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De Fanis torna in Consiglio regionale: «non sono il mostro che dipingono»

Effetto revoca obbligo dimora. Sostituto restato in carica 1 mese

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De Fanis torna in Consiglio regionale: «non sono il mostro che dipingono»

Luigi De Fanis





L'AQUILA. Dopo la revoca, decisa dal Gip di Pescara, Maria Carla Sacco, dell'obbligo di dimora nel comune di Montazzoli, l'ex assessore alla cultura della Regione Abruzzo Luigi De Fanis ha riacquisito da qualche giorno la piena libertà.
 Così ieri è tornato tra i banchi dell'aula del consiglio regionale, peraltro ancora per poco, visto che la legislatura si sta per chiudere.
«Ringrazio chi mi è stato vicino, sia in maggioranza, sia in opposizione, e non ha affondato il dito nella piaga come avrebbe potuto fare», ha detto intervenendo in aula.
Consigliere Pdl, De Fanis si era dimesso dopo l'arresto ai domiciliari del 12 novembre 2013 nell'ambito dell'inchiesta denominata "Il Vate" su presunte tangenti e finanziamenti di eventi culturali in cui è tuttora indagato per concussione, truffa aggravata e peculato.
È di conseguenza durato un mesetto e solo alcune sedute il mandato del sostituto, il consigliere Raffaele Tenaglia, primo dei non eletti della lista del Popolo della libertà in provincia di Chieti alle elezioni regionali del 2008. La delega di assessore alla Cultura, invece, è sempre rimasta nelle mani di Chiodi. 


 «Se mi sono comportato male chiedo scusa, ma non sono il mostro che vengo dipinto. Auguro a chi si candida il mio più sentito in bocca al lupo», ha concluso De Fanis che poi, a margine del suo intervento, ha aggiunto: «La politica resta la mia vita, sono consigliere comunale (ad Atessa, ndr) e continuerò a fare politica sempre tra le fila di Forza Italia, che è il mio partito e lo farò votare».  Nelle scorse settimane, in occasione dell’intervista su Rai 1 ALL’Arena di Massimo Giletti, De Fanis aveva raccontato di essere stato lasciato solo da tutti e di non aver ricevuto nessuna telefonata di solidarietà, nemmeno dal presidente Gianni Chiodi.
De Fanis era all'obbligo di dimora a Montazzoli dal 14 marzo scorso, dopo aver trascorso quattro mesi agli arresti domiciliari. Intanto le indagini si avviano alla conclusione. De Fanis è accusato di aver chiesto tangenti in cambio di fondi gestiti dal suo assessorato. I reati che gli vengono contestati, a vario titolo, sono di concussione, truffa aggravata e peculato. L'indagine aveva preso il via dalla denuncia di un imprenditore che si era rivolto al Corpo forestale dello Stato. Lo stesso De Fanis è sotto inchiesta, da parte della Procura di Lanciano, che gli contesta il tentativo di omicidio nei confronti della moglie.