SCANDALO IMMENSO

Dietro la squadretta della Valle del Giovenco le maxitangenti ai vertici di Finmeccanica

Collaborano i fratelli Sabatino e Maurizio Stornelli che danno nuovo impulso alle indagini

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Sabatino Stornelli

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NAPOLI. Scenari inimmaginabili nonostante le decine di indizi che facevano intuire negli anni scorsi movimenti finanziari imponenti e occulti che passavano proprio attraverso il sodalizio sportivo di Pescina: la Valle del giovenco.
Ieri sono scattati da Napoli i nuovi arresti nell’ambito della maxi inchiesta sul Sistri, il sistema di tracciamento dei rifiuti che ad aprile del 2013 aveva portato i primi eclatanti arresti tra i quali i fratelli abruzzesi Sabatino e Maurizio Stornelli, il primo ex ad della Selex Sema del gruppo Finmeccanica e socia privata di Abruzzo Engineering, la società mista della Regione Abruzzo impegnata in progetti tecnologici (tra i quali in parte anche il Sistri).
Oggi però si scopre che proprio Sabatino e Maurizio Stornelli sono coloro che avrebbero collaborato maggiormente con gli inquirenti napoletani svelando le intricate trame delle tangenti che si snodavano attraverso false fatturazioni, società “cartiere”, fondi neri, società off shore e borsoni pieni di milioni di euro.   
Sono molte le informazioni emerse dalle confessioni degli Stornelli che lambiscono anche gli «sponsor politici».
Ai domiciliari sono finiti Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne di Finmeccanica, Stefano Carlini, ex direttore operativo della Selex service management, Vincenzo Angeloni, medico ed ex parlamentare di Forza Italia, e l'imprenditore Luigi Malavisi.
Associazione per delinquere e corruzione sono le accuse contestate nel provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Napoli Francesco De Falco Giannone su richiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e dei pm della Dda Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio Giordano.
Una analoga misura era stata richiesta anche per l'ex presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, indicato come destinatario di parte delle mazzette, ma il gip non ha accolto l'istanza. I militari del Nucleo di polizia tributaria, diretti dal colonnello Nicola Altiero, hanno sequestrato 28 conti correnti e due cassette di sicurezza. Gli inquirenti quantificano le tangenti in quattro milioni di euro, di cui almeno 800mila sarebbero finiti nelle tasche degli stessi imprenditori incaricati di prelevarle.

CONFESSIONI PESANTI
Gli sviluppi delle indagini sono collegati alle rivelazioni di alcuni imprenditori coinvolti nella prima fase dell'inchiesta Sistri: i fratelli Sabatino e Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino.
Secondo il racconto degli imprenditori che stanno collaborando con i magistrati, il denaro, depositato presso una banca svizzera, sarebbe poi tornato in Italia attraverso "spalloni" e, dopo essere stato custodito in un doppio fondo della libreria di Maurizio Stornelli, sarebbe stato portato all'interno di borsoni della società calcistica Pescina Valle del Giovenco al settimo piano della sede di Finmeccanica, dove erano gli uffici di Borgogni e Guarguaglini.
A consegnare materialmente le somme lo stesso Angeloni. Dalle carte dell'inchiesta spunta anche l'ipotesi di tangenti destinate a "sponsor politici" dei vertici del gruppo. Maurizio Stornelli ha riferito di notizie a suo dire apprese da Nicola Lobriglio, titolare della società Sedin, che avrebbe ottenuto subappalti dal gruppo industriale. Lobriglio gli avrebbe raccontato che «tramite Borgogni aveva provveduto a finanziare con i soldi delle commesse ricevute da Finmeccanica i suoi sponsor politici, e segnatamente l'on. Lorenzo Cesa».
 Secca la replica alle dichiarazioni "de relato": il segretario dell'Udc dichiara di «non essere al corrente di nessuno degli episodi descritti e si dichiara totalmente estraneo a quanto gli verrebbe attribuito da terzi» e confida "«nell'attività di approfondimento della magistratura, con la certezza che al più presto verrà fatta la necessaria chiarezza sulla vicenda».

VALLE DEL GIOVENCO: IL PARAVENTO
Le vicende legate alla società calcistica Pescina Valle del Giovenco, già al centro di indagini della magistratura abruzzese, ricorrono più volte nell'inchiesta sul Sistri della procura di Napoli. La società sarebbe stata finanziata su indicazione degli ex vertici Finmeccanica e utilizzata per operazioni finanziarie illecite.
Nell'ordinanza cautelare emessa dal gip di Napoli si legge, tra l'altro, che Sabatino Stornelli «era stato costretto ad entrare da Angeloni (legato all'ex presidente del gruppo Guarguaglini) e da quando ne era uscito erano iniziati i suoi guai in Finmeccanica».
 Nel 2009 tra Stornelli e Angeloni «vi fu una furibonda litigata» a causa della campagna acquisti per la squadra. Angeloni «voleva acquistare Birindelli e soprattutto Choutos, voleva ingaggiare il vice allenatore del Siena e comprare Cesar, all'epoca giocatore della Lazio, tutte spese fuori budget. Nonostante l'opposizione di Stornelli, l'interlocutore, forte della sua posizione all'interno di Finmeccanica, l'aveva avuta vinta».
 A costringere Stornelli ad entrare nella società sarebbe stato «Lorenzo Borgogni con l'assenso di Guarguaglini». L'imprenditore sarebbe stato a conoscenza degli interessi di Guarguaglini e Borgogni nella società Siena e nel Buonconvento, entrambe legate da uno scambio a livello tecnico e finanziario con il Pescina Valle del Giovenco, tutte riconducibili agli interessi di Borgogni, Angeloni e Luca Mastroianni.
 La ricostruzione delle vicende societarie è stata confermata da un altro imprenditore coinvolto nell'inchiesta Sistri, Francesco Paolo Di Martino «il quale ammetteva che il proprio ingresso e diretto impegno economico nella società di calcio veniva chiesto da Sabatino Stornelli».

LE TANGENTI NEI BORSONI DELLA VALLE DEL GIOVENCO
Gli imprenditori che si aggiudicavano da Finmeccanica i subappalti per il Sistri  rastrellavano centinaia di migliaia di euro per le tangenti, secondo l