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Abruzzo. Borrelli appoggia D’Alfonso: «ma in caso di condanna dovrà dimettersi»

Marcozzi bocciata perché «inesperta», Chiodi per «i comportamenti allegri»

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Abruzzo. Borrelli appoggia D’Alfonso: «ma in caso di condanna dovrà dimettersi»




PESCARA. «Appoggiamo il candidato del centrosinistra Luciano D’Alfonso, ma se dovesse essere condannato per corruzione in appello e non si dimettesse, siamo pronti a sciogliere il nostro patto».
Così questa mattina in conferenza stampa Giulio Borrelli, coordinatore politico e portavoce del movimento, annuncia la decisione dell’assemblea di Abruzzo Civico arrivata nella tarda serata di martedì.
Borrelli sa bene come la pensa D’Alfonso («non mi dimetterò») nel caso di una eventuale condanna in appello, gliel’ha detto due giorni fa faccia a faccia, guardandolo negli occhi e sfidando quegli alleati che da settimane chiedono il rispetto della carta di Pisa e dunque vogliono le dimissioni in caso di una sentenza sfavorevole. Eppure il movimento dell’ex anchorman del Tg1 che guida la cordata di Abruzzo Civico (ma non si candiderà in prima persona) accetta il rischio e sceglie di appoggiare l’ex sindaco di Pescara, l’unico tra l’altro ad aver accettato il confronto in diretta streaming. Sia Gianni Chiodi che Sara Marcozzi, infatti, non si sono presentati.

«RESTANO LE CRITICITA’»
«Restano alcune criticità per quel che riguarda la sua vicenda giudiziaria», ha spiegato Borrelli, «noi siamo garantisti e la magistratura ha emesso una sentenza di assoluzione in primo grado. Ma abbiamo la funzione di coscienza critica e dobbiamo dare uno sbocco positivo alla rabbia dei cittadini: per questo riterremmo sciolta l’alleanza se ci fosse una condanna per corruzione».
«La scelta», ha precisato il deputato Gulio Sottanelli, presidente di Abruzzo Civico, «è caduta su una persona pragmatica, che ha una visione di regione, che è in grado di decidere. Avere un governatore con una strategia in mente ci dà maggiori garanzie che l’Abruzzo possa ripartire».

«AMPIA CONVERGENZA»
Dal confronto di Abruzzo Civico con D’Alfonso è emersa «un’ampia convergenza sulle proposte programmatiche». In particolare, sono stati condivisi, nella diretta online, i temi relativi ai tagli dei costi della politica (l’abolizione del rimborso ai gruppi consiliari, indipendentemente da leggi nazionali e la drastica riduzione delle auto blu). Anche la macchina amministrativa va rivista. Si è convenuto sulla eliminazione o semplificazione degli enti e delle società partecipati e sulla riduzione di Irpef e Irap.
Coincidente anche l’impegno per una sanità «che valorizzi competenza e merito delle nostre università, con l’aziendalizzazione degli ospedali delle città, con l’investimento sulla medicina nel territorio nei distretti sanitari». E ancora la ricostruzione dell’Aquila, «che deve essere basata su punti certi, procedure snelle e controlli efficaci».

«CANDIDATA M5S INESPERTA»
La scelta è stata determinata, spiega il direttivo, anche sulla base di valutazioni politiche sugli altri due maggiori candidati. Da una parte «l’inesperienza» della candidata 5 stelle, Sara Marcozzi e «l’assenza di proposte costruttive» del suo movimento, dall’altro «l’esperienza negativa del governo di centrodestra degli ultimi 5 anni, sottolineata da una campagna mediatica negativa sull’Abruzzo. È stato questo il risultato di comportamenti “allegri” del presidente Chiodi e di alcuni amministratori della sua giunta».

MARCOZZI: «ASSOLUTA INUTILITA’ DELL’INCONTRO»
Sara Marcozzi, candidata presidente del Movimento 5 Stelle, sostiene però che l’invito di Borrelli fosse «completamente inutile» e parla di «partitini sotto mentite spoglie di liste civiche, guidati da ex-direttori di redazione che - dietro il dogma di facciata della trasparenza da dirette streaming (must-have sulle passerelle della tribuna politica stagione 2013/14) - colti da un improvviso sussulto di curiosità, pongono domande scomode al favorito di turno, ricevono da quest’ultimo risposte raggelanti sui futuri possibili esiti giudiziari personali e relative implicazioni amministrative e, in tutta coerenza, decidono di schierarsi al suo fianco».
«Il Movimento 5 Stelle», continua Marcozzi, «ha scelto i propri candidati - tutti incensurati, ebbene si, si può fare -  all’interno dei gruppi territoriali, per mezzo di votazioni democratiche, pescando fra gli attivisti più competenti, capaci e soprattutto onesti. Come già dimostrato, i cittadini sono più maturi di chi li ha amministrati sino ad oggi e il 25 maggio confermeranno che questa triste e sporca fotografia della partitocrazia immorale e inefficiente è solo un lontano ricordo».
MARCOZZI: «ASSOLUTA INUTILITA’ DELL’INCONTRO»

Sara Marcozzi, candidata presidente del Movimento 5 Stelle, sostiene però che l’invito di Borrelli fosse «completamente inutile» e parla di «partitini sotto mentite spoglie di liste civiche, guidati da ex-direttori di redazione che - dietro il dogma di facciata della trasparenza da dirette streaming (must-have sulle passerelle della tribuna politica stagione 2013/14) - colti da un improvviso sussulto di curiosità, pongono domande scomode al favorito di turno, ricevono da quest’ultimo risposte raggelanti sui futuri possibili esiti giudiziari personali e relative implicazioni amministrative e, in tutta coerenza, decidono di schierarsi al suo fianco».«Il Movimento 5 Stelle», continua Marcozzi, «ha scelto i propri candidati - tutti incensurati, ebbene si, si può fare -  all’interno dei gruppi territoriali, per mezzo di votazioni democratiche, pescando fra gli attivisti più competenti, capaci e soprattutto onesti. Come già dimostrato, i cittadini sono più maturi di chi li ha amministrati sino ad oggi e il 25 maggio confermeranno che questa triste e sporca fotografia della partitocrazia immorale e inefficiente è solo un lontano ricordo».