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Adsu, la «leggina bipartisan» che fa discutere arriva in commissione

Acerbo: «la Corte Costituzionale l’ha già bocciata»

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Adsu, la «leggina bipartisan» che fa discutere arriva in commissione





ABRUZZO. Domani è all’ordine del giorno della seconda commissione del Consiglio regionale una legge bipartisan per le Adsu aquilana e teramana che fa discutere.
I consiglieri De Matteis-D’Amico-Ricciuti ripropongono un testo di legge su cui, in parte, si é già espressa la Corte Costituzionale bocciando precedenti tentativi della Regione Abruzzo.
Innanzitutto i tre reinseriscono la figura del direttore (che oggi non esiste) che convive con quella del dirigente: «è un evidente raddoppio dei costi», protesta il consigliere Maurizio Acerbo di Rc, «in pieno contrasto con la spendig review».
Poi, secondo il nuovo testo, le funzioni di direttore possono essere affidate a dipendenti con i requisiti per l'accesso alla dirigenza: «tale ipotesi», sottolinea ancora Acerbo, «é stata già valutata dalla Corte Costituzionale secondo la quale é consentita soltanto la reggenza ad un funzionario in caso di vacanza del posto in organico ma non è prevista nelle leggi nazionali ed in quelle regionali (77/1999) la possibilità di affidare incarichi dirigenziali a funzionari».
Il consigliere di Rc ricorda anche che la Corte Costituzionale ha rilevato l'incostituzionalità dell'automatico passaggio in Regione dei dirigenti che hanno superato 7 anni in quanto viola le norme per l'accesso al pubblico impiego.

«Invece di dedicare le proprie energie agli studenti certa politica si occupa delle aziende per il diritto allo studio solo per sistemare e garantire i propri “protetti”», denuncia Acerbo. «E’ evidente che si vuole addossare a consiglieri regionali le responsabilità per rimediare alla situazione che si è determinata nell’ADSU aquilana e probabilmente consentire al centrodestra di sistemare una pedina all'ADSU di Teramo dove ci sarebbe da sistemare una candidata alle prossime amministrative».
Acerbo chiede che siano ascoltate le organizzazioni sindacali sulla proposta di legge visto che riguarda una situazione già particolarmente confusa. Infatti la CGIL Funzione Pubblica ha richiesto di essere audita con lettera del 28 marzo nella quinta commissione e in quella di vigilanza «in merito alla situazione dell’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario dell’Aquila, all’interno della quale vige una palese situazione di illegittimità nell’ambito della Direzione affidata ad un Funzionario facente funzioni in presenza del Dirigente reintegrato a seguito della sentenza a lui favorevole, anche a causa della situazione rappresentata il personale è sottoposto ad una condizione di perdurante disagio i cui riflessi negativi rischiano di condizionare la qualità del servizio erogato».
La proposta di legge, secondo il consigliere Acerbo, «è chiaramente adottata per danneggiare i dirigenti di ruolo delle ADSU per sostituirli con direttori asserviti al politico di turno. La nomina ed il conseguente affidamento dell'incarico di direttore (anche con qualifica non dirigenziale) è prevista in deroga alle percentuali stabilite dal d.lvo 165/2001 e presenta evidenti vizi di incostituzionalità e si presta, quindi, a nuova censura da parte del governo e a creare di nuovo situazioni di piena illegittimità all'interno delle ADSU, come già avvenuto per l'Azienda di L'Aquila, da oltre due anni e nel quasi completo silenzio del competente servizio diritto allo studio regionale».