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Non solo D’Alfonso, anche il M5S imbarca gli ‘ex’

Da sinistra a destra, ecco dov’erano qualche anno fa i candidati di oggi

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Pettinari e Mascia

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ABRUZZO. Il “salto della quaglia” è la spina nel fianco dell’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, che sta vivendo giornate difficili per la decisione di imbarcare sul ‘Luciamion’ i transfughi della politica.
Gli alleati non glielo perdonano, Bruno Tabacci, ex Udc e Api, ora presidente del Centro democratico, gli consiglia di guardare avanti e gli ricorda che «le grandi rivoluzioni si sono sempre fatte con quelli che cambiano casacca».
Ma quella dei transfughi non è una prerogativa che appartiene solo al centrosinistra e al Pd.
Il fenomeno sta interessando anche “l’antipartito” per eccellenza rimasto anche formalmente un “movimento”. Così dentro le liste del Movimento 5 Stelle alle prossime regionali ci saranno diversi casi di ex candidati magari in tempi remoti ma pur sempre ex e magari pentiti dei partiti e se ne contano forse una decina, forse più.
C’è qualcuno dell’Idv, altri del Pd ma anche di area di destra.
Nei giorni scorsi L’Aquila blog di Maria Cattini ha stilato la lista dei ‘riciclati’ a cinque stelle ma ogni giorno che passa si aggiunge qualche tacca in più. Questo ha suscitato polemiche e reazioni dei diretti interessati con distinguo e precisazioni.
C’è ad esempio, Massimo Melizzi, oggi candidato in Regione con i pentastellati nella circoscrizione Pescara: nel 2009 appoggiava il candidato sindaco di centrosinistra Marco Alessandrini nella lista del Partito Riformista. Melizzi raccolse solo 17 voti di preferenza. Oggi Alessandrini si candida nuovamente nel centrosinistra mentre Melizzi è un grillino che punta alla Regione.
Ma quell’anno a sostenere Alessandrini c’era anche un altro attivista del M5S, Carlo Spatola Mayo, oggi consigliere di opposizione a Spoltore. All’epoca era nelle fila del Pd, oggi è uno degli esponenti più attivi del Movimento 5 Stelle.
Ci sono poi gli ex Dipietristi. Come Massimiliano Di Pillo descritto qualche anno fa da Claudio Messora (all’epoca semplice blogger oggi consulente per la comunicazione del M5S), una «temibile Agenda rossa dalle possenti fauci». Lui militava nell’Italia dei Valori ma non disdegnava attacchi al centrosinistra «allo sbando alla ricerca di una nuova identità».
Paolo Angelini, oggi candidato alle elezioni Europee, nel 2009, ricorda Maria Cattini, era responsabile giovanile dell’Italia dei Valori e fu candidato con lista dell’IdV a sostegno di Francesco Mastromauro sindaco. E poi Riccardo Mercante, oggi candidato in Regione nella circoscrizione Teramo si è dimesso solo un anno fa da Consigliere provinciale di Teramo, dove fu eletto per Idv nel 2009 ma già da qualche tempo aveva preso le distanze dal partito entrando nel gruppo degli indipendenti. C’è anche Leandro Bracco oggi grillino candidato alla Regione nella circoscrizione di Pescara ma già addetto stampa dell’IDV al Comune di Torino.
La lista sembrava conclusa ma Alessandro Baldati segretario provinciale La Destra- Fratelli d’Italia Pescara tira fuori il nome di Domenico Pettinari, esponente dell’associazione Codici, iscrittosi al Movimento 5 Stelle appena pochi giorni prima dell’ufficializzazione della sua candidatura in una assemblea infuocata che ha visto le dimissioni dell’attivista Serena D’Incecco.
Un neo grillino che piace anche al sindaco Luigi Albore Mascia che a dicembre scorso gli ha consegnato un encomio civico.
Baldati ricorda che nel 2003 Pettinari si candidò al Comune di Pescara, nella lista Fronte Nazionale, «un movimento di estrema destra», spiega Baldati, «appoggiando come candidato sindaco Fabrizio Bosio». Il Fronte Nazionale ottenne poco più dello 0,4%, e al secondo turno Bosio decise di appoggiare D’Alfonso.

«In polemica con questa dichiarazione, pochi giorni dopo, Pettinari tenne una conferenza stampa», continua Baldati, «insieme a Carlo Masci nella quale lui ed i suoi amici affermavano di essere nettamente contrari alle indicazioni dettate da Fabrizio Bosio e che per tale motivo invitavano tutto il popolo di destra a votare Carlo Masci. Insomma un personaggio valido per tutte le stagioni», contesta Baldati, «capace di riciclarsi, dal Fronte Nazionale, al Centro-Destra, da questi al Centro - Sinistra ottenendo incarichi anche in enti comunali a guida D’Alfonso, poi in Codici ed ora nei panni dell’antipolitico e populista grillino».
Nel 2005, il Comune di Pescara - a guida Luciano D’Alfonso costituì “Istituzione comunale per la solidarietà e la cooperazione internazionale”. Questo ente, si farà carico negli anni successivi, di realizzare in Africa delle opere di solidarietà ed avrà come presidente Gianni Melilla fino al dicembre 2012 e come consigliere di amministrazione Domenico Pettinari, il quale dal gennaio dell’anno successivo ne diverrà a sua volta presidente.
C’è infine Antonio Lucifero che oggi nega un passato politico ma l’Aquila blog lo ‘inchioda’ con un vecchio manifesto elettorale. Era il 2011 e puntava al Comune di Francavilla al grido di ‘Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio’. Raccolse 17 voti. Allora su Facebook corregge il tiro: «mi presentai con una lista civica pura che nonostante l'ottimo risultato rifiutò, per coerenza, l'apparentamento che probabilmente gli avrebbe garantito un posto in consiglio. Non ho fatto mai mistero di questo nè con il mio gruppo (che essendo del posto ne era perfettamente al corrente) nè con il movimento. Fra l'altro è un'informazione che è stata sempre di dominio pubblico, tanto lo dimostra il fatto che non abbia mai rimosso il grottesco santino dal mio profilo. E fatevi una bella risata!»
Insomma nella vita si cambia gusti, e non sempre è un male, sulla coerenza invece i politici (grillini e non) si giocano, da sempre, tutta la loro credibilità.