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Abruzzo. Regione e Asl Teramo non pagano: problemi alla Piccola Opera Charitas

Giulianova: 5 mln di crediti, ma stipendi difficili da mesi

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Abruzzo. Regione e Asl Teramo non pagano: problemi alla Piccola Opera Charitas




GIULIANOVA. Stipendi difficili da mesi per i 160 operatori della Piccola Opera Charitas (Pco) di Giulianova: infatti in attesa della soluzione di un contenzioso la Regione, attraverso la Asl di Teramo, non paga le prestazioni effettuate.
Non le paga – a quanto si capisce - perché ha perso il primo round al Tar che ha concesso la sospensiva per il ricorso contro i provvedimenti della Regione sulla firma del budget annuale.
 Ma se il contratto è fermo, non si ferma l’attività della Pco: ci sono i ricoverati, gli operatori e tutta la struttura che funziona.
«La Regione infatti – scrive il Tar – non ha adottato alcun provvedimento di sospensione dell’attività e alcun provvedimento di revoca dell’accreditamento». Allora semplicemente sta avvenendo che la struttura rischia l’asfissìa perché non vengono pagate le nuove prestazioni effettuate, ma anche quelle più vecchie. E l’attesa per lo sblocco dei pagamenti potrebbe protrarsi fino al 15 gennaio 2015, quando il Tar discuterà il merito del ricorso.
Fino ad allora la Pco sarà a digiuno di fondi regionali? Ieri, contro questa malaugurata ipotesi, Carmine Ranieri e Davide Farina (rispettivamente Cgil e Cisl funzione pubblica) hanno chiesto un incontro urgente al manager di Teramo per cercare insieme una via d’uscita a questo contenzioso che di fatto rende impossibile l’attività della Pco. Infatti l’Ente dipende esclusivamente dalle rimesse regionali che non arrivano. 

C’è forse un disegno occulto per far chiudere questo centro? Si potrebbe pensare a questo, se oltre al rifiuto di pagare si scoprisse che alle famiglie con disabili bisognosi di riabilitazione vengono indicati anche centri fuori regione o addirittura vengono consegnati elenchi di strutture in cui la Pco non c’è.
 Per il rischio di chiusura per il momento però è già sufficiente sapere che la Pco vanta crediti dalla Asl per oltre 5 milioni di euro, che non riesce a farsi pagare. Nello specifico ci sono 850 mila euro per l’anno 2012, sui quali esiste un decreto ingiuntivo opposto dalla Asl e per l’anno 2013 sono attesi circa 2mln e 850 mila perché la Regione ha negato la firma dell’accordo e quindi la Asl ha sospeso i pagamenti dal settembre dello scorso anno.
Contestualmente però la Asl non ha ordinato di dimettere i pazienti, così come non ha detto di sospendere l’assistenza e quindi i pagamenti degli stipendi agli operatori che vengono erogati con difficoltà. Ci sono infine da riscuotere altre fatture per circa 1,5 mln dei primi tre mesi del 2014. In realtà dalla Regione sostengono che il contenzioso è nato anche perché questa struttura doveva essere interessata da lavori di messa a norma. Ma come si legge nella sentenza del Tar, era stato già presentato «il crono-programma di questi lavori per gli adeguamenti strutturali, tecnologici ed organizzativi».
 Per cui – dice il giudice – visto che l’accreditamento non è stato sospeso ed i lavori sono già previsti, la Pco può lavorare. E questo dovrebbe significare anche essere pagati in un paese dove la burocrazia non fosse padrona assoluta ed insensibile dei destini di chi lavora.

Sebastiano Calella

PICCOLA OPERA CHARITAS GIULIANOVA