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Arpa, Filt Cgil chiede le dimissioni di Cirulli e tutto il Cda

Il presidente: «realtà mistificata»

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MASSIMO CIRULLI

Massimo Cirulli

Arpa, Filt Cgil chiede le dimissioni di Cirulli e tutto il Cda
Il presidente: «realtà mistificata»
Arpa, filt cgil, franco rolandi, massimo cirulli, trasporti
ABRUZZO. Dimissioni immediate dell'intero cda visto il perdurare delle condizioni di drammaticità sia di Arpa SPA che di Sistema SPA.
E’ questa la richiesta scritta in una lettera aperta firmata dal segretario della Filt Cgil Abruzzo, Franco Rolandi, e indirizzata al presidente di Arpa Massimo Cirulli. 
Nei mesi scorsi il sindacato aveva chiesto la tutela occupazionale dei circa 1000 addetti e la garanzia dei servizi per i cittadini abruzzesi e contestato scelte aziendali «sbagliate ed inopportune», riconducibili anche ad una «totale inesperienza manageriale nel settore di riferimento da parte di tutti gli amministratori della Società».
La Cgil denuncia i problemi nelle sedi periferiche non presidiate, «con settori ed attività abbandonate quali la manutenzione del parco rotabile e il contrasto all'evasione tariffaria».
«Tutti aspetti generatori di sprechi e disservizi», si legge ancora nella lettera, «che, se non efficacemente contrastati e rimossi, porteranno inevitabilmente e rapidamente alla completa privatizzazione dell'azienda Arpa per la soddisfazione di quanti, probabilmente, stanno agognando questo scenario già da alcuni anni».
Ma per il sindacato anche le difficoltà riscontrabili nella società Sistema SPA della quale l'azienda Arpa detiene la maggioranza del pacchetto azionario, sono riconducibili e coincidenti al periodo in cui Cirulli ha ricevuto l'incarico da parte della Regione Abruzzo.
«Un mandato», insistono i sindacati, «nel quale, non si ricordano da parte Sua e dell'intero Cda, interventi volti ad impedire il proliferare di provvedimenti che indebitavano l'azienda, che aumentavano  senza ragione i livelli occupazionali nei settori amministrativi e impiegatizi, generando peraltro un sistema di vertenzialita' con personale dipendente e dirigenziale dagli esiti incerti e che vedrà molto probabilmente la stessa società soccombente in tutte le situazioni».
L'ultimo esempio secondo il sindacato è legato al recente pronunciamento del Tribunale di Chieti che ha condannato la Società Sistema SPA al pagamento di centinaia di migliaia di euro in favore dell'ex Direttore Generale licenziato qualche anno fa.
«ACCUSE MISTIFICATORIE»
Ma il presidente Arpa Massimo Cirulli  definisce mistificatorie della realtà aziendale (da lui gestita dal 2009 ad oggi) le accuse del segretario della Filt-Cgil Abruzzo Franco Rolandi.
Cirulli snocciola cifre e dati e si dichiara disposto ad un pubblico contradditorio per confutare documentalmente le affermazioni del sindacalista ritenute gratuite. 
A tal riguardo dice che gli  unici investimenti che hanno indebitato Arpa sono serviti per l’acquisto di nuovi bus  e pertanto «hanno  dimezzato  l’indice di vetustà dell’intero parco rotabile, hanno ridotto i costi di manutenzione con un incremento dei proventi da traffico di due milioni di euro, anche grazie all’installazione a bordo dei mezzi  aziendali di oltre 100 macchinette emettitrici di titoli di viaggio».
Il presidente  Arpa, nel rassicurare che la Regione Abruzzo provvederà a coprire parzialmente la spesa per tali cospicui investimenti, ricorda a Rolandi che gli acquisti delle sedi dell’Aquila e di Sulmona, il cui costo è stato pari alla metà di quello che le casse aziendali avrebbero sostenuto in caso di nuova costruzione, «sono serviti a ridare decoro e dignità alle condizioni di vita dei lavoratori di quelle sedi. A  proposito di sedi aziendali, Cirulli  parla della vendita del fabbricato non ultimato della direzione generale di Chieti per un milione di euro, i cui lavori erano fermi da venti anni». 
Nel ribattere le accuse del sindacalista, il Presidente dell’azienda elenca una serie di provvedimenti di revisione della spesa che hanno permesso di risparmiare qualcosa come 400 mila euro: cita a tal proposito il taglio alle consulenze esterne, la diminuzione delle spese per la revisione contabile, la  carica di Presidente della società controllata Cerella di Vasto  per la quale Cirulli non percepisce «neppure un euro». 
Parlando della società Sistema, ricorda che il licenziamento del direttore rientrava tra i poteri  del consiglio di amministrazione dell’azienda la cui gestione è stata affidata a tre dirigenti Arpa che non percepiscono alcun compenso per tale carica.                                                                           
Infine, Cirulli precisa che i contributi che Arpa percepisce dalla Regione Abruzzo sono di natura diversa da quelli delle società GTM e Sangritana in quanto queste ultime «esercitano servizi sostitutivi, soggetti ad un peculiare regime, al quale ARPA non ha diritto, perché esercita servizi di trasporto su gomma». 
Sull’argomento contributi, Cirulli chiarisce di aver vigorosamente chiesto alla Regione di contribuire le percorrenze che non godono di  fondi regionali (1.500.000 km/anno) e di rivedere l'esercizio, sopprimendo le corse improduttive, ma finora le resistenze di parte sindacale hanno impedito il conseguimento di apprezzabili risultati.
«Non si  può imputare agli amministratori Arpa- conclude Cirulli- che il costo del gasolio sia aumentato, rispetto al 2009, di quasi 5 milioni di euro l'anno».

