CRISI NERA

Crisi Abruzzo, «ore di cassa integrazione raddoppiate in tre mesi»

I sindacati domani in piazza: «servono atti urgenti»

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Crisi Abruzzo, «ore di cassa integrazione raddoppiate in tre mesi»




ABRUZZO. La Cisl ha indetto, insieme a Cgil e Uil dei presidi davanti alle Prefetture abruzzesi il giorno 30 aprile dalle ore 10.00 alle ore 12.30.
Il motivo della protesta è legato alla gravissima condizione di migliaia di lavoratori a causa della sospensione dei pagamenti delle indennità di cassa integrazione in deroga.
«Se la manifestazione non dovesse ottenere un risultato immediato, verrà indetta una manifestazione nazionale per chiedere atti urgenti, concreti, efficaci da parte del Governo», dichiara il segretario della Cisl Abruzzo Molise, Maurizio Spina.
La situazione sociale abruzzese rischia di diventare esplosiva in quanto le condizioni di moltissimi lavoratori e delle loro famiglie stanno peggiorando pesantemente.
In Abruzzo, riferiscono i sindacati, nei primi 3 mesi del 2014 le ore autorizzate di cig in deroga sono praticamente raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2013, passando da 1 milione 227 mila a 2 milioni 132 mila. Ma il dato è ancora sottostimato, per il ritardo nelle autorizzazioni a causa della mancata copertura finanziaria da parte del Governo.
Segnano invece una flessione gli interventi di cassa integrazione ordinaria ed anche di quella straordinaria, ma l’ammontare complessivo delle autorizzazioni, quasi 8 milioni e 500 mila ore, resta a livello troppo elevato, quasi 4 volte più alto del periodo pre-crisi, e segnala il persistere di una grandissima sofferenza di tutti i settori produttivi, dall’industria all’artigianato, dal commercio ai servizi.

LA SITUAZIONE PER PROVINCIA
Tra le province abruzzesi il ricorso alla cig è in aumento a Pescara (46,9%) e a Teramo (50,5%), invece a L’Aquila e Chieti si registra una diminuzione degli interventi, rispettivamente del 51% e del 30%.
L’Abruzzo dal 2008 al 2013 ha perso quasi 30 mila occupati. I dati Istat, relativi all’ultimo trimestre 2013, dicono che i disoccupati, oggi, sono esattamente il doppio, 63 mila, contro i 32 mila del 2008, e il tasso di disoccupazione ha raggiunto la soglia dell’11,4%; mentre quello giovanile è in aumento di quasi 5 punti percentuali passando dal 33% nel 2012 al 37,7% nel 2013.
«Di fronte ad una situazione come questa», continua Spina, «diventa assolutamente necessario ed urgente il rilancio delle politiche attive per favorire il reimpiego delle persone, inoccupate e disoccupate, e la realizzazione di una efficace rete informativa tra Governo, Enti locali, Istituti previdenziali e assistenziali, Centri per l’impiego, Parti Sociali ed Agenzie private di orientamento al lavoro».
Dopo mesi di ritardi, entro la prima metà di maggio, partirà il progetto europeo “Garanzia Giovani”, che secondo i sindacati potrebbe costituire, insieme al contratto di apprendistato, u«n altro valido strumento per aggredire la disoccupazione giovanile e, in ogni caso, per facilitare la transizione dalla scuola al lavoro».