L'APPELLO

Abruzzo e poteri occulti, Mascitelli: «Chiodi faccia i nomi»

L’esponente dell’Idv chiede al governatore di chiarire certe affermazioni

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Abruzzo e poteri occulti, Mascitelli: «Chiodi faccia i nomi»

Abruzzo e poteri occulti, Mascitelli: «Chiodi faccia i nomi»
L’esponente dell’Idv chiede al governatore di chiarire certe affermazioni
Alfonso Mascitelli, poteri occulti, elezioni, campagna elettorale, sanità
ABRUZZO. «Chiodi deve dire pubblicamente agli abruzzesi quali sono i poteri forti e occulti  che hanno cercato di condizionare il suo operato».
La richiesta arriva da Alfonso Mascitelli, esponente dell’Italia dei Valori. Quello dei presunti «poteri forti» alle calcagna del presidente uscente è stato un leitmotiv costante di questi cinque anni da governatore. L’argomento è stato rispolverato negli ultimi giorni dopo che la procura di Torino ha avvertito la prefettura de L’Aquila del «pericolo imminente e concreto» per Chiodi e di conseguenza sono stati messi agenti alle sue calcagna 24 ore su 24 che non lo perdono mai di vista. «Quando dici un no c’è sempre qualcuno dall’altra parte che ti ha chiesto di dire un sì», ha spiegato il governatore. 
Ora, come detto, Mascitelli chiede una «operazione di verità»  che «aiuterebbe non solo gli inquirenti che tutelano la sua incolumità fisica, ma soprattutto gli abruzzesi che vogliono tutelare il loro futuro, uscendo una volta per tutte da una lunga stagione di scandali che ha dissanguato le risorse pubbliche della nostra regione».
«Chiodi assolverà al suo dovere di rappresentante delle istituzioni se ci dirà dove si annidano questi poteri forti», sostiene ancora l’esponente dell’Italia dei Valori che avanza alcune ipotesi. «Nell’eredità ricevuta, come commissario per la ricostruzione, dal sistema Bertolaso? Nei rapporti ancora poco chiari tra Abruzzo Engeneering e società partecipate della Finmeccanica? Nei crediti non esigibili della sanità privata o nei mega appalti del Servizio sanitario pubblico, alimentati spesso con il sistema delle proroghe?  O ancora nelle modalità di utilizzo delle ingenti risorse comunitarie, di cui lo scandalo Ecosfera è solo la punta di un iceberg?» Chiodi risponderà a questa richiesta di chiarezza? Lui non ha mai fatto mistero che proprio l’argomento Sanità è stato il più duro da affrontare in questi cinque anni di amministrazione ma si consola con il fatto di aver trasformato la vecchia «regione canaglia» in regione virtuosa. All’inizio dell’anno, con lo scoppio della Rimborsopoli abruzzese, disse «ho combattuto con lobby potentissime e antichissime per risanare la sanita'» http://www.primadanoi.it/news/cronaca/546669/Rimborsopoli--Chiodi---una.html .
Ma l’argomento è saltato fuori anche all’inizio della campagna elettorale quando Chiodi ha detto pubblicamente nel corso di un incontro  «i cittadini o fanno fuori i gattopardi o i gattopardi distruggeranno l'Abruzzo facendo gli interessi dei poteri forti». Nel marzo del 2013 http://www.primadanoi.it/news/regione/525238/Chiodi---lobby-potentissime-contro-di-me---E-si-difende-con-le-querele.html  sferrò un altro attacco pesantissimo alla «lobby di potere» della sanità perché «ho risanato i conti ed evidentemente ho eliminato del "grasso" che faceva gola a molti». Qualche mese prima più o meno le stesse affermazioni e il plauso il plauso dell'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, arrestato nell'ambito dell'inchiesta Sanitopoli, che disse «Angelini non era l'unico, sono felice che Chiodi abbia preso atto della situazione».
Insomma l’argomento è stato tirato in ballo più volte ma le reazioni di chi sta ad ascoltare sono sempre state abbastanza timide. 
«Lascia stupefatti», osserva Mascitelli, «che un presidente di regione denuncia pubblicamente l’esistenza di poteri occulti senza che vi siano reazioni ad affermazioni cosi gravi. O è lui che ha perso ogni credibilità nelle cose che dice o è la nostra regione che sta rischiando di perdere ogni speranza».
ABRUZZO. «Chiodi deve dire pubblicamente agli abruzzesi quali sono i poteri forti e occulti  che hanno cercato di condizionare il suo operato».La richiesta arriva da Alfonso Mascitelli, esponente dell’Italia dei Valori. Quello dei presunti «poteri forti» alle calcagna del presidente uscente è stato un leitmotiv costante di questi cinque anni da governatore. L’argomento è stato rispolverato negli ultimi giorni dopo che la procura di Torino ha avvertito la prefettura de L’Aquila del «pericolo imminente e concreto» per Chiodi e di conseguenza sono stati messi agenti alle sue calcagna 24 ore su 24 che non lo perdono mai di vista. «Quando dici un no c’è sempre qualcuno dall’altra parte che ti ha chiesto di dire un sì», ha spiegato il governatore. 
Ora, come detto, Mascitelli chiede una «operazione di verità»  che «aiuterebbe non solo gli inquirenti che tutelano la sua incolumità fisica, ma soprattutto gli abruzzesi che vogliono tutelare il loro futuro, uscendo una volta per tutte da una lunga stagione di scandali che ha dissanguato le risorse pubbliche della nostra regione».«Chiodi assolverà al suo dovere di rappresentante delle istituzioni se ci dirà dove si annidano questi poteri forti», sostiene ancora l’esponente dell’Italia dei Valori che avanza alcune ipotesi. 

