AGRICOLTURA

Coldiretti, «speculazioni sui pascoli aquilani». Il caso arriva in Parlamento

Presentata una risoluzione alla Camera per tutelare gli allevatori locali

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Coldiretti, «speculazioni sui pascoli aquilani». Il caso arriva in Parlamento




ABRUZZO. Arriva in Parlamento la denuncia di Coldiretti sulle speculazioni a danno dei pascoli abruzzesi, e in particolare aquilani.
Dopo l'incontro con gli allevatori abruzzesi e marchigiani, organizzato dai rispettivi assessorati regionali all’agricoltura ad Ascoli Piceno nei giorni scorsi, in Commissione Agricoltura della Camera è stata presentata una risoluzione con cui si chiede al Governo di ripristinare regole certe per «un pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie che impongono l'utilizzo agronomico delle superfici dichiarate ai fini dei premi comunitari».
In pratica, per ottenere i finanziamenti europei non basterà più affittare il terreno ma occorrerà anche possedere gli animali per farceli pascolare. «Una soluzione che andrebbe a sanare una situazione che sta creando non pochi problemi e lamentele tra gli agricoltori abruzzesi, soprattutto aquilani - dice il direttore di Coldiretti L’Aquila Massimiliano Volpone - è necessario porre fine a tutte queste forme di rendita fondiaria e finanziaria che premiano oggi una casta di intoccabili».
Il problema è nato dal fatto che grandi aziende del Nord, allo scopo di ottenere i contributi comunitari, hanno iniziato a prendere parte ai bandi sui pascoli, pur senza avere allevamenti, proponendo alle amministrazioni proprietarie dei terreni affitti superiori ai prezzi di mercato, di fatto escludendo dalla possibilità di affitto i pastori del territorio, che improvvisamente si sono visti privare di superfici che utilizzavano per il pascolo da generazioni, ulteriormente beffati dall’impossibilità di ottenere i fondi comunitari.
Coldiretti, in proposito, aveva sollecitato sia l’intervento delle autorità locali (presidente della Regione, Assessorato alle politiche agricole, prefetti), sia dell’Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che aveva accolto le richieste, sospendendo la possibilità di affittare terreni se non si avevano gli animali da farvi pascolare. Alcuni soggetti hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, che ha sospeso il provvedimento, con l’effetto di riportare la situazione al punto di partenza.