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L’Aquila, il centrodestra comunale contesta i vertici Pdl

Sei consiglieri veleggiano verso la componente Giuliante

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L’Aquila, il centrodestra comunale contesta i vertici Pdl




ABRUZZO. Sei consiglieri comunali di centrodestra invitano L’Aquila a guardare al futuro, rifiutano le logiche spartitorie del passato e scatenano l’ultima guerra nella coalizione che fa capo a Giorgio De Matteis, a Luca Ricciuti e a Carla Mannetti.
In sostanza i sei chiedono una nuova classe dirigente del centrodestra «che ha bisogno di un rinnovamento»: nuove facce, nuove proposte, sguardo al futuro.
Il tutto contro un accordo ai vertici che ci sarebbe stato in questa fase pre-elettorale per definire fin da ora le future candidature: De Matteis al Parlamento, Ricciuti alla Regione con un ruolo di primo attore, Carla Mannetti in corsa per la poltrona di primo cittadino.
«Noi siamo per mandare in pensione questi metodi» concludono questi consiglieri.
In effetti questa presa di posizione - clamorosa in campagna elettorale – può essere interpretata come l’insofferenza contro i signorotti locali delle tessere, cioè la nomenclatura Pdl che si è impadronita del potere locale in sostituzione dei “signori” che un tempo amministravano la città e che erano così trasversali che l’alternanza destra-sinistra era solo di facciata.
Così avviene anche ora, secondo questi dissidenti ai quali invia la propria solidarietà Gianfranco Giuliante, assessore regionale uscente.
«All’Aquila ci sono “i replicanti” della politica, quelli che perpetuano vecchie logiche di potere e di casta e che fanno dell’immobilismo il loro programma politico. Che peraltro è identico a destra come a sinistra e contro il quale bisognerebbe muoversi» scrive l’assessore in un comunicato intitolato “Riscossa”.
Raggiunto telefonicamente Giuliante non vuole aggiungere altro «per non strumentalizzare in senso elettorale questa iniziativa dei consiglieri comunali di centro destra che si sono ribellati a certi metodi. Sta tutto scritto nel comunicato: si risente la maleodorante logica della spartizione, bisogna uscire da questo guado». Solo schermaglie tra correnti? Non sembra.
Se l’iniziativa dei sei si salda con le posizioni di Giuliante (ex An e vicino all’ex ministro Altero  Matteoli) vuol dire che all’Aquila il vecchio Pdl, sfaldatasi la componente Forza Italia, veleggia verso la leadership dei duri e puri per i quali è più importante il patrimonio ideale della destra che il potere fine a se stesso. Almeno in teoria.

Sebastiano Calella