LA PROPOSTA

Abruzzo. Gioco d’azzardo: riduzione dell’Irap per commercianti che rifiutano le slot

Proposta di legge di Franco Caramanico (Sel)

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Abruzzo. Gioco d’azzardo: riduzione dell’Irap per commercianti che rifiutano le slot






ABRUZZO. «Nel 2013 gli italiani hanno speso oltre 17 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. Una pratica che va contrastata, dal momento che essa assume sempre più i contorni di una vera e propria dipendenza».
Così il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico, ha deciso di presentare un progetto di legge per la prevenzione e il trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo lecito e per il recupero delle persone che ne sono affette.
In Italia i ludopatici sono 800 mila, il loro costo sociale è circa 5 miliardi di euro, 41 sono i clan che gestiscono il mercato dell’azzardo, secondo le statistiche dell’associazione Libera di don Ciotti, 420 mila le slot machine ufficiali in tutta la penisola, 200 mila quelle illegali secondo la direzione nazionale antimafia.
«Con questo disegno di legge – spiega Caramanico – vogliamo introdurre misure capaci di contrastare il gioco d’azzardo e ciò che ad esso è connesso. Per questo chiediamo una riduzione dell’1% sull’IRAP agli esercenti che provvederanno volontariamente alla completa disinstallazione degli apparecchi da gioco; il divieto di aprire nuove sale giochi o l’installazione di slot machine in bar o altri esercizi a una distanza inferiore a 500 metri da luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, centri giovanili e oratori; l’introduzione del marchio 'No slot' da esporre negli esercizi che rinunceranno ad ospitare le slot machine; il divieto di qualsiasi forma di pubblicità sull'apertura di sale da gioco; inoltre i locali che ospitano le slot machine dovranno avere spazi appositi riservati al gioco, nettamente separati dal resto dell'ambiente». Per quanto riguarda invece l’assistenza, il progetto prevede che le Asl garantiscano ai giocatori patologici e ai loro familiari accoglienza, valutazione diagnostica, presa in carico e cura, reinserimento e coordinamento con le associazioni che si occupano di questa forma di dipendenza.