SANITA'

Abruzzo. Progetti obiettivo gestiti dalle Asl in ordine sparso

Tumori, liste di attesa, anziani: la Regione non coordina

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Abruzzo. Progetti obiettivo gestiti dalle Asl in ordine sparso




ABRUZZO. C’è una marea di notizie, di dati, di interessi di tutti i tipi dietro i “Progetti obiettivo” che le Asl abruzzesi hanno assegnato con i circa 30 mln di finanziamenti ministeriali.
 La spartizione dei “pani e dei pesci” è avvenuta con il criterio della popolazione residente, ma alla fine L’Aquila, Pescara, Teramo e Chieti hanno ottenuto quasi tutte circa 7 milioni a testa per i 20 progetti di ciascuna Asl (a Chieti ne sono stati approvati invece 26, anche se gli argomenti indicati a livello nazionale sono appunto 20).
Tutte le delibere adottate sono immediatamente esecutive e quindi i progetti partono subito. Ma proprio per i contenuti dell’accordo Stato Regioni che imponeva determinati argomenti, i sindacati medici avevano sperato e sollecitato che i progetti fossero unificati ed applicati con valenza regionale per assicurare uniformità di servizi e di interventi su tutto il territorio regionale.
In questo modo, ad esempio, un progetto sulle liste di attesa avrebbe unificato gli interventi in modo da non avere una regione con le liste a macchia di leopardo, con una Asl dove si aspetta un mese ed un’altra dove si aspetta un anno.
Così per gli altri temi indicati a livello nazionale, ad esempio la sicurezza nei luoghi di lavoro, la lotta ai tumori maschili o femminili, i pazienti in stato di coma, la farmacia dei servizi, l’assistenza degli anziani, le cure palliative o la prevenzione primaria e la diagnosi precoce delle infezioni da Hpv.
L’unificazione e la gestione a livello regionale di tutti i progetti erano state le richieste dell’Intersindacale sanitaria che un anno fa aveva sollecitato il commissario Chiodi di aprire alcuni tavoli di contrattazione proprio per definire interventi condivisi sul territorio.
Ma questi tavoli, dopo una prima convocazione erano stati subito chiusi e sono stati riaperti solo recentemente, a Progetti obiettivo già assegnati. Di fatto alla fine la Regione, con questo meccanismo, ha assistito all’assegnazione dei finanziamenti Asl per Asl senza un progetto unitario condiviso. Questo ha permesso di beneficiare nomi noti e forse non contribuirà a risolvere unitariamente le criticità assistenziali della sanità abruzzese, visti gli scarsi risultati di molti progetti nel recente passato.
Anche qui siamo alla solita macchia di leopardo: a fronte di iniziative progettuali che hanno funzionato, ce ne sono molte che non sono state nemmeno completate. Era infatti proprio questa la richiesta di PrimaDaNoi.it all’assessorato regionale alla sanità: conoscere i dati complessivi finali di questa operazione riferita allo scorso anno ed ai precedenti.

Ma non è stato possibile ottenerli, secondo la spiegazione pervenuta, «perché i telefoni non funzionano».
 Nessun problema. E’ stata allora inviata una richiesta ufficiale di accesso agli atti alla quale non è stata data ancora risposta (termine di 30 giorni) ad ogni modo siamo riusciti ad ottenere comunque i dati disaccorpati: è stato sufficiente sommare i dati delle singole Asl e il puzzle del quadro complessivo regionale è apparso.
A Chieti, per esempio, su dodici progetti relazionati e riferiti allo scorso anno, ben sei hanno chiesto la proroga, uno ha le somme accantonate e solo cinque sono stati completati.
Il trend è simile per le altre Asl, mentre L’Aquila riporta in dettaglio i risultati ottenuti nei singoli progetti realizzati lo scorso anno. Allora non si capisce come mai alcune Asl riescano a produrre quanto è stato previsto ed altre no e nemmeno si capisce perché un progetto che non è stato chiuso e rendicontato per l’anno passato riesca lo stesso ad ottenere un altro finanziamento anche per l’anno in corso.
 Ma proprio leggendo le quattro diverse delibere esecutive si ha un’immagine di come funzionano le Asl abruzzesi.
Teramo propone Progetti obiettivo con quadri economici molto articolati e dettagliati (importo del finanziamento, conto e sottoconto a cui attingere), Pescara e L’Aquila spiegano con chiarezza i vari step di questi programmi con gli obiettivi concreti da raggiungere, Chieti porta da 20 a 26 i progetti approvati con assegnazioni un pò strane: il percorso nascita va ad un pediatra invece che ad un ginecologo, i problemi degli adolescenti li deve studiare un neonatologo (che si occupa dei bambini nati pre-termine) e le malattie rare toccano ad un pediatra.

Sebastiano Calella