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Abruzzo, taglio tribunali minori: si ritenta la carta del referendum

Consiglio regionale approva risoluzione per pedaggio autostradale gratis per autombulanze

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CONSIGLIO REGIONALE




ABRUZZO. Il Consiglio regionale nella seduta odierna ha approvato una serie di risoluzioni che coinvolgono piccole e grandi emergenze abruzzesi.
Dunque l’assise ha impegnato il presidente della Giunta: ad attivare urgentemente tutte le iniziative idonee per affrontare la situazione di crisi in cui versano le istituzioni culturali abruzzesi, contribuendo alla costituzione di un fondo di sostegno anche attraverso risorse del bilancio regionale; a mantenere inalterato il piano dell’offerta formativo dell’istituto comprensivo di Guardiagrele; a reperire le risorse necessarie a garantire l’attività delle Agenzie di promozione culturale della Regione; ad attivarsi per scongiurare la chiusura del presidio di polizia di frontiera all’aeroporto di Pescara e delle sedi di polizia stradale di Sulmona e Castel di Sangro; ad approfondire il procedimento amministrativo per il rilascio dell’autorizzazione all’apertura di un impianto di compostaggio a Massa d’Albe.

AMBULANZE SU AUTOSTRADA: «ESENZIONE DEL PEDAGGIO»

E’ stata approvata anche la risoluzione che chiede l’esenzione dal pagamento dei pedaggi autostradali per i mezzi delle associazioni di volontariato e di soccorso (come a esempio le autoambulanze).
Su quest’ultimo punto, come hanno spiegato i consiglieri D’Amico (Pd) e Acerbo (Prc) la società Autostrade per l’Italia Spa ha, «unilateralmente e da un giorno all’altro», dato disdetta ad Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) ed alla Confederazione delle Misericordie di Italia dell’accordo in essere dal 1999 per la fornitura di telepass esenti in comodato d’uso gratuito.
«Questo provvedimento e inconcepibile e a nostro avviso lesivo dei diritti fondamentali della persona», hanno protestato i consiglieri regionali. «Non si può, infatti, non tenere conto - hanno commentato i due- che le associazioni di Pubblica Assistenza e Misericordia, svolgono sul territorio nazionale oltre il 70% del trasporto sanitario ed anche in Abruzzo tale servizio è garantito per buona parte dai volontari di queste associazioni».

TAGLIO TRIBUNALI MINORI
L’Assemblea ha anche approvato un’altra risoluzione, relativa alla salvaguardia dei tribunali minori.
Quindi dopo lo stop imposto dalla Corte Costituzionale lo scorso gennaio, riparte il percorso referendario per l’abrogazione della normativa nazionale che ha previsto l’abolizione dei tribunali che hanno sede in città non capoluogo di provincia.
Il Consiglio ha infatti approvato i testi dei 3 quesiti referendari, che nella loro formulazione dovrebbero superare i rilievi che hanno portato alla bocciatura precedente da parte della Consulta. L’Assemblea ha eletto – riconfermandoli – i Consiglieri regionali Emilio Nasuti e Gino Milano, delegati alla materia referendaria. «Riparte dunque – commentano Nasuti e Milano – il percorso che avevamo avviato lo scorso anno contro la legge Severino, per scongiurare la chiusura dei tribunali cosiddetti ‘minori’. E’ l’Abruzzo si conferma ancora una volta capofila in questa battaglia. Ora i quesiti dovranno essere sottoscritti da almeno altri 4 Consigli regionali e dopo di che si passerà all’esame della Corte di Cassazione, che dovrà valutarne l’ammissibilità».
In Abruzzo il taglio riguarda i tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona, per i quali però è stata disposta una proroga dell’attività fino al 2018, vista la parziale inagibilità dei palazzi di giustizia di Chieti e L’Aquila, danneggiati dal sisma del 2009. «Nonostante la proroga – continuano i Consiglieri delegati – è un nostro preciso dovere continuare a batterci affinché questi anni non siano solo di ‘accompagnamento’ alla chiusura, ma possano essere impegnati per scongiurarla, salvaguardando la presenza dello Stato e della giustizia in vasti territori della nostra regione». Accanto ai quesiti il Consiglio ha approvato anche una risoluzione, in cui si chiede allo Stato di riaprire la discussione sull’articolazione della geografia giudiziaria, consentendo alle Regioni di partecipare fattivamente alla trattativa.