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Elezioni regionali: le spine delle candidature di Giorgio D'Ambrosio (Pd) e Angelo Di Paolo

Chiodi irritato per il passaggio del suo assessore al centrosinistra

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ANGELO DI PAOLO ASSESSORE

Angelo Di Paolo

ABRUZZO. «Sì, queste voci le ho sentite anche io, ma credo che si tratti di voci inconcepibili. E io non faccio passi indietro».
Così all'Ansa Giorgio D'Ambrosio, esponente Pd, in risposta alle ipotesi di un ritiro della sua candidatura alle prossime regionali. Da giorni c’è tensione intorno al suo nome ma lui è deciso ad andare avanti. Il partito è spaccato in due tra quelli che non vorrebbero mai rinunciare ad un pezzo da novanta come l’ex presidente dell’Ato, fonte importantissima di voti, e tra quelli, soprattutto i più giovani, che auspicano l’inserimento nelle liste di nomi e volti nuovi per non appesantire troppo il partito,
«Stasera c'è la direzione regionale del Pd e vedremo», annuncia D’Ambrosio ottimista, «ma io rispetto il codice etico e nella mia storia ho sempre rispettato le coalizioni di centrosinistra - prosegue l'ex sindaco di Pianella - se dovesse saltare la mia candidatura? Mi meraviglierebbe, ad un mese dalle elezioni... se me lo avessero detto prima avrei fatto le mie valutazioni». D’Ambrosio non nasconde di aver vissuto male le polemiche di Sel e Idv che fanno parte della stessa coalizione. «Dobbiamo vincere e dobbiamo tapparci il naso - ammette D'Ambrosio - non la vedo una cosa possibile, ci siamo spesi con l'assessore Di Paolo, che ha accettato, con la Stati e che facciamo? Ci rimangiamo tutto? Sarebbe controproducente. Però su queste cose c'è sempre la sovranità del Pd che deve decidere e che deciderà in merito», chiude D'Ambrosio.
E infatti l’arruolamento dell’assessore regionale di centrodestra, Angelo Di Paolo, come nei pronostici dei giorni scorsi, sembra ormai cosa fatta. Il presidente Chiodi non ha nascosto l’irritazione soprattutto quando oggi ha dovuto prendere atto, nella riunione di giunta, dell'assenza dell'assessore.
«Finora», spiega Chiodi in una nota, «non e' prevenuta alcuna comunicazione relativa alle sue dimissioni, nonostante le notizie di stampa rivelino la sua volonta' di partecipare alla campagna elettorale con lo schieramento di centrosinistra. Ricordo - aggiunge il governatore - che l'assessore percepisce emolumenti e usufruisce di una segreteria derivanti dal suo ruolo di componente dell'esecutivo di centrodestra».
Ma dalla Regione fanno sapere che già venerdì scorso Di Paolo ha tolto le sue carte e nelle prossime ore dovrebbero arrivare le dimissioni. «Se le notizie dei giornali corrispondessero a verità», continua Chiodi, la sua posizione configurerebbe una contraddittorietà che lede la correttezza istituzionale e la credibilita' che ciascun politico dovrebbe avere. I cittadini abruzzesi - commenta infine il presidente - hanno il diritto di sapere con quale identita' l'assessore Di Paolo intenda procedere d'ora in avanti nel suo percorso politico e amministrativo».

«CANDIDATURE NON  OPPORTUNE»
La Direzione regionale del Partito Democratico, riunitasi nel pomeriggio, ha ratificato completamente le liste delle province di Chieti e Teramo, parzialmente quelle dell'Aquila, dove si sta ancora lavorando sulla Valle Peligna, e rinviato la decisione su Pescara, per la presenza di candidature definite problematiche, in vista delle elezioni regionali del prossimo 25 maggio. 
Alcune candidature, in particolare quelle di Donato Di Matteo e Giorgio D'Ambrosio, secondo alcuni sarebbero infatti «non opportune» e potrebbero creare problemi al tavolo della coalizione, soprattutto dopo che la vicenda della megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara) è tornata alla ribalta delle cronache nazionali.
«CANDIDATURE NON  OPPORTUNE»

La Direzione regionale del Partito Democratico, riunitasi nel pomeriggio, ha ratificato completamente le liste delle province di Chieti e Teramo, parzialmente quelle dell'Aquila, dove si sta ancora lavorando sulla Valle Peligna, e rinviato la decisione su Pescara, per la presenza di candidature definite problematiche, in vista delle elezioni regionali del prossimo 25 maggio. Alcune candidature, in particolare quelle di Donato Di Matteo e Giorgio D'Ambrosio, secondo alcuni sarebbero infatti «non opportune» e potrebbero creare problemi al tavolo della coalizione, soprattutto dopo che la vicenda della megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara) è tornata alla ribalta delle cronache nazionali.