LA PROTESTA

Disabili, Carrozzine Determinate in Consiglio regionale per «protesta eclatante»

Contestato provvedimento su studi medici e barriere architettoniche

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Disabili, Carrozzine Determinate in Consiglio regionale per «protesta eclatante»




PESCARA. Prosegue la mobilitazione dell'Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo contro il provvedimento con il quale il governatore Gianni Chiodi stabilisce che gli studi medici «non devono rispettare le norme sull'accessibilità in quanto sono considerati strutture private, non aperte al pubblico».
L'Associazione annuncia per mercoledì prossimo, alle 10.30, una protesta «eclatante senza precedenti» davanti alla sede della Regione Abruzzo, a Pescara.
«Con una decisione che riporta il diritto alla salute nel medioevo - scrive Claudio Ferrante, presidente dell'Associazione -, il governatore Gianni Chiodi, discrimina le persone con disabilità, non garantisce le pari opportunità, violando le leggi, le sentenze, la Costituzione italiana, la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Per qualche 'gioco' politico elettorale - prosegue - le persone con gravi difficoltà di deambulazione, in carrozzina, gli stessi anziani, le mamme con il passeggino non potranno recarsi dal proprio medico o pediatra di base, perchè per il governatore abbattere le barriere negli studi medici non è obbligatorio. Invitiamo i medici di famiglia e i pediatri a prendere le distanze da un provvedimento 'medievale' che non solo non tiene conto della salute delle persone con disabilità, ma offende la dignità dei pazienti e dei medici stessi».
Nei giorni scorsi, in realtà, il sindacato Italiano Medici del Territorio aveva sostenuto che la nota di Chiodi non fosse sbagliata e che «lo studio del medico di medicina generale, anorchè destinato allo svolgimento di un pubblico servizio, è uno studio professionale privato. Questo è quanto afferma la legge e le varie sentenze della Corte di Cassazione».
Del caso si è interessato anche Lorenzo Torto il giovane abruzzese malato di tetraparesi che negli ultimi anni è diventato il portabandiera dalla battaglia per il diritto al lavoro dei disabili. Torto ha ricordato che c’è una sentenza più recente che dice il contrario.