L'INIZIATIVA

Veleni di Bussi. Codacons Abruzzo prepara class action contro l’Aca

Secondo l’associazione una azione collettiva è possibile

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DISCARICA DI BUSSI




ABRUZZO. «Grave inadempimento contrattuale e risaricmento di danni». Sono questi presupposti che animeranno la prossima class action che Codacons Abruzzo sta studiando per risarcire i cittadini che per decenni hanno bevuto acqua contaminata distribuita dall’acquedotto gestito dalla spa pubblica, Aca.
L’associazione dei consumatori chiederà «€ 5.000,00 di risarcimento danni per ciascun utente che in questi anni ha bevuto acqua avvelenata».
Nei gironi scorsi, al termine di un lungo (4 ore) e proficuo incontro in un famoso studio legale di Ancona, specializzato in responsabilità civile e risarcimento dei danni, il Codacons Chieti, sportello di Francavilla al mare ha messo a punto la strategia da portare avanti nei confronti dell’Aca Spa, società somministrante, per grave inadempimento contrattuale e risarcimento danni, per aver somministrato ai propri utenti acqua contenente sostanze altamente inquinanti e cancerogene.
L’Associazione sta organizzandosi sul da farsi e sfrutterà  un noto  precedente della Corte di Cassazione che quantifica in € 5.000,00 il danno che una persona esposta a un grave inquinamento ambientale subisce per la paura, con la quale dovrà convivere a vita, di contrarre una patologia tumorale.
«Non è un caso, infatti, che nelle zone interessate da uno dei più gravi disastri ambientali che si ricordi, le malattie dovute ad inquinamento si siano praticamente triplicate», dice Vittorio Ruggieri responsabile locale, che spiega che tutte le persone che vorranno aderire all’azione collettiva dovranno dotarsi di una bolletta dell’ACA e un certificato di famiglia (possibilmente storico) e/o certificato di residenza (anch’esso storico) attestante che fino al 2007 l’utente ha fatto uso dell’acqua potabile di quell’utenza, essendo l’azione soggetta a prescrizione decennale.