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Regionali Abruzzo, Pd imbarca ‘trasformisti’, Idv e Sel pronti a rompere con D’Alfonso

Domenica pomeriggio «riunione urgente» per chiarire

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Regionali Abruzzo, Pd imbarca ‘trasformisti’, Idv e Sel pronti a rompere con D’Alfonso




ABRUZZO. Agita il centrosinistra la composizione delle liste elettorali che dovranno essere presentate tra due settimane in vista delle regionali del prossimo 25 maggio.
Nelle fila del centrosinistra starebbero per arrivare in soccorso del candidato presidente Luciano D’Alfonso una sessantina di candidati ex centrodestra, infilati qua e là nelle liste civiche. Tra i nomi più noti l’ex assessore regionale Daniela Stati ma anche l’attuale assessore Angelo Di Paolo, che però smentisce. L’ex sindaco di Pescara sarebbe dunque pronto ad una coalizione ampia ed eterogenea.
A protestare, in prima fila, c’è la senatrice Stefania Pezzopane che è convinta che il centrosinistra abbia tutte le carte in regola per vincere anche senza imbarcare transfughi dell’ultim’ora. Anzi questa campagna acquisti per assurdo potrebbe avere un effetto contrario e spianare la strada ai grillini che lanciano strali contro la politica trasformista e la disaffezione dei cittadini alle urne. Sarò proprio così?
Non resta in silenzio nemmeno Alfonso Mascitelli, già candidato alle primarie contro D’Alfonso, che oggi è infuriato per questi nuovi ingressi che rischiano di sfigurare la coalizione.
«Se i nomi delle possibili candidature che stanno circolando rispondono al vero, non si tratta di pluralità inclusiva, come la definisce D'Alfonso, ma rischia di trasformarsi in un mercatino di "gratta e vinci" di arrivisti della politica, che sta snaturando la sostanza e le ragioni di un vero cambiamento per l'Abruzzo», dice Mascitelli.
«Una cosa», insiste l’esponente dell’Italia dei Valori, «è allargare l'alleanza a liste senza paletti ideologici, altro è nascondere in queste liste trasformismi di convenienza, senza una verifica di coerenza rispetto alla storia che ciascuno ha rappresentato».

L’Idv ha chiesto un incontro urgente tra i segretari regionali e il candidato presidente, che avverrà domenica alle 15.30, per fare chiarezza sui criteri di selezione delle candidature e sulle conseguenze che comportano . «E' evidente», spiega ancora Mascitelli, «che il come si richiede il consenso condizionerà alla fine anche il cosa si riuscirà a fare dopo. Abbiamo espresso lealtà all'importante progetto di rinnovamento di cui ha bisogno la nostra regione; abbiamo accettato il risultato delle primarie, ma questo non significa assumere posizioni di passiva cortigianeria nei confronti di nessuno. Il candidato presidente D'Alfonso è persona capace, ma il fatto che ha vinto le primarie non significa che nel presente e nel futuro gli sia stata firmata una cambiale in bianco».
«Non tirate troppo la corda perché prima o poi si spezza», avverte anche il coordinatore regionale di Sel, Tommaso Di Febo: «D’Alfonso e il Pd ci sembrano interessati più alle candidature fuori dal campo del centrosinistra, che all'iniziativa politica e programmatica comune».
Sel spiega di essere favorevole ad una coalizione aperta alla società civile, «ma siamo indisponibili alle proliferazioni di liste civiche, se utili solo a mascherare operazioni di trasformismo e di ricollocazioni di ceto politico. L’esplosione del numero di liste civiche e i tentativi numerosi di trasformismo politico, se non subito frenati, limitati e ricondotti all’interno di una coalizione che si definisce progressista, ci trovano profondamente contrari».
Di Febo assicura che negli incontri ufficiali di coalizione, era stato garantito che non si sarebbe dato seguito a candidature coinvolte nei governi di centrodestra neanche nelle liste civiche. «Il quadro oggi pare drammaticamente mutato».