LA RISPOSTA

Maxi appalto rifiuti, Maio smentisce Zuccatelli: «lavoratori licenziati non sono stati riassorbiti»

La società di Lanciano parla di altri 80 esuberi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5838

Maxi appalto rifiuti, Maio smentisce Zuccatelli: «lavoratori licenziati non sono stati riassorbiti»

Guglielmo Maio




ABRUZZO. Il sub commissario Zuccatelli tenta l’allungo ma viene bloccato immediatamente dai difensori e bloccato.
L’affondo dura lo spazio di poche ore ma la dice lunga sulla “tranquillità” e la trasparenza sul maxi appalto dei rifiuti ospedalieri. Ieri il vice di Chiodi alla Sanità, il sub commissario Giuseppe Zuccatelli, aveva inoltrato una nota ufficiale ai giornali per chiarire che finalmente poteva partire il servizio di smaltimento dei rifiuti ospedalieri appaltato nel 2011 dal Consip e ingolfato tra polemiche, ombre e ricorsi non definiti.
In ultimo la ditta arrivata seconda, la Maio srl di Lanciano, aveva annunciato centinaia di esuberi, il frutto della perdita proprio della gestione di quel servizio in scadenza gestito negli ultimi anni. Zuccatelli ieri però aveva assicurato che la ditta vincitrice (la terza classificata) aveva espresso l’intenzione di riassorbire i dipendenti della Maio srl.
Dal quartier generale di Lanciano però è partita subito la smentita : «saremmo lieti delle rassicurazioni del sub commissario, se non fosse che siamo costretti a far presente, in seguito alle comunicazioni ricevute dalle varie Asl (e mai direttamente dalla Regione Abruzzo), arrivate tra il 26 marzo e 28 marzo 2014, che la Maio Guglielmo Srl ha dovuto interrompere il servizio il 31 marzo e conseguentemente provvedere al licenziamento immediato dei 20 lavoratori addetti al fine di favorire il loro assorbimento da parte delle società subentranti. Nonostante i tempi strettissimi che non hanno consentito neppure il rispetto dei termini di preavviso per il licenziamento, la Maio Guglielmo Srl ha posto in essere tutte le iniziative previste dalla normativa di settore e dalla contrattazione collettiva al fine del passaggio immediato di tali lavoratori che, ad oggi, non risultano essere stati neppure contattati dalla RTI subentrante (Mengozzi S.p.A. - Di Nizio Eugenio S.r.l. ndr)».
Le uniche comunicazioni ricevute dal raggruppamento di imprese aggiudicatario –dice la Maio- in realtà vanno nella direzione opposta e «sono in contrasto con quanto dichiarato nel comunicato di Zuccatelli, né ci risultano comunicazioni al riguardo o altre iniziative tendenti a salvaguardare i posti di lavoro da parte della Regione Abruzzo».
La riunione fissata presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Chieti per concordare il passaggio nel rapporto di lavoro con la nuova ditta sarebbe stata fissata su iniziativa esclusiva della Maio Guglielmo Srl.

«E’ più che mai utile rilevare che gli attuali 20 lavoratori licenziati (sul cui numero evidentemente minimizza il Sub Commissario) sono tali», continua il titolare Guglielmo Maio, «e non ancora 100 come paventato, solo perché la nostra Azienda sta tentando con ogni mezzo e sacrificio, e senza alcuna certezza di poter continuare a lungo, di ridurre quanto più possibile il numero dei licenziati, continuando a tenere impiegate risorse oltre le attuali necessità dell’Azienda. Ad ogni buon conto, se la Regione avesse voluto realmente salvaguardare i posti di lavoro, indipendentemente dal numero (20 o 100 che fossero), avrebbe dovuto semplicemente applicare la legge e non consentire la sottoscrizione di un contratto che costituisce il coronamento di una procedura palesemente illegittima; sulla quale, se non sarà quella amministrativa, siamo certi sarà la magistratura penale a fare piena luce».
Infine la Maio contesta anche il passaggio del sub commissario circa un ipotetico risparmio rispetto alla base d’asta che era di 45 milioni. Si era detto nei giorni scorsi che proprio per effetto dell’aggiudicazione al terzo classificato il prezzo da pagare era superiore sia all’offerta del primo che del secondo classificato (appunto la Maio con oltre un milione di euro).
«Ci sorprende, infine», chiude la Maio srl, «che in un’ottica di risparmio, la struttura commissariale sia così concentrata ad “evitare di spendere cifre diverse da Asl ad Asl” da non accorgersi che la cifra che spenderà (sì, identica per tutte le ASL) è di molto superiore a quella che spendeva precedentemente e che tale cifra non comprende il servizio di raccolta ai reparti, servizio che la nostra Azienda ha sempre fornito, gratuitamente, inserendola di routine nel pacchetto integrato dei servizi».
Che cosa ha spinto Zuccatelli alle dichiarazioni ufficiali? Lo scontro tra Consip-Regione e la Maio appare tutto fuorchè sopito e manca ancora la decisione del Consiglio di Stato previsto per l’estate.