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Terremoto: ricostruzione ad andamento lento, il 78% degli aquilani «vive male»

1.500 cantieri nelle periferie, 200 nel centro storico

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6 aprile 2013: fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto






L'AQUILA. Cantieri a macchia di leopardo, quasi tutti relativi a palazzi storici, gentilizi e chiese comunque sottoposti a vincoli, puntellamenti a iosa - per centinaia di migliaia di euro - che sembrano sorreggere fortezze.
A cinque anni dal sisma del sei aprile 2009 (magnitudo 6.3) il centro storico dell'Aquila e' interessato da interventi che non superano il 20% della ricostruzione.
Nel centro storico, stando a fonti dell'Ance i cantieri attivi sono circa 200 ma va meglio nelle periferie dove se ne contano almeno 1.500. Ma l'andamento continua ad essere lento. Domani, per ricordare le 309 vittime, a L'Aquila sara' lutto cittadino. In serata si ripetera' la mesta Fiaccolata della Memoria che da via XX Settembre, dopo una sosta davanti alla Casa dello Studente sotto le cui macerie morirono otto giovani, raggiungera' piazza Duomo. E' qui, intorno a mezzanotte e trenta, che saranno ricordati uno per uno, i nomi di tutte le vittime. Poi, alle 3.32, iniziera' la serie dei 309 rintocchi che, con il linguaggio della campana della chiesa del Suffragio, scandiranno nel silenzio assoluto il ricordo dei morti.

11.670 PERSONE NEL PROGETTO CASE
Ammontano a circa 13 miliardi i fondi impiegati nella ricostruzione dal 2009 ad oggi. Nei progetti Case vivono ancora 11.670 persone mentre sono 2.461 quelli che dimorano nei Map (moduli abitativi ad uso provvisorio) e 189 negli appartamenti del fondo immobiliare. Infine, a percepire il contributo di autonoma sistemazione sono in 4.540. I dati sono aggiornati al 3 aprile.
Ma come si vive a L'Aquila a distanza di 5 anni dal sisma?. Un sondaggio fatto realizzare dal Comune evidenzia che il 78% della popolazione ha detto che si vive male, il 63% che la situazione e' peggiorata rispetto a un anno fa, e solo il 37% si e' detto fiducioso che le cose migliorino il prossimo anno. Perche' la gente sta male?. Il sindaco Massimo Cialente lo ha spiegato ieri intervenendo a "Prima di tutto", Radio 1: «Sta male - ha risposto - fin quando manchera' il centro storico, il cuore della citta', un luogo identificativo per una comunita'. Quindi - ha osservato - e' chiaro che manca l'identita' delle persone, che si crea solo nei luoghi condivisi, collettivi, in cui ognuno di noi ha un ruolo sociale».

UNA STRADA ANCORA IN SALITA
«A cinque anni dal sisma che ha distrutto L'Aquila e il suo comprensorio, la strada per la ricostruzione fisica e del tessuto sociale, appare ancora in salita», analizza il segretario Cisl della provincia dell'Aquila, Paolo Sangermano. «Oltre alla gestione dei processi di ricostruzione occorrerà aprire, per i territori colpiti dal sisma, una specifica riflessione valutando la possibilità di interventi concreti per le popolazioni, i lavoratori e i sistemi produttivi» - dichiara Maurizio Spina, Segretario USI AbruzzoMolise.
«Le indicazioni dell'Ocse parlano chiaro: bisogna agganciare alla ricostruzione delle abitazioni una nuova fase di rinascita socio-economica», concludono Sangermano e Spina, «sfruttando le risorse endogene, a partire dall'Università. L'Aquila è una città dove la percentuale di cassintegrati è ancora molto alta e dove si registra una fuga di giovani dovuta proprio alla mancanza di occupazione e di opportunità di sviluppo».

PEZZOPANE: «L’AQUILA RISORGERA’»
«Jemo ‘nnanzi. Anche il Papa ci incoraggia a non perderci d’animo», commenta invece la senatrice Stefania Pezzopane (Pd). «Alle spalle ci lasciamo un anno duro, che tuttavia ha segnato una svolta nel processo di ricostruzione. Se potessimo contare su un flusso certo di finanziamenti organici, la ricostruzione procederebbe a ritmi ancora più serrati, anche se le gru in centro storico già testimoniano un cambio di passo rispetto agli anni precedenti, quando c’erano solo macerie e disperazione. In questo quinto anniversario di dolore e di speranze, vorremmo lanciare un messaggio di fiducia, ai tanti giovani che stanno lasciando la città o lo hanno già fatto, disorientati dalle tante assenze, dalle tante carenze. L’Aquila risorgerà, superando le paure e le incertezze, che speriamo di poterci lasciare alle spalle».

LE INCHIESTE
A L'Aquila, a 5 anni dal devastante sisma, migliaia di cittadini continuano a vivere nelle 19 new town lasciate a deteriorarsi perche' senza alcuna manutenzione e per di piu' con l'incubo incolumita'. Cio' dopo le recenti inchieste penali sulla realizzazione delle abitazioni provvisorie del progetto "Case", ma anche dei moduli abitativi provvisori (Map) per i quali i consulenti della Procura hanno accertato l'uso di materiali non idonei e in taluni casi scadenti. Per questo il professor Mauro Dolce, responsabile del procedimento di realizzazione del Progetto Case e' stato condannato (nel corso del rito abbreviato) alla pena di un anno di reclusione e mille euro di multa (pena sospesa e non menzione) mentre e' stato rinviato a giudizio Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del Progetto Case, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici degli isolatori sismici, la Alga Spa. Il processo per questi ultimi due imputati e' stato fissato per i primi di ottobre.

LA GRANDI RISCHI
Sempre sotto il profilo dell'attivita' giudiziaria, e' stata fissato ad ottobre il processo d'Appello alla Grandi Rischi, segnata dalla sentenza di condanna del 22 ottobre 2012 a 6 anni di reclusione per i sette scienziati della Commissione che si riuni' all'Aquila una settimana prima del sisma. Si tratta di Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi rischi; Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico del Dipartimento di Protezione civile; Enzo Boschi, allora presidente dell'Istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv); Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di fisica all'Universita' di Genova. In piu', Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico del Dipartimento della Protezione civile e Giulio Selvaggi, allora direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv. L'accusa per tutti e' di lesioni e omicidio colposo. In pratica ai sette il Tribunale dell'Aquila ha contestato di avere minimizzato i pericoli nei giorni antecedenti al terremoto dell'Aquila del 2009, che ha fatto 309 vittime.
Il quinto anno dai tragici accadimenti legati al terremoto fa segnare un'altra inchiesta penale destinata a far discutere: quella sulla Grandi rischi bis, che vede indagato l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Nei giorni scorsi l'avvocato generale Romolo Como, al quale il procuratore generale ha affidato l'indagine dopo averla avocata, (a seguito di una istanza presentata dalle parti offese dopo alcune richieste di archiviazione della Procura della Repubblica) ha chiesto una proroga di sei mesi al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.