SANITA'

Cisl Fp: «sulla sanità meno slogan e più fatti»

Mobilità passiva e rete residenziale sono nodi irrisolti e costosi

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Cisl Fp: «sulla sanità meno slogan e più fatti»




CHIETI. «La Cisl Fp chiede ai quattro candidati Presidenti della Regione di confrontarsi sulla sanità, dando possibilmente risposte precise e prendendo impegni chiari in caso di elezione».
Questa almeno è la proposta di Davide Farina, segretario regionale del settore, che vorrebbe «meno slogan e più aderenza alla realtà della sanità così come è vissuta giornalmente dagli abruzzesi».
 Il riferimento è sicuramente alla gestione commissariale, che la Cisl in tutte le sue componenti ha sempre criticato, e che in questa campagna elettorale viene giudicata con opposte forzature: da una parte, come la soluzione dei problemi sanitari in Abruzzo, dall’altra, come l’aggravamento degli stessi problemi.
Secondo la Cisl Fp «l’esclusivo risanamento contabile della sanità abruzzese, che per il quarto anno consecutivo chiude in positivo il bilancio, non è stato parallelamente seguito da un contestuale miglioramento dell’offerta sanitaria. Al contrario ha prodotto un lento e progressivo taglio lineare alle prestazioni sanitarie con un concomitante impoverimento delle risorse umane che erogano detti servizi».
 E «chi sostiene il contrario e non accetta questa semplice ed evidente analisi della realtà non fa un’operazione di verità, ma di sola propaganda elettorale, poiché questa è l’unica oggettiva situazione che un cittadino che vive in Abruzzo e non sul pianeta Marte può obiettivamente registrare».
 «Perché – sottolinea Farina - le liste d’attesa e la mobilità passiva sono due criticità che nessuno sembra poter mettere in discussione come chiari indicatori di questo “impoverimento” di offerta sanitaria».
 Insomma «per raggiungere il pareggio di bilancio non si è operato su sprechi ed eccessi, ma riducendo prestazioni sanitarie essenziali».

MOBILITÀ PASSIVA E RESIDENZIALITÀ
Va male infatti la mobilità passiva, con 70 mln di costo diretto ed altri 30 di spese indirette.
«E con 100 mln totali siamo tra le peggiori regioni d’Italia, avendo alle spalle solo la Calabria – spiega la Cisl Fp - il che in termini occupazionali corrisponde ad una perdita netta di circa 1000/1400 posti di lavoro, senza dire di altri disagi e danni: per ogni paziente che si reca fuori regione c’è almeno un familiare al seguito che si sobbarca un onere economico per assisterlo. Una vera beffa, come documentato dal Centro studi Cisl Abruzzo-Molise “Michelangelo Ciancaglini”».
 Inoltre «la rete per la residenzialità è ancora praticamente nel guado e sarà difficilmente finanziabile. Infatti le risorse economiche di questo settore che comprende Salute mentale, Anziani non autosufficienti e Disabilità, prevedono un finanziamento da Piano Sanitario di 197 milioni di euro, che però è sceso, dopo ulteriori tagli, ad appena 108 milioni, ossia il 4,5% della spesa sanitaria complessiva. Mancano cioè all’appello 90 milioni»”
«E non è neppure vero – conclude Farina - che si possa escludere la compartecipazione economica dei pazienti “perché non si ha bisogno di quelle risorse”, visto che allegramente ad inizio anno 2014 la Regione ha introdotto una legge che abolisce la quota di franchigia a suo carico per gli anziani bisognevoli di un ricovero presso una Rsa a seguito di dimissioni ospedaliere».
 Insomma troppa superficialità e troppa propaganda, secondo la Cisl Fp, che non sembra disponibile a fare sconti nemmeno dopo la campagna elettorale.

s. c.