POLITICA

Abruzzo, modificata legge regionale per lo sviluppo dei distretti rurali

Prevista istituzione distretto agroalimentare della Pesca

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

4000

Abruzzo, modificata legge regionale per lo sviluppo dei distretti rurali






ABRUZZO. Il Consiglio regionale, nel corso dell’ultima seduta ha approvato modifiche ed integrazioni ai testi delle Leggi regionali che riguardano l’istituzione dei distretti rurali e la promozione e il riconoscimento dei distretti agroalimentari di qualità (Daq).
E’ stata prevista inoltre l’istituzione del distretto agroalimentare della Pesca. Ad annunciarlo l’assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo che illustra i passaggi principali del provvedimento e sottolinea come l’Amministrazione regionale creda concretamente sulla valenza dei distretti come strumenti di aggregazione importanti per la valorizzazione del territorio e delle imprese.

Una delle novità più interessanti riguarda il Piano di distretto che è adottato dalla Regione d'intesa con le rappresentanze economiche, sociali e istituzionali maggiormente rappresentative del territorio interessato e i suoi contenuti che riguarda: i processi di coesione e correlazione tra i diversi settori produttivi presenti all'interno del distretto rurale; la riorganizzazione delle filiere produttive, comprese quelle foresta-legno e dell'agroenergia, ai fini dell'incremento della competitività e della salvaguardia ambientale; la sostenibilità ambientale anche attraverso la promozione dell'efficienza energetica e lo sviluppo di risorse energetiche da fonti rinnovabili; il mantenimento e la crescita dei livelli occupazionali del settore, anche attraverso la valorizzazione delle risorse umane disponibili; la creazione e il miglioramento di strutture produttive ed infrastrutture di servizio adeguate per le esigenze funzionali del distretto; lo sviluppo di relazioni economiche fra i soggetti del distretto in chiave interprofessionale; la conservazione, tutela e valorizzazione delle connotazioni paesaggistiche ed ambientali del territorio, anche attraverso la promozione della multifunzionalità dell'agricoltura.

Il Piano di distretto deve prevedere l'analisi sintetica della situazione esistente e delle prospettive della produzione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione, distribuzione e consumo dei prodotti del distretto, nonché delle problematiche ambientali e territoriali; la descrizione della situazione esistente ed una valutazione delle prospettive delle diverse forme di interrelazione e interdipendenza tra imprese della produzione, della lavorazione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, agro-forestali e della produzione di energia da fonti rinnovabili, ed altri soggetti locali; l'indicazione delle politiche agricole e rurali, agro-forestali e agro-energetiche significative per il distretto, la tutela e la valorizzazione delle produzioni agricole, delle produzioni della filiera foresta-legno e della filiera dell'agro-energia, delle risorse ambientali e territoriali, del paesaggio e delle tradizioni rurali; la definizione di progetti di innovazione; l'adesione di un numero minimo di imprese (Pmi), non inferiore a 10, nonché le associazioni di categoria più rappresentative del settore cui fanno riferimento le imprese; le proposte di interventi per l'ammodernamento e la razionalizzazione dei processi produttivi e per la valorizzazione delle produzioni del distretto privilegiando l'utilizzo in forma integrata degli strumenti finanziari disponibili. Il Piano di distretto, che ha validità triennale, è approvato dalla Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, entro sessanta giorni.