ASL

Sanità, in Abruzzo partono i progetti obiettivo

Isa: “solita operazione di vertice, senza affrontare le criticità”

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3523

Sanità, in Abruzzo partono i progetti obiettivo

 

Sanità, in Abruzzo partono i progetti obiettivo
Isa: “solita operazione di vertice, senza affrontare le criticità”
Sanità, abruzzo, progetti obiettivo, asl
ABRUZZO. Un incontro in Regione ha deciso lunedì i Progetti obiettivo nella sanità abruzzese. 
Ma “deciso” è forse una parola troppo impegnativa, visto che sul tavolo della commissione appositamente convocata sono arrivate le delibere delle 4 Asl già belle e confezionate, con tutti progetti approvati localmente, senza un coordinamento e senza un filo conduttore per dividersi 35 milioni del Ministero. E così Angelo Muraglia, delegato da Chiodi, Tobia Monaco, programmazione sanitaria dell’assessorato, Alessandro De Felice, Anpo (primari ospedalieri), Walter Palumbo, Isa (Intersindacale sanitaria), e Luciano Marchionno, Anaao regionale, non hanno potuto far altro che “varare” i progetti con la solita ripartizione dei pani e dei pesci, cioè degli stanziamenti ministeriali per iniziative sanitarie particolari in aggiunta al fondo sanitario nazionale. Così come avvenuto negli altri anni, questi fondi vengono erogati al 70% subito e per il restante 30% dopo la rendicontazione. 
Si tratta quindi di un’occasione importante per potenziare alcune iniziative contro le criticità più sentite (ad esempio lo screening di alcune malattie o le vaccinazioni o la riduzione delle liste di attesa ecc.) che però spesso non ha raggiunto gli scopi iniziali e a volte non ha prodotto risultati apprezzabili e nemmeno il saldo dei progetti per mancanza della documentazione finale. 
Il che dipende essenzialmente dal fatto che questi fondi in passato sono sati erogati a pioggia e a volte per soddisfare piccoli giochi di potere locale e piccoli ras della sanità di provincia. Insomma un’occasione persa in passato per incidere globalmente su alcune criticità della sanità abruzzese. 
http://www.primadanoi.it/news/regione/8222/Sanita--Progetti-obiettivo--35-mln-erogati-a-pioggia-e-senza-controlli.html 
«Ma è stata un’occasione persa anche quest’anno – commenta Walter Palumbo, Isa – tutti sapevano che la scadenza per la presentazione era il 20 aprile, ma nessuno si è mosso prima, nonostante le nostre sollecitazioni. Da sette mesi avevamo chiesto di attivare tavoli di confronto e di coordinamento, ma ci sono stati negati e sono ripresi solo a giochi fatti, quindi non è stato possibile né coordinare né valutare insieme le criticità delle singole Asl. Così ogni manager ha premiato chi voleva, al di la delle effettive esigenze prioritarie».
 E’ critico anche il giudizio di Luciano Marchionno, Anaao: «Non ci siamo con questa gestione della sanità. In attesa di una valutazione più approfondita, leggendo alcuni progetti mi pongo una domanda. Forse è un problema solo metodologico, ma possono figure non mediche governare cambiamenti organizzativi che comportano responsabilità professionali mediche?» 
Il problema sul tappeto è quello del rispetto delle linee guida nazionali su questi progetti obiettivo: l’Abruzzo le applica? Non sembrerebbe dalle dichiarazioni dell’Isa, dell’Anaao e dell’Anpo che hanno strappato l’assenso ad una rivisitazione del progetto complessivo per renderlo più aderente alla legge nazionale, anche se i tempi sono ormai strettissimi: «La Asl più vicina alle linee guida mi sembra quella di Teramo – spiega Alessandro De Felice, Anpo – le altre vanno per loro conto. L’ideale sarebbe stato coordinare le scelte ed incidere su alcune criticità comuni. Così purtroppo non è avvenuto per le solite tecniche dilatorie della gestione commissariale. C’è voluto l’intervento del Prefetto dell’Aquila per far riaprire i tavoli di trattativa…» 
E così, scorrendo ad esempio i progetti approvati dalla Asl di Chieti, si legge con chiarezza che i finanziamenti sono ad personam più che per progetti coordinati. Va detto per chiarezza che i fondi assegnati (100 mila, 300 mila, 500 mila ecc.) non vanno al singolo medico o al singolo funzionario, ma al team che collabora con il titolare del progetto. I nomi dei beneficiati sono spesso quelli dei soliti noti (che peraltro ottengono i finanziamenti maggiori e su più progetti) e le attività sono slegate. Anche se sembrano un pò forzati i quasi 400 mila euro per “i modelli innovativi per la presa in carico del paziente anziano fragile nel passaggio dall’ospedale al territorio”, i 330 mila per la “Creazione dell’osservatorio delle disuguaglianze in sanità”, i 220 mila euro assegnati ad un pediatra e ad un’anestesista per la “Tutela della maternità”, i 73 mila euro per scrivere il Codice etico della Asl o infine i 587 mila euro per la “Tutela della salute mentale” dei carcerati (mentre i malati psichiatrici vengono assistiti a Guardiagrele in condizioni molto difficili).
Sebastiano Calella
ABRUZZO. Un incontro in Regione ha deciso lunedì i Progetti obiettivo nella sanità abruzzese. Ma “deciso” è forse una parola troppo impegnativa, visto che sul tavolo della commissione appositamente convocata sono arrivate le delibere delle 4 Asl già belle e confezionate, con tutti progetti approvati localmente, senza un coordinamento e senza un filo conduttore per dividersi 35 milioni del Ministero. 

