IL FATTO

Abruzzo. Gioia dei Marsi, Orsa uccisa dalla tubercolosi bovina

«Censimento su tutto il bestiame»

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Abruzzo. Gioia dei Marsi, Orsa uccisa dalla tubercolosi bovina




GIOIA DEI MARSI. L'orsa recuperata moribonda a Sperone (Gioia dei Marsi) circa un mese fa sarebbe stata uccisa dalla tubercolosi bovina.

E’ quanto emerso dagli esami eseguiti dal Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, a Grosseto,
L’animale è stato ritrovato agonizzante dalle guardie del Servizio Sorveglianza e soccorso dal servizio veterinario del Parco in località Sperone di Gioia dei Marsi, il 14 marzo scorso.
Dalle analisi di Laboratorio è emerso che le lesioni principali riferibili a tubercolosi sono a carico dell’intestino, che risulta essere l’organo maggiormente interessato sia da lesioni macroscopiche che microscopiche. Questo rilievo depone per un’origine alimentare dell’infezione. Pertanto si ritiene che l’orsa si sia alimentata tempo addietro di organi di bovini.
«L’allarme, purtroppo inascoltato, del Parco», si legge in una nota dell’Ente, « in particolare riferito alla vulnerabilità dell’esigua popolazione di orsi, per quanto riguarda la necessità di un’azione coordinata e più efficace in materia di prevenzione sanitaria, si è rivelato fondato e l’infezione massiva che ha causato la morte dell’orsa fa venire a mancare alla popolazione una femmina in pieno periodo riproduttivo. Non si può più indugiare nell’attuare un regime più restrittivo per l’allevamento di animali al pascolo, pena la potenziale scomparsa della popolazione di orso bruno più rara al mondo».

Martedì prossimo in accordo con il sindaco di Gioia e con i servizi veterinari dell’Asl è convocata una riunione a Gioia dei Marsi di tutti gli Enti e le Istituzioni coinvolte.
«Una epidemia di TBC bovina era scoppiata 2 anni fa nella stessa zona ed era stata affrontata e gestita dagli organi preposti in maniera a dir poco vergognosa», commenta invece Stefano Orlandini di ‘Salviamo l’Orso’: «la mandria era stata messa in quarantena (si fa per dire....) in una zona accanto ad un fontanile a cui si abbeverava anche la fauna selvatica. Dopo qualche giorno un giornalista aveva raggiunto l’area per rendersi conto della situazione ed aveva rinvenuto la carcassa di una vacca accanto alla fonte. Ci appelliamo al nuovo presidente del Parco e al sindaco di Gioia ed alla Regione Abruzzo: vogliamo che tutto il bestiame sia censito e controllato....non a campione, ma animale per animale e che quello infettato sia immediatamente traslocato a garanzia della salute del patrimonio faunistico che il Parco gestisce e della salute dei consumatori . E' ora che quel territorio sia sdemanializzato, la situazione attuale oltre che a giustificare tale scelta la impone , gli usi civici siano sospesi ed il pascolo venga vietato immediatamente in tutta l’area che e’ critica ed
importantissima per la residua popolazione di orso marsicano».