«Nell’eredità ricevuta, come commissario per la ricostruzione, dal sistema Bertolaso? Nei rapporti ancora poco chiari tra Abruzzo Engeneering e società partecipate della Finmeccanica? Nei crediti non esigibili della sanità privata o nei mega appalti del Servizio sanitario pubblico, alimentati spesso con il sistema delle proroghe?  O ancora nelle modalità di utilizzo delle ingenti risorse comunitarie, di cui lo scandalo Ecosfera è solo la punta di un iceberg?» Chiodi risponderà a questa richiesta di chiarezza? Lui non ha mai fatto mistero che proprio l’argomento Sanità è stato il più duro da affrontare in questi cinque anni di amministrazione ma si consola con il fatto di aver trasformato la vecchia «regione canaglia» in regione virtuosa. All’inizio dell’anno, con lo scoppio della Rimborsopoli abruzzese, disse «ho combattuto con lobby potentissime e antichissime per risanare la sanita'»  .Ma l’argomento è saltato fuori anche all’inizio della campagna elettorale quando Chiodi ha detto pubblicamente nel corso di un incontro  «i cittadini o fanno fuori i gattopardi o i gattopardi distruggeranno l'Abruzzo facendo gli interessi dei poteri forti». Nel marzo del 2013 sferrò un altro attacco pesantissimo alla «lobby di potere» della sanità perché «ho risanato i conti ed evidentemente ho eliminato del "grasso" che faceva gola a molti». Qualche mese prima più o meno le stesse affermazioni e il plauso il plauso dell'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, arrestato nell'ambito dell'inchiesta Sanitopoli, che disse «Angelini non era l'unico, sono felice che Chiodi abbia preso atto della situazione».Insomma l’argomento è stato tirato in ballo più volte ma le reazioni di chi sta ad ascoltare sono sempre state abbastanza timide. «Lascia stupefatti», osserva Mascitelli, «che un presidente di regione denuncia pubblicamente l’esistenza di poteri occulti senza che vi siano reazioni ad affermazioni cosi gravi. O è lui che ha perso ogni credibilità nelle cose che dice o è la nostra regione che sta rischiando di perdere ogni speranza».