 

E così Angelo Muraglia, delegato da Chiodi, Tobia Monaco, programmazione sanitaria dell’assessorato, Alessandro De Felice, Anpo (primari ospedalieri), Walter Palumbo, Isa (Intersindacale sanitaria), e Luciano Marchionno, Anaao regionale, non hanno potuto far altro che “varare” i progetti con la solita ripartizione dei pani e dei pesci, cioè degli stanziamenti ministeriali per iniziative sanitarie particolari in aggiunta al fondo sanitario nazionale. Così come avvenuto negli altri anni, questi fondi vengono erogati al 70% subito e per il restante 30% dopo la rendicontazione. Si tratta quindi di un’occasione importante per potenziare alcune iniziative contro le criticità più sentite (ad esempio lo screening di alcune malattie o le vaccinazioni o la riduzione delle liste di attesa ecc.) che però spesso non ha raggiunto gli scopi iniziali e a volte non ha prodotto risultati apprezzabili e nemmeno il saldo dei progetti per mancanza della documentazione finale. Il che dipende essenzialmente dal fatto che questi fondi in passato sono sati erogati a pioggia e a volte per soddisfare piccoli giochi di potere locale e piccoli ras della sanità di provincia. 

Insomma un’occasione persa in passato per incidere globalmente su alcune criticità della sanità abruzzese.  
«Ma è stata un’occasione persa anche quest’anno – commenta Walter Palumbo, Isa – tutti sapevano che la scadenza per la presentazione era il 20 aprile, ma nessuno si è mosso prima, nonostante le nostre sollecitazioni. Da sette mesi avevamo chiesto di attivare tavoli di confronto e di coordinamento, ma ci sono stati negati e sono ripresi solo a giochi fatti, quindi non è stato possibile né coordinare né valutare insieme le criticità delle singole Asl. Così ogni manager ha premiato chi voleva, al di la delle effettive esigenze prioritarie». E’ critico anche il giudizio di Luciano Marchionno, Anaao: «Non ci siamo con questa gestione della sanità. In attesa di una valutazione più approfondita, leggendo alcuni progetti mi pongo una domanda. Forse è un problema solo metodologico, ma possono figure non mediche governare cambiamenti organizzativi che comportano responsabilità professionali mediche?» Il problema sul tappeto è quello del rispetto delle linee guida nazionali su questi progetti obiettivo: l’Abruzzo le applica? 

Non sembrerebbe dalle dichiarazioni dell’Isa, dell’Anaao e dell’Anpo che hanno strappato l’assenso ad una rivisitazione del progetto complessivo per renderlo più aderente alla legge nazionale, anche se i tempi sono ormai strettissimi: «La Asl più vicina alle linee guida mi sembra quella di Teramo – spiega Alessandro De Felice, Anpo – le altre vanno per loro conto. L’ideale sarebbe stato coordinare le scelte ed incidere su alcune criticità comuni. Così purtroppo non è avvenuto per le solite tecniche dilatorie della gestione commissariale. C’è voluto l’intervento del Prefetto dell’Aquila per far riaprire i tavoli di trattativa…» 

E così, scorrendo ad esempio i progetti approvati dalla Asl di Chieti, si legge con chiarezza che i finanziamenti sono ad personam più che per progetti coordinati. Va detto per chiarezza che i fondi assegnati (100 mila, 300 mila, 500 mila ecc.) non vanno al singolo medico o al singolo funzionario, ma al team che collabora con il titolare del progetto. I nomi dei beneficiati sono spesso quelli dei soliti noti (che peraltro ottengono i finanziamenti maggiori e su più progetti) e le attività sono slegate. Anche se sembrano un pò forzati i quasi 400 mila euro per “i modelli innovativi per la presa in carico del paziente anziano fragile nel passaggio dall’ospedale al territorio”, i 330 mila per la “Creazione dell’osservatorio delle disuguaglianze in sanità”, i 220 mila euro assegnati ad un pediatra e ad un’anestesista per la “Tutela della maternità”, i 73 mila euro per scrivere il Codice etico della Asl o infine i 587 mila euro per la “Tutela della salute mentale” dei carcerati (mentre i malati psichiatrici vengono assistiti a Guardiagrele in condizioni molto difficili).

Sebastiano Calella

LA NOTA DELLA ASL DI CHIETI
«la Asl Lanciano Vasto Chieti non ha assegnato alcun finanziamento "ad personam", come si legge nell'articolo», lo si legge in una nota inviata dalla direzione generale della Asl di Chieti.
«Una simile operazione sarebbe tra l'altro impossibile, anche perché vi è un'espressa disposizione che vieta di usare quei fondi per pagare persone. Non vi sono "beneficiati", i fondi serviranno a sviluppare i progetti, non a retribuire chi li predispone e li attua.
La realtà è che i contenuti delle linee progettuali sono definiti a livello nazionale e regionale. Alla Asl è stato chiesto di definire gli ambiti applicativi specifici, ed è ciò che l'Azienda ha fatto, individuando un referente per ogni linea progettuale. Esattamente l'opposto di ciò che qualcuno, in evidente malafede, ha riferito a chi ha scritto l'articolo.
Come al solito, c'è chi cerca continuamente di far passare l'idea di un sistema pubblico che sperpera i soldi dei cittadini e di gettare discredito su chi, invece, lavora ogni giorno per risolvere i problemi grandi e piccoli della Sanità».