L'ESPOSTO

Giornalismo precario, Iacopino firma due esposti: «verificare se i contratti de ‘Il Centro’ sono regolari»

Il presidente dell’Ordine nazionale vuole fare chiarezza

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Giornalismo precario, Iacopino firma due esposti: «verificare se i contratti de ‘Il Centro’ sono regolari»

Enzo Iacopino




ABRUZZO. Il presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino ha firmato due esposti per fare chiarezza sui contratti dei collaboratori del quotidiano ‘Il Centro’.
Mercoledì scorso 5euronetti - la rete dei freelance e precari dell'informazione abruzzese ha inviato due maxi calcolatrici al direttore responsabile del giornale abruzzese, Mauro Tedeschini, e all'impiegato che si occupa dei compensi dei collaboratori del quotidiano.
«Un gesto simbolico», avevano spiegato i promotori dell’iniziativa, «per denunciare la condizione in cui versano decine di collaboratori del principale quotidiano abruzzese, che lavorano instancabilmente per pochi euro al mese, nel totale disinteresse dell'azienda».
Solo qualche giorno prima il presidente dell’Ordine Iacopino aveva pubblicato su Facebook una copia del contratto tipo di un collaboratore del quotidiano facendo notare che il compenso per ogni pezzo prodotto sia «5 euro a forfait».
Tedeschini ha invece spiegato di non aver aperto il pacco inviatogli da 5 euro netti («perché anonimo») e affermato che tutti «i compensi ai collaboratori da noi sono regolari e trasparenti».
«Beh, mi chiedo: e se avesse ragione?», si domanda oggi Iacopino che ha deciso di non far cadere la cosa ma andare avanti. Per questo, annuncia, «ho inviato un esposto all'Odg dell'Abruzzo e a quello della Lombardia (dove Tedeschini risulta iscritto) per verificare se i compensi sono "regolari" alla luce di quanto prevede la Carta di Firenze» che sancisce principi importanti, come la pari dignità tra colleghi e il diritto a non essere discriminati o sfruttati.
«Ho chiesto di avvertire i Consigli di disciplina di non perdere tempo per verificare se sono anche "trasparenti". Lo sono, lo sono: lo sappiamo già», chiude Iacopino.