IL FATTO

Antenne San Silvestro, Ministero dice sì alla piattaforma off shore

«Tecnicamente fattibile come sostiene l’Università aquilana»

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PESCARA. Oggi il ministro dello Sviluppo Economico ha risposto ad una interrogazione del deputato di Sel, Gianni Melilla, sulla delocalizzazione degli impianti radiotelevisivi da San Silvestro.
Il Ministro ha confermato l'impegno per le verifiche di propria competenza sulla compatibilità radioelettrica non appena sarà operativa la piattaforma off shore o individuato un altro sito operativo dagli organi competenti.
Il Ministro ha infatti stabilito che «la delocalizzazione delle antenne televisive sulla piattaforma off shore di Francavilla a Mare è tecnicamente fattibile come da studio realizzato dalla Università dell'Aquila».
E del resto la stessa Regione Abruzzo con delibera della Giunta Regionale dell'8 luglio 2013 ha fatto proprie le risultanze del gruppo di lavoro riconfermando la decisione di inserire il sito off shore di Francavilla nel Piano Nazionale di assegnazione delle frequenze televisive per la delocalizzazione degli impianti di San Silvestro.
Il Comune di Pescara ha perso la causa in primo grado presso il TAR rispetto al suo provvedimento di disattivazione degli impianti trasmissivi di San Silvestro e si è in attesa dell'esito del ricorso in appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar Abruzzo.
L’opzione della piattaforma off shore però non piace alle emittenti radio televisive che sostengono che sia una soluzione troppo onerosa per le loro tasche. Ma a questa obiezione ha risposto, cifre alla mano, la società Posidonia srl, proprietaria della piattaforma per l’allevamento ittico che si trova a tre miglia dal porto di Pescara. Gli imprenditori radio televisive parlano di 3 milioni di euro di canone annuo per la piattaforma più costi «esorbitanti» per manutenzione e collegamenti terra mare.
La Srl smentisce su tutti i fronti e chiarisce alle autorità competenti quanto costerebbe il tutto: «il canone di locazione annuale della piattaforma ammonta a 185 mila euro e in caso di uso parziale della piattaforma tale costo diminuisce in maniera proporzionale».