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Abruzzo, la promessa dei Cinque stelle: «con noi alla Regione stipendi dimezzati per tutti»

«In 5 anni risparmieremo 11 milioni di euro»

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Abruzzo, la promessa dei Cinque stelle: «con noi alla Regione stipendi dimezzati per tutti»

Sara Marcozzi




ABRUZZO. I candidati del MoVimento 5 Stelle alla Regione Abruzzo rinunceranno a metà stipendio e, se andranno al governo della regione, lo dimezzeranno a tutti, per legge.
Lo ha ribadito questa mattina in conferenza stampa la candidata presidente Sara Marcozzi. Questo porterà alla Regione, secondo i calcoli dei pentastellati, un risparmio annuo di 2.232.000 euro, che per la durata dell'intero mandato (5 anni) significa un risparmio complessivo di 11.160.000.
Questi soldi saranno utilizzati per sostenere le piccole e medie imprese, ha spiegato la candidata.
Nelle scorse settimane sono circolate voci critiche e si sono sollevati dubbi circa le intenzioni dei candidati del Movimento di rinunciare a parte del loro stipendio. Marcozzi aveva già chiarito questo aspetto e risposto alle critiche durante il RevolutionTour Abruzzo e l’incontro-dibattito con i candidati avversari Chiodi e D’Alfonso.
Ma stamattina si è fatto il punto sull’ammonteranno dei risparmi e del loro utilizzo. 

LE CIFRE
La legge regionale 10 agosto 2010 n. 40 stabilisce per i consiglieri il tetto massimo della retribuzione lorda a 11.100 euro al mese. «Moltiplicando questa cifra per i 31 consiglieri risparmieremo 11.160.000 euro».
Il MoVimento 5 Stelle Abruzzo insomma è intenzionato a fare quello che è già stato fatto, a livello nazionale, in parlamento e in molti consigli regionali, come quelli di Lombardia e Sicilia: si taglierà gli stipendi e, se andrà al governo, li taglierà a tutti i consiglieri. I soldi risparmiati confluiranono in un fondo destinato a sostenere le PMI.
«Si tratta di un fondo», ha spiegato Marcozzi, «per sostenere le imprese nell’accesso ai finanziamenti bancari, garantirà il credito ingenerando un effetto moltiplicatore di finanziamenti attraverso la concessione di una garanzia pubblica. Le imprese, per accedere al fondo, dovranno rispettare alcuni requisiti. Esse dovranno investire in attività utili per la collettività, come, ad esempio, il benessere sociale, ambientale, culturale, lavoro sostenibile; dovranno impegnarsi a mantenere la produzione nella regione Abruzzo; tutti gli amministratori, soci o azionisti dell’azienda non dovranno avere carichi pendenti per non aver pagato le tasse, per legami mafiosi; non saranno in alcun modo finanziate aziende che svolgono attività con un impatto ambientale negativo o che operino in settori come, ad es., il gioco d’azzardo, la produzione di ogm o simili. Si tratta, insomma, di un’occasione unica per il rilancio delle imprese abruzzesi, nel pieno rispetto della vocazione dell’Abruzzo come Regione Verde d’Italia».

I RIMBORSI
Oltre a dimezzarsi e dimezzare gli stipendi, il M5S ha stabilito che i soldi pubblici dovranno essere gestiti «con il massimo della trasparenza e tutti i rimborsi e le spese andranno rendicontati on-line obbligatoriamente».
«Non abbiamo paura di rinunciare ai soldi», ha detto Marcozzi. «I politici politicanti di professione hanno bisogno di soldi, tanti soldi, per recuperare le ingenti spese sostenute per le loro megalomani campagne elettorali e per alimentare le macchine mangia-soldi dei partiti. Il MoVimento 5 Stelle no».
E Marcozzi lancia la sfida a D’Alfonso e Chiodi: «già da tempo stanno “scopiazzando” molte delle nostre proposte. Vediamo se saranno tanto coraggiosi da copiare anche questa e ad impegnarsi per iscritto a dimezzare e dimezzarsi gli stipendi».