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Acerbo interroga D’Alfonso: «ma come si campa senza bancomat?»

D'Alfonso: «Si legga le carte del processo»

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Acerbo interroga D’Alfonso: «ma come si campa senza bancomat?»

Luciano d'Alfonso

 

ABRUZZO. Nuovo confronto televisivo ieri negli studi di Telesirio per i candidati alla presidenza della Regione Abruzzo.
Assente, come accaduto già qualche giorno fa in occasione del ‘duello’ su Rete 8, il presidente uscente Gianni Chiodi. Ancora scintille, invece, tra Luciano D’Alfonso (centrosinistra) e Maurizio Acerbo (L’Altra regione) che hanno chiaramente continuato a lanciarsi frecciate come nella puntata precedente.
Se nel primo round era stata l’ex sindaco di Pescara a sferrare l’attacco ad Acerbo (lo ha definito un «perdente»), ieri l’esponente di Rc ha messo a segno il suo punto chiedendo conto allo sfidante di quanto emerso dagli atti del processo Housework,


Un processo da cui D’Alfonso è uscito ‘pulito’ (tra assoluzioni e prescrizioni) ma che è la sua spina nel fianco in questa campagna elettorale. Qualche giorno fa anche i grillini a Lettomanoppello, comune d’origine del candidato del centrosinistra, hanno indugiato sulle sue vicissitudini, rimediando pure i fischi dei supporters dell’ex sindaco.
«Come faceva a campare senza prelevare dal bancomat e da dove venivano i contanti che venivano versati sui conti di famiglia?», ha chiesto Acerbo. Il candidato presidente non ha sostanzialmente risposto davanti alle telecamere.
«Credo che sia una domanda che si pongano tutti gli abruzzesi e alla quale chi si candida a governare la Regione dovrebbe dare risposta», ha insistito a trasmissione finita Acerbo che su Facebook ha ironizzato sui «miracoli dell’economia domestica» dell’ex sindaco.

D'Alfonso in realtà una risposta l’ha data, seppure evasiva, consigliando di sciogliere l’enigma leggendo gli atti del processo. «Ma l'esercizio è difficoltoso per la maggior parte dei cittadini», ha ribattuto Acerbo. «Trovi lui il modo di spiegarlo con parole semplici. Sarà un'indicazione utile a tutti gli abruzzesi in tempi di crisi».
Come detto qualche giorno fa era stato D’Alfonso ad attaccare Acerbo definendolo «un perdente»
«Pensava di offendermi», ha commentato il consigliere regionale. «Ma io ho sempre pensato che ci sia qualcosa di nobile a scegliere di stare tra i perdenti. Diciamo che ho sempre ritenuto più divertente stare da quella parte e suonarle ai prepotenti. comunque è indicativo della mutazione ormai irreversibile che anche nella retorica e nel vocabolario l'interprete più berlusconiano sia il candidato del centrosinistro».