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Elezioni regionali, Ncd sta con Chiodi. Per D’Alfonso in agguato la legge Severino

Mascitelli: «no all’ammucchiata con ex esponenti del centrodestra»

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Elezioni regionali, Ncd sta con Chiodi. Per D’Alfonso in agguato la legge Severino

Chiavaroli e Chiodi





ABRUZZO. Il Nuovo Centrodestra appoggerà il presidente Gianni Chiodi alle elezioni regionali in Abruzzo.
Dopo giorni di attesa e titubanze ieri è arrivata la conferma ufficiale. La senatrice Federica Chiavaroli ha incontrato il governatore uscente e gli ha ribadito la stima e l'apprezzamento per il lavoro svolto nei cinque anni in cui ha guidato la Regione ma ha nuovamente stigmatizzato il comportamento, definito «irresponsabile» di Forza Italia.
Il riferimento è ovviamente a quello che è accaduto per le elezioni comunali di Pescara dove il candidato di Ncd, Guerino Testa, è stato costretto a correre da solo per via della ricandidatura di Luigi Albore Mascia. Proprio dopo quel passaggio le strade dei due partite sembravano pronte a dividersi per sempre ma in realtà non sarebbe convenuto a nessuno dei due, soprattutto a Ncd che non aveva un nome forte da spendere.
«Per senso di responsabilità, nella consapevolezza che l'unità della coalizione sia fondamentale per vincere e che Gianni Chiodi meriti, dopo aver ben governato e risanato la nostra Regione, di continuare a guidarla nella fase della ripartenza e della ripresa, il Nuovo Centrodestra lo appoggerà con convinzione. Uniti si vince».
Nazario Pagano, presidente regionale di Forza Italia, non replica alla Chiavaroli, ma si occupa dei ‘guai’ del candidato del centrosinistra Luciano D’Alfonso.
L’ex sindaco di Pescara da giorni ripete che, se eletto, in caso di condanna in appello nell’ambito del processo Housework non si dimetterà. Questa affermazione ha creato un polverone enorme. Sel L’Aquila è addirittura pronta a sciogliere l’alleanza, Giulio Borrelli ha invece detto che in questa eventualità loro romperanno il patto.
Pagano, invece, ricorda che in caso di condanna D'Alfonso non dovrà dimettersi: «sarà il presidente del Consiglio dei Ministri a sospenderlo per diciotto mesi dalla carica, come prevede la 'legge Severino' all’articolo 8 per le sentenze di condanna non definitive».
Il Capo III ‘Incandidabilita' alle cariche elettive regionali’ stabilisce che sono sospesi di diritto dalle cariche indicate «coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati all'articolo 7, comma 1, lettera a), b), e c)» E tra questi ci sono anche quelli per cui D’Alfonso è andato a processo.
«Riscontriamo, spesso, che quando il candidato presidente della coalizione di centrosinistra affronta argomenti giudiziari che lo coinvolgono - conclude Pagano - cerca di rappresentare la realtà in maniera distorta e fuorviante».
Intanto ieri sera anche Alfonso Mascitelli, esponente dell’idv, ha fatto capire che l’irritazione nel centrosinistra diventa ogni giorno sempre più forte.
Mascitelli nei prossimi giorni riunirà l’organismo regionale per affrontare il tema delle candidature di ex esponenti del centrodestra: «non si tratta di escludere qualcuno e salvarne qualcun altro, ma di stabilire un criterio semplice e trasparente che valga per tutte le candidature. La coalizione che si è costituita, grazie anche al prezioso apporto di liste civiche, è stata chiamata “Insieme il Nuovo Abruzzo”. Se qualcuno la pensa diversamente avrebbe dovuto dircelo prima e in quel caso l’alleanza si sarebbe dovuta chiamare ‘Ammucchiata per il solito Abruzzo’». Mascitelli chiede al Pd di prendere una linea chiara.

Intanto l’ex assessore di Chiodi ed ex sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, ha spiegato in un’ intervista a Il Centro perché ha deciso di andare da D’Alfonso e rifiuta la definizione di transguga: «Ma quale voltagabbana! Io sono sempre della stessa cultura politica: sono un cattolico democratico. Mi sono proposto sempre nelle liste civiche, ho cercato di dare risposte utili evitando contrapposizioni ideologiche che non servono a dialogare con il territorio. Lo possono riconoscere tutti i sindaci con cui ho rapporti. Non ho una visione di appartenenza. Io cerco di dare supporto morale ai sindaci che si lamentano spesso per l’assenza della politica, non solo come risposta, ma anche come incoraggiamento nell'azione quotidiana».
D'Alfonso, racconta, «lo conosco da tanti anni, perché anche lui come me viene dalla Democrazia cristiana. Poi di tanto in tanto ci siamo visti per confrontarci su questo o quel problema e per vedere le scelte da fare». D’Alfonso le ha promesso qualcosa? Che so, un assessorato? «No, non abbiamo contrattato niente, non ci siamo visti per fare discorsi che egoisticamente possono essere interessanti. La mia scelta non è finalizzata a un assessorato. Posso fare il consigliere semplice, l’importante è riuscire a dare le risposte».
«Se vince il Pd», ha scritto su Facebook Carlo Masci, «acqua minerale per tutti...lo dicono D'Alfonso, D'Ambrosio e Di Matteo! Capisco perché l'assessore Di Paolo di Canistro (acqua Santa Croce) ha lasciato in corsa Chiodi e si candiderà con D'Alfonso».