OPERE CONTESTATE

Abruzzo.Elettrodotto Villanova Gissi, espropriati protestano: «somme non proporzionate ai danni»

Agitazione nei Comuni interessati dai lavori

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ABRUZZO. Cittadini preoccupati per gli espropri in vista della realizzazione dell’Elettrodotto Villanova-Gissi.
Sono tanti quelli che oggi dicono di sentirsi presi in giro perché le somme stabilite per cedere i terreni non sarebbero proporzionate all’entità del danno della servitù coattiva e sono allarmati dai rischi sulla salute («possibilità del raddoppio del rischio per le leucemie infantili») per l’esposizione nelle zone insediate.
Il perito Antonio Di Pasquale ha in questi mesi calcolato varie situazioni di danno derivante dalla diminuzione del valore reale e commerciale delle proprietà e degli immobili prossimi alla linea.
«Ha raccolto queste stime», spiega Antonella La Morgia del comitato Ambiente Salute e Territorio, «ed è intenzionato a portare avanti la sua battaglia per il riconoscimento di un giusto risarcimento».
Ad Atessa dieci giorni fa è stato organizzato un incontro dalla sezione della Coldiretti e in una sala gremita si è fatto il punto sulla situazione. Sono intervenuti gli esponenti del Codacons, del Comitato Ambiente Salute e Territorio. I cittadini hanno detto chiaramente di non aver “digerito” l’accordo stipulato tra il Comune e Terna –Abruzzoenergia, accordo che ha assegnato 900.000 euro a compensazione del «sacrificio territoriale».
Con questo e altri protocolli d’intesa è stato dato anche dagli altri 12 Comuni, a fronte di una compensazione economica degli impatti, l’assenso all’elettrodotto, a cui in verità tutti i sindaci, all’indomani dell’avvio del procedimento, si erano dichiarati contrari.

I RICORSI AL TAR
Solo i Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta non hanno firmato e hanno poi proposto ricorso al Tar contro il decreto di autorizzazione dell’opera. Anche il Cast e un numero di ricorrenti privati hanno impugnato al Tar Lazio il Decreto finale di autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico e il Decreto di VIA, ritenuto viziato «perché basato sulla non vera asserzione dei tavoli concertativi con i Comuni prima del progetto». Il ricorso presentato dal Comitato ha inoltre eccepito altri vizi di legittimità e le udienze di merito si terranno in aprile.
Ad Atessa Di Pasquale ha esposto le azioni già intraprese: ricorso al Capo dello Stato contro il Decreto di autorizzazione, ricorso al TAR e ricorsi alle Procure penali, sulla base della denuncia di falso in atto pubblico, in quanto i Comuni (eccetto Guardiagrele) non avrebbero correttamente osservato le forme di pubblicità nei confronti dei cittadini nel corso del procedimento (affissione agli albi pretori).

A BREVE L’AVVIO DEI LAVORI?
«Si rischia che i cantieri inizino con la buona stagione», spiega La Morgia, «in quanto l’opera è dichiarata immediatamente esecutiva nel decreto, procedendo anche i provvedimenti espropriativi per loro conto». Tutto questo parallelamente alla pista giudiziaria, che seguirà il suo corso, perché soprattutto i cittadini sono determinati a contrastare un progetto «calato dall’alto» e cui la Regione ha dato l’intesa senza neanche esprimere il parere in sede di Via.
Altre regioni, come la Toscana e le Marche, hanno invece fermato la presentazione di progetti analoghi. «Non ci si oppone», continua La Morgia, «alla costruzione di simili infrastrutture in modo preconcetto. Solo quando e se esse sono il risultato di una localizzazione ponderata e non imposta, e ne sia chiara la strategia di fondo, può dirsi avvenga il minor danno ad altri importanti beni: il paesaggio, la salute, la qualità di vita e le prospettive di un diverso sviluppo delle zone rurali, che da questo consumo di suoli non hanno proprio nessuna spinta».

Secondo i dati più volte diffusi da Terna e agli atti della procedura amministrativa alla base dell'opera ci sarebbe una necessità diordine nazionale per colmare il deficit energetico (ossia la differenza tra l’energia richiesta e quella prodotta in Abruzzo) che è del 32,6%, che fa dell’Abruzzo la quinta regione in Italia con maggior deficit dopo Umbria, Veneto Marche e Campania.  L’attuale rete elettrica, caratterizzata da un forte incremento dei consumi soprattutto nel periodo estivo, non riesce a sfruttare a pieno gli impianti di produzione dell’energia attivi in Regione.

 Il nuovo elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi, autorizzato con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 15.01.2013, dovrebbe servire proprio a immettere in rete una quantità maggiore dell’energia prodotta, contribuendo così a garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico dell’area.