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Abruzzo. Il grillino contestatore si candida con Fratelli d’Italia: gli attivisti esultano

Paolo Leonetti aveva denunciato 18 attivisti

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Abruzzo. Il grillino contestatore si candida con Fratelli d’Italia: gli attivisti esultano



PESCARA. Paolo Leonetti era da diversi mesi uno dei primi contestatori del Movimento 5 Stelle che a suo dire aveva evidenziato falle e incongruenze. Il suo marchio di fabbrica è sempre stato caratterizzato da modi duri, decisi e difficili da fraintendere.
Con l’ufficializzazione delle liste sono subito emersi due fatti che hanno scatenato la rete.
Il primo è che la lista a cinque stelle che pure aveva annunciato, scatenando un putiferio e disorientamento tra gli attivisti, non c’è, così come pure il candidato sindaco (Marco Grossi) che si era fatto avanti e prometteva di mettere in crisi il Movimento 5 stelle.
Il secondo fatto è che lo stesso Leonetti è oggi candidato con Fratelli d’Italia la lista di Armando Foschi e Nicola Ricotta, non proprio politici di primo pelo e alla prima esperienza.
A questo punto per gli attivisti dei social e del blog di Beppe Grillo è stato fin troppo facile prendere la palla al balzo e far diventare questo esempio la prova provata che i contestatori hanno un fine non sempre dichiarato e magari scalpitano per avere una poltrona anche loro (una delle qualità che proprio la costituzione del movimento 5 Stelle non può contemplare). Leonetti nei mesi scorsi aveva presentato diverse denunce su 18 persone del MoVimento tra cui figurano anche alcuni parlamentari. Il Movimento lo aveva estromesso e sempre indicato come un personaggio vicino all’area di centrodestra. Per alcuni, dunque, trovarlo nella lista di Fratelli d’Italia non è stata una sorpresa.
Da giorni sulle molteplici pagine del M5S Abruzzo è un fiume di commenti contro Leonetti e la sua battaglia che da interna ora diventerà per forza di cose esterna al movimento.
«Ecco, per chi avesse ancora dei dubbi», dicono in molti sottintendendo le manovre destabilizzanti di tutti coloro che in questo momento non sono in perfetta sintonia con i vertici locali.
«Infiltrati» è poi la parola più ripetuta ma c’è anche chi parla di minacce telefoniche ricevute «da alcuni di questi soggetti».
E poi un altro attivista dice: « molte cose da chiarire.... c'è solo una cosa da chiarire... chi sà solo rompere le scatole e non fà altro, NON E' DEL MOVIMENTO 5 STELLE!!! punto, da questo si capiscono molte e molte cose ancora a cercare chiarimenti... BASTA chi doveva capire ha capito, il resto è solo gente che vuole strumentalizzare ogni cosa... a breve presumo che ne avremo altre di queste sorprese di cui sopra, il prossimo anno ce ne saranno altre ancora e così via».
Insomma la candidatura di Leonetti, “il capostipite dei contestatori del M5S” in Abruzzo, sembra aver segnato più un punto a favore del movimento che altro visto che ora c’è almeno una prova del fatto che chi contesta lo fa o per indebolire il movimento o per occupare una posizione ambita. Sarà forse più dura per gli altri attivisti che invece contestano in buona fede e propongono critiche costruttive in un ottica di rafforzamento del movimento stesso.

SPATOLA MAYO: «OFFESO DALL’ESSERE ACCOSTATO A D’AMBROSIO E DI MATTEO»
A proposito di critiche ha generato una serie di reazioni di diverse gradazioni l’ultimo nostro articolo sui candidati del movimento che avevano avuto un trascorso in politica avendo in qualche modo partecipato a competizioni elettorali con partiti, vicino ai partiti o in liste dichiaratamente civiche.
I grandi principi di democrazia sbandierati dai grillini cedono immediatamente il passo quando un articolo di giornale riporta e ricorda il passato –peraltro tutt’altro che simile ai “transfughi” a cui la politica degli ultimi 20 anni ci ha abituati. Ma pure ricordare posizioni, schieramenti e attività passate genera fastidio in coloro che oggi sono candidati con un movimento che sembra essere sempre più schiavo del suo essere categorico in ogni posizione che assume.
Anche qui stava la notizia visto che da una parte si predica di essere “geneticamente” diversi dalla “vecchia politica” e poi ci sono curriculum che di politica parlano. Evidentemente i grillini di oggi sono come il buon vino e migliorano con il tempo.
Così come il candidato Carlo Spatola Mayo che da quell’articolo si è sentito profondamente offeso per essere stato «maliziosamente equiparato a un D'Ambrosio o a un Di Matteo».

«E’ un modo vergognoso di fare informazione», scrive oggi stizzito, «io non sono mai stato nelle liste del Pd e non ho mai avuto la tessera del PD. Ho partecipato alle elezioni comunali di Pescara del 2009 dietro richiesta di alcuni conoscenti del PD e solo perché conoscendo personalmente Luigi Albore Mascia, del quale non avevo nessuna stima, e immaginando che Alessandrini sarebbe potuto essere un sindaco migliore del primo, mi sono fatto convincere a presentarmi, senza peraltro mai pensare di diventare consigliere: non risiedendo a Pescara e  non avendo particolari amicizie e parentele fu per me una sorpresa l'avere ottenuto 50 voti».
Mayo dice di aver sempre avuto una posizione critica nei confronti del Pd e già seguiva Beppe Grillo e poi giù il curriculum delle cose fatte da consigliere di Spoltore.
Noi avevamo scritto in due righe questo: «Ma quell’anno a sostenere Alessandrini c’era anche un altro attivista del M5S, Carlo Spatola Mayo, oggi consigliere di opposizione a Spoltore. All’epoca era nelle fila del Pd, oggi è uno degli esponenti più attivi del Movimento 5 Stelle».

A beneficio di tutti citiamo dalla Treccani il significato di “transfuga”:«chi abbandona e rinnega le proprie convinzioni e posizioni ideologiche, politiche o culturali e artistiche, passando a movimenti opposti o comunque diversi». La parola era usata appena 2 volte e per riferirci ai grillini abbiamo usato più volte la parola “ex” (cioè che sono stati una cosa che oggi non sono più).
Per ulteriore chiarezza, D’Ambrosio -magari oggi- può essere un “ex” del Pd ma non un transfuga, visto che D’Ambrosio è stato rifiutato e cacciato dal suo partito.
Di Matteo? Né l’uno né l’altro: è nel Pd da sempre.  
Dire poi «non sono mai stato nelle liste del Pd» e due righe dopo confermare di essere stato nelle liste che appoggiavano Alessandrini è una contraddizione che non merita altre parole.
Con il tempo, magari, tutti gli “ex” finiti oggi nel M5s sono certamente migliorati ma qualche volta questi attivisti che predicano la democrazia ed il cambiamento farebbero meglio a prestare maggiore attenzione per non sembrare solo credenti non praticanti.

a.b.