LA DENUNCIA

Regionali: morto da due anni firma a sostegno della lista, esposto in Procura

Presunte irregolarità per documentazione a lista che sostiene D’Alfonso

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Regionali: morto da due anni firma a sostegno della lista, esposto in Procura




CHIETI. Presunte irregolarità in una lista presentata a sostegno del candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il centrosinistra Luciano D'Alfonso, contenente, pare, la firma di una persona deceduta.
E’ quanto si ipotizza in un esposto presentato alla Procura di Chieti dal comandante dei Vigili Urbani della città, Donatella Di Giovanni. «Ho ricevuto una denuncia in tal senso da una persona, sono state svolte attività di controllo e ho presentato l'esposto. Sono senza parole, non capisco come la notizia sia uscita dal mio ufficio».
La notizia oggi è stata pubblicata sul quotidiano Il Centro che racconta proprio di un defunto che avrebbe sottoscritto una lista di candidati consiglieri alla Regione.
Il comandante Di Giovanni insiste e si dice meravigliata di come la vicenda abbia potuto oltrepassare i confini della sua stanza. «A chi mi chiede di sapere quale sia la lista in questione rispondo che sono vincolata dal segreto in quanto ho agito da ufficiale di polizia giudiziaria. Quindi non posso dire nulla».
Anche Il Centro non forniva il nome ma indizi utili per identificarla: «una superlista su cui D’Alfonso punta molto perché, dice, vale almeno il 12 per cento. Sia per quei medici legati a cliniche private sia per gli ex di centrodestra, campioni di consensi, che il candidato presidente di centrosinistra ha portato dalla sua parte con la stessa facilità di chi sposta le pedine della dama sulla scacchiera».
Il nome, però, lo fa l’Ansa: si tratta della lista ‘Regione Facile’ e il responsabile Alessandro Giardinelli spiega: «pur non avendo avuto nessuna notizia ufficiale, se anche il fatto accertato fosse vero, la lista non correrebbe nessun pericolo. Il numero di firme a supporto della lista è sufficiente a garantirne la presentazione. Verrebbe solo eliminata la firma non valida».
Giardinelli sottolinea che l'eventuale nome contestato sarebbe stato certificato da alcuni consiglieri comunali di Chieti e che «potrebbero solo sorgere dei reati penali per il certificatore. Ma non so darmi una spiegazione - prosegue Giardinelli - perché abbiamo più volte controllato tutti i documenti, allegando anche i certificati elettorali e trovo strano che possa essere stato allegato il certificato elettorale di un morto. Ma ripeto al momento non ho nessuna certificazione».