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Lista con firma del morto, Di Labio: «qualcuno ha abusato della nostra fiducia»

Secondo il consigliere comunale di Chieti ci sarebbero comunque più firme del necessario

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Lista con firma del morto, Di Labio: «qualcuno ha abusato della nostra fiducia»

GIuseppe Di Labio





CHIETI. «Se errore c’è stato nella raccolta e nell’autenticazione delle firme, è stato commesso in buona fede e senza particolari intenzioni truffaldine. Infatti di firme ce ne erano molte di più di quante ne servissero, quindi non era necessario inserire presentatori falsi per raggiungere il numero previsto. Molto strano che qualcuno venga a firmare e presenti una carta di identità di un defunto».
E’ perplesso Giuseppe Di Labio, il consigliere comunale di Chieti indicato come l’autore della certificazione con la quale una persona morta avrebbe firmato la presentazione di “Regione facile”, la lista civica che appoggia Luciano D’Alfonso. «La mia impressione è che si voglia far passare un’immagine poco seria di questa lista e forse di alcuni candidati – continua Di Labio – ma non è così, visto che le firme abbondavano».
 Allora come è potuto succedere?
«C’erano più persone a firmare e quelli che sottoscrivevano i fogli di presentazione erano tutte persone conosciute alle quali era stato chiesto di collaborare a presentare questa lista – racconta Di Labio - la procedura è semplice: chi viene firma e presenta il documento di identità che viene registrato, ma quando c’è affollamento si può sbagliare. Lo scambio in questo controllo che è risultato incompleto è avvenuto in quel momento e forse qualcuno ha abusato della nostra fiducia. Ma tutti noi sapevamo che quei nomi e quei documenti sarebbero stati controllati in Comune. Tra l’altro c’è stato qualche errore anche per la residenza ed alcuni nomi sono stati cancellati dagli uffici comunali proprio perché non votavano a Chieti e quindi non si poteva ottenere il certificato elettorale. Sono errori dovuti alla fretta ed all’affollamento delle procedure. Ma solo un idiota avrebbe tentato questo trucco del morto fiducioso che potesse passare».
 Allora pensa alla trappola di qualcuno?
«In campagna elettorale succede di tutto e questo è uno dei tanti episodi che si verificano – conclude Di Labio – però è anche un sintomo di nervosismo degli avversari di D’Alfonso che temono la sua elezione e tentano di danneggiare i candidati di questa lista civica che sono tutti forti. La paura di perdere a volte fa commettere gesti disperati o di disturbo come questo. Si tratta di vedere chi aveva interesse a danneggiarci. Poi tireremo le somme».