ABRUZZO. Dimissioni immediate dell'intero cda visto il perdurare delle condizioni di drammaticità sia di Arpa SPA che di Sistema SPA.E’ questa la richiesta scritta in una lettera aperta firmata dal segretario della Filt Cgil Abruzzo, Franco Rolandi, e indirizzata al presidente di Arpa Massimo Cirulli. Nei mesi scorsi il sindacato aveva chiesto la tutela occupazionale dei circa 1000 addetti e la garanzia dei servizi per i cittadini abruzzesi e contestato scelte aziendali «sbagliate ed inopportune», riconducibili anche ad una «totale inesperienza manageriale nel settore di riferimento da parte di tutti gli amministratori della Società».

La Cgil denuncia i problemi nelle sedi periferiche non presidiate, «con settori ed attività abbandonate quali la manutenzione del parco rotabile e il contrasto all'evasione tariffaria».«Tutti aspetti generatori di sprechi e disservizi», si legge ancora nella lettera, «che, se non efficacemente contrastati e rimossi, porteranno inevitabilmente e rapidamente alla completa privatizzazione dell'azienda Arpa per la soddisfazione di quanti, probabilmente, stanno agognando questo scenario già da alcuni anni». Ma per il sindacato anche le difficoltà riscontrabili nella società Sistema SPA della quale l'azienda Arpa detiene la maggioranza del pacchetto azionario, sono riconducibili e coincidenti al periodo in cui Cirulli ha ricevuto l'incarico da parte della Regione Abruzzo. «Un mandato», insistono i sindacati, «nel quale, non si ricordano da parte Sua e dell'intero Cda, interventi volti ad impedire il proliferare di provvedimenti che indebitavano l'azienda, che aumentavano  senza ragione i livelli occupazionali nei settori amministrativi e impiegatizi, generando peraltro un sistema di vertenzialita' con personale dipendente e dirigenziale dagli esiti incerti e che vedrà molto probabilmente la stessa società soccombente in tutte le situazioni». L'ultimo esempio secondo il sindacato è legato al recente pronunciamento del Tribunale di Chieti che ha condannato la Società Sistema SPA al pagamento di centinaia di migliaia di euro in favore dell'ex Direttore Generale licenziato qualche anno fa.

«ACCUSE MISTIFICATORIE»

Ma il presidente Arpa Massimo Cirulli  definisce mistificatorie della realtà aziendale (da lui gestita dal 2009 ad oggi) le accuse del segretario della Filt-Cgil Abruzzo Franco Rolandi.Cirulli snocciola cifre e dati e si dichiara disposto ad un pubblico contradditorio per confutare documentalmente le affermazioni del sindacalista ritenute gratuite. A tal riguardo dice che gli  unici investimenti che hanno indebitato Arpa sono serviti per l’acquisto di nuovi bus  e pertanto «hanno  dimezzato  l’indice di vetustà dell’intero parco rotabile, hanno ridotto i costi di manutenzione con un incremento dei proventi da traffico di due milioni di euro, anche grazie all’installazione a bordo dei mezzi  aziendali di oltre 100 macchinette emettitrici di titoli di viaggio».Il presidente  Arpa, nel rassicurare che la Regione Abruzzo provvederà a coprire parzialmente la spesa per tali cospicui investimenti, ricorda a Rolandi che gli acquisti delle sedi dell’Aquila e di Sulmona, il cui costo è stato pari alla metà di quello che le casse aziendali avrebbero sostenuto in caso di nuova costruzione, «sono serviti a ridare decoro e dignità alle condizioni di vita dei lavoratori di quelle sedi. A  proposito di sedi aziendali, Cirulli  parla della vendita del fabbricato non ultimato della direzione generale di Chieti per un milione di euro, i cui lavori erano fermi da venti anni». 

Nel ribattere le accuse del sindacalista, il Presidente dell’azienda elenca una serie di provvedimenti di revisione della spesa che hanno permesso di risparmiare qualcosa come 400 mila euro: cita a tal proposito il taglio alle consulenze esterne, la diminuzione delle spese per la revisione contabile, la  carica di Presidente della società controllata Cerella di Vasto  per la quale Cirulli non percepisce «neppure un euro». Parlando della società Sistema, ricorda che il licenziamento del direttore rientrava tra i poteri  del consiglio di amministrazione dell’azienda la cui gestione è stata affidata a tre dirigenti Arpa che non percepiscono alcun compenso per tale carica.                                                                           

Infine, Cirulli precisa che i contributi che Arpa percepisce dalla Regione Abruzzo sono di natura diversa da quelli delle società GTM e Sangritana in quanto queste ultime «esercitano servizi sostitutivi, soggetti ad un peculiare regime, al quale ARPA non ha diritto, perché esercita servizi di trasporto su gomma». Sull’argomento contributi, Cirulli chiarisce di aver vigorosamente chiesto alla Regione di contribuire le percorrenze che non godono di  fondi regionali (1.500.000 km/anno) e di rivedere l'esercizio, sopprimendo le corse improduttive, ma finora le resistenze di parte sindacale hanno impedito il conseguimento di apprezzabili risultati.«Non si  può imputare agli amministratori Arpa- conclude Cirulli- che il costo del gasolio sia aumentato, rispetto al 2009, di quasi 5 milioni di euro l'anno».