell'ente.
Senza questo parere la Giunta non può nominare il Commissario e dare il via al risanamento. Dunque il parere sarà anche non vincolante ma quella di questa mattina può essere considerata una prova del nove per capire in che direzione vuole andare veramente la politica regionale.
Malumori e polemiche, infatti, nelle scorse settimane sono scoppiati quando si è scoperto che il direttore Domenico Recchione è arrivato a percepire un compenso di ben 330.464 euro all’anno. Una cifra da capogiro considerato che al momento i dipendenti si trovano in tasca solo un grosso punto interrogativo e l'Ater teatina ha accumulato un buco di circa 4,3 milioni di euro. L’azienda è poi anche al centro di una inchiesta penale della procura di Pescara per tangenti versate all’ex vertice dell’azienda, Marcello Lancia.
«Confidiamo – dicono oggi i dipendenti – nel totale interesse dei componenti della II Commissione, affinchè partecipino dimostrando la loro sensibilità alla risoluzione di questa problematica che sta affliggendo la nostra Azienda causando disagi a noi dipendenti, agli utenti, fornitori,…..»
Pare che alcuni consiglieri siano stati sensibilizzati dal direttore a non partecipare all’incontro di questa mattina e questo ha allarmato i dipendenti pronti a vigilare e rendere pubblici i nomi dei consiglieri che non si presenteranno all’appuntamento.
Intanto Carichieti ha fatto sapere che finché c'è Recchione non tirerà fuori un centesimo, ma il sostegno sarà pieno solo se sarà presentato un piano di risanamento credibile e se la legge regionale sarà applicata. 

Il 22 aprile scorso Recchione aveva scritto alla banca per chiedere una proroga immediata e un rinnovo della tesoreria, gestita appunto dall’istituto di credito ma non interessata a quanto pare all’incarico. La banca, infatti, sta svolgendo in queste settimane il servizio in regime di prorogatio in attesa che l’Ater trovi un sostituto.
Venti giorni fa il direttore generale Roberto Sbrolli ha scritto al commissario straordinario Antonella Gabini lamentando «l’ininterrotto ricorso all’anticipazione in violazione del principio ex articolo 119 della costituzione» . Sbrolli ricorda che la norma costituzionale lega l’assunzione di indebitamento «alle sole finalità di investimento prescrivendo l’osservanza dell’equilibrio di bilancio».
Al 31 marzo scorso l’esposizione dell’anticipazione sfiorava i 4 milioni di euro e l’utilizzo di questi soldi, precisa Sbrolli «si caratterizza per un elevato indice di cronicizzazione». Carichieti non è intenzionata a continuare a mantenere il servizio di tesoreria ma si dice disposta ad una proroga del servizio fino al 30 giugno per formalizzare un piano di rientro. Ma per fare questo si chiede copia del bilancio 2012 «regolarmente approvata dagli organi statutari competenti».
a.l.