OPERE CONTESTATE

Snam : l’appello a Chiodi: «la Regione neghi l'intesa con lo Stato»

Per i comitati la sentenza della Consulta non chiude la partita

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Snam : l’appello a Chiodi: «la Regione neghi l'intesa con lo Stato»




SULMONA. «Il governatore Chiodi non perda altro tempo e neghi subito l'intesa con lo Stato sul pericoloso progetto della Snam, attuando le decisioni del Consiglio Regionale».
E’ questo l’appello che i Comitati cittadini per l’ambiente rivolgono al presidente uscente sottolineando che la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge regionale sulle centrali di compressione in aree sismiche, «non può costituire un alibi perché, per negare l'intesa, non c'è bisogno di una legge».
Lunedì scorso la Consulta ha stabilito che la legge della Regione Abruzzo che disciplinava la localizzazione di centrali di compressione del gas in aree sismiche è anticostituzionale perché ha violato l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, sulle competenze statali e regionali di legiferare in materia di «produzione, trasporto e distribuzionale nazionale di energia».
La Regione non si era costituita in giudizio, ma la giunta aveva addirittura approvato una delibera con cui dava pienamente ragione alle tesi del governo nazionale. «Il comportamento arrendevole del governo regionale ha sicuramente favorito il giudizio negativo della Corte», sostengono i Comitati, «della quale rispettiamo la sentenza anche se non la condividiamo».

«Ciò che maggiormente sorprende nella sentenza della Corte», commentano i cittadini che si oppongono al progetto, «è che le scelte relative alla localizzazione delle grandi infrastrutture energetiche siano considerate di fatto indiscutibili e prevalenti su diritti costituzionalmente garantiti come quello alla salute e alla sicurezza dei cittadini. Come interpretare , infatti, il passaggio della sentenza in cui si arriva ad asserire che lo studio preventivo della risposta sismica locale, previsto dalla legge regionale, "interferisce illegittimamente con il procedimento di localizzazione e realizzazione di impianti di interesse nazionale ponendo un ulteriore aggravamento procedurale"? Ci limitiamo ad osservare che questo "aggravamento procedurale", oltre ad essere dettato dal buon senso non è altro che ciò che aveva prescritto, al riguardo, la Commissione nazionale V.I.A».
I comitati sono allarmati anche per la riforma del titolo V° della Costituzione che sta operando il premier Matteo Renzi: «con l'avocazione allo Stato della esclusiva competenza in materia di energia, verrà fatto un regalo enorme alle multinazionali del petrolio e del gas che potranno fare ciò che vogliono senza che le Regioni e quindi i cittadini, abbiano alcun potere per opporsi. Ci auguriamo che in Parlamento siano in molti a dare battaglia perché ciò che sta passando pressoché sotto silenzio, rappresenterebbe in realtà un colpo micidiale per la nostra democrazia».