LA PRONUNCIA

Sanità Abruzzo, Corte costituzionale boccia Finanziaria regionale

D’Alfonso: «fatto il gioco delle tre carte»

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Sanità Abruzzo, Corte costituzionale boccia Finanziaria regionale






ABRUZZO. La Corte Costituzionale con la sentenza n. 85 dello scorso 10 aprile ha dichiarato illegittimo l'articolo 6 della legge finanziaria regionale che trasferisce al trasporto pubblico "le economie di stanziamento" sulle anticipazioni di liquidità autorizzate dallo Stato per la copertura dei debiti sanitari.
La norma era stata impugnata nei mesi scorsi dal Governo perché la Regione non poteva destinare quei fondi «a finalità diverse da quelle sanitarie, in violazione del principio di contenimento della spesa pubblica».
I giudici Gaetano Silvestri, Giuseppe Tesauro e Gabriella Melatti sono chiari: «la norma impugnata si pone in aperta violazione del principio di contenimento della spesa pubblica nonché dei principi fondamentali della legislazione statale in materia di ‘coordinamento della finanza pubblica’». Sempre nella sentenza si spiega che «l’interferenza con il piano di rientro è evidente, mentre le difese regionali sono smentite dalle dichiarazioni stesse del Commissario ad acta nella riunione del 14 dicembre 2011, il quale sulla premessa di non aver terminato la ricognizione delle partite debitorie, afferma che ‘la Regione si riserva di ricorrere a tale anticipazione una volta terminata tale ricognizione’. Risulta pertanto evidente», chiudono i giudici, «che la norma impugnata incide negativamente, modificandolo, sull’impegno delle somme destinate a coprire il ricorso all’anticipazione di liquidità».

D’ALFONSO: «RISANAMENTO BLUFF»
Non mancano le reazioni, come quella di Luciano D’Alfonso, candidato presidente per il centrosinistra, che definisce quello della Regione «un bluff»: «quegli stessi fondi erano stati già usati per coprire i debiti sanitari e grazie a quei fondi la Regione ha ottenuto, evidentemente bluffando, il tanto sbandierato equilibrio della sanità. Il gioco delle tre carte è stato scoperto e censurato».
Per D’Alfonso dunque il risanamento «risulta ancora molto lontano dal traguardo, mentre i cittadini hanno sperimentato in prima persona i disagi dei tagli nell’erogazione di servizi fondamentali».
Il candidato del centrosinistra ha annunciato che in caso di elezione, già il 26 maggio, chiederà ai quattro presidenti degli Ordini dei commercialisti delle rispettive province abruzzesi e alla Ragioneria generale dello stato di verificare e certificare i bilanci regionali, inclusi quelli delle società partecipate, «in modo da fare una fotografia sulla reale consistenza del deficit e del debito, e avviare un vero percorso di risanamento che restituirà servizi e diritti ai cittadini, che potranno controllare con trasparenza atti e bilanci della nostra amministrazione».


PAGANO: «MAI FATTO VIOLAZIONI»
Difende il lavoro portato avanti dal governo di centrodestra il presidente di Forza Italia Abruzzo Nazario Pagano: «La Regione Abruzzo non ha mai fatto violazioni, in quanto le risorse dell’anticipazione di liquidità stipulata nel 2011, di cui parla la Corte Costituzionale non sono state mai richieste al MEF e mai iscritte nel bilancio regionale e quindi, per tale motivazione la Regione non avrebbe mai potuto “destinare” tali risorse a finalità extra sanitarie».
«La Corte costituzionale in tale sentenza», spiega Pagano, «ha ritenuto che l’utilizzo di somme destinate al rimborso della rata di restituzione dell’anticipazione di 200 milioni per finalità extrasanitarie fosse pregiudizievole per gli impegni assunti dalla Regione di destinare al pagamento di debiti sanitari pregressi le risorse relative all’anticipazione di liquidità concessa dallo Stato». «La Regione – continua Pagano – fu obbligata a sottoscrivere questo prestito di 200 milioni ad aprile 2011 in seguito alle distrazioni di fondo sanitario fatte negli anni 2004, 2005 e 2006, ma non lo ha mai richiesto e quindi mai utilizzato. Invece, a luglio 2013 abbiamo sostituito tale anticipazione di liquidità di 200 mln con una di 174 mln, per cui abbiamo pattuito una rata annuale di circa 9 milioni contro quella del prestito precedente di 13 milioni, con un risparmio pari a 120 milioni di euro disponibili per il nostro sistema sanitario regionale».
«In realtà – continua Pagano – la nostra Finanziaria 2012 destinava ai trasporti la rata di rimborso dell’anticipazione di 200 milioni pari a 13 milioni che il Mef aveva fatto stanziare già dalla stipula del prestito, quindi a partire dal 2011. Dato però, che tale prestito non era mai stato richiesto fino alla nuova stipula di quello di 174 nel 2013, si sono generate delle risorse libere nel bilancio regionale pari a 13 milioni sia per gli anni 2011 che 2012, mai dovute allo Stato. Sicuramente Luciano D’Alfonso non è mai stato ad un tavolo di monitoraggio della sanità e per questo si può permettere di parlare di ‘bluff’».

MASCI: «D’ALFONSO SI INFORMI»
«Ma quale bluff», replica anche l’assessore al Bilancio Carlo Masci. Se i conti non fossero a posto,  il Governo, in sede di tavolo di monitoraggio, non ci avrebbe consentito, anche quest’anno, di abbassare le tasse ai cittadini abruzzesi.  Piuttosto ritengo singolare il fatto  che D’Alfonso – conclude l’assessore al Bilancio -  da un lato alimenta polemiche pretestuose e dall’altro non si fa scrupoli  nell’imbarcare nelle liste che lo appoggiano proprio  quelli che i buchi nella sanità li hanno creati».  
MASCI: «D’ALFONSO SI INFORMI

«Ma quale bluff», replica anche l’assessore al Bilancio Carlo Masci. Se i conti non fossero a posto,  il Governo, in sede di tavolo di monitoraggio, non ci avrebbe consentito, anche quest’anno, di abbassare le tasse ai cittadini abruzzesi.  Piuttosto ritengo singolare il fatto  che D’Alfonso – conclude l’assessore al Bilancio -  da un lato alimenta polemiche pretestuose e dall’altro non si fa scrupoli  nell’imbarcare nelle liste che lo appoggiano proprio  quelli che i buchi nella sanità li hanno creati».  

REGIONE ABRUZZO. pronuncia_85_2014.pdf