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Regionali: Caso D’Ambrosio: Abruzzo Civico se la prende con Pd e Cd

Idv: «Tabacci non faccia struzzo»

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Giulio Sottanelli

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PESCARA. Non si placano le polemiche per la candidatura, alle regionali del 25 maggio, di Giorgio D'Ambrosio.
L’ex sindaco di Pianella, estromesso dalle liste per volontà del Pd, è stato poi inserito nella lista provinciale pescarese del Centro Democratico all'ultimo minuto e a quanto pare all'insaputa di tutti.
Non sono mancate reazioni forti: i candidati pescaresi del partito di Tabacci, appreso il cambiamento solo dopo lo scadere del termine per la presentazione delle liste, hanno comunicato con chiarezza ai vertici che, qualora non venga ripristinata la lista originaria col ritiro di D’Ambrosio, saranno costretti a revocare l’accettazione della loro candidatura.
Adelchi Sulpizio, uno dei sette candidati, domenica sera ha inviato un fax al tribunale di Pescara ed ha comunicato che non è più candidato.
Adesso Abruzzo Civico, movimento che fa parte della coalizione di centrosinistra, torna all’attacco ed esprime «viva disapprovazione per come il Pd e il Centro Democratico hanno trattato tutta la vicenda». Dunque adesso nel mirino non c’è più solo il partito di Tabacci ma anche il Partito Democratico che assicura di essere stato preso alla sprovvista da questa candidatura. 

«A questo punto - afferma il direttivo di Abruzzo Civico composto dal deputato Giulio Sottanelli, da Giulio Borrelli e da Ezilde Ferrara - ci aspettiamo che i candidati della lista pescarese, dopo tanto clangor di trombe, ne traggano le dovute conseguenze e dimostrino coerenza dei comportamenti».
Sulla questione torna anche Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell'Idv, uno degli alleati che, insieme a Sel, aveva posto al Pd un veto sulla candidatura di D'Ambrosio. «Se Tabacci aveva intenzione di considerare il suo partito una specie di zona franca dove avere il diritto di riciclare un ex assessore regionale del governo Chiodi o un esponente del Pd non ritenuto candidabile dal suo stesso partito - osserva Mascitelli - avrebbe dovuto dirlo con chiarezza sin dall'inizio, e non avere il comportamento da ladri di polli, che depositano le liste di nascosto negli ultimi minuti».
«Noi - aggiunge il segretario - abbiamo creduto e per questo sosteniamo un grande progetto di cambiamento di cui l'Abruzzo ha bisogno. E' credibile questo progetto con un ex presidente dell'Ato, la cui attività ha lasciato più tracce nelle carte della Digos che nei rubinetti delle case degli abruzzesi? Il problema è tutto qua: in questa semplice risposta. Tabacci - conclude Mascitelli - non faccia lo struzzo perché questo gli è stato detto anche dalle persone perbene candidate nella lista del suo partito e che sono state minacciate di commissariamento». 

SEL: «D’ALFONSO DICA A CD CHE E’ FUORI»
Sel chiediamo al candidato presidente D'Alfonso di esplicitare in maniera «chiara, più forte, e incontrovertibile» l'esclusione politica del Centro Democratico dalla coalizione perché «non c'è posto per il suo personale politico e per i suoi metodi. Hanno prodotto uno strappo nella lealtà minima che si chiede ad un alleato politico che non è ricucibile né per l'oggi né per il domani».
«C'è bisogno di fare chiarezza e rilanciare la nostra azione politica per cambiare l'Abruzzo», spiega Tommaso Di Febo, coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, secondo cui «in tempi di antipolitica, questo squallido episodio amplifica la distanza dei cittadini dalla politica, producendo un danno a quelli che quotidianamente e con passione provano a discutere e confrontarsi con il popolo abruzzese per dimostrare che esiste anche la buona politica e il buon governo».
SEL: «D’ALFONSO DICA A CD CHE E’ FUORI»

Sel chiediamo al candidato presidente D'Alfonso di esplicitare in maniera «chiara, più forte, e incontrovertibile» l'esclusione politica del Centro Democratico dalla coalizione perché «non c'è posto per il suo personale politico e per i suoi metodi. Hanno prodotto uno strappo nella lealtà minima che si chiede ad un alleato politico che non è ricucibile né per l'oggi né per il domani».«C'è bisogno di fare chiarezza e rilanciare la nostra azione politica per cambiare l'Abruzzo», spiega Tommaso Di Febo, coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, secondo cui «in tempi di antipolitica, questo squallido episodio amplifica la distanza dei cittadini dalla politica, producendo un danno a quelli che quotidianamente e con passione provano a discutere e confrontarsi con il popolo abruzzese per dimostrare che esiste anche la buona politica e il buon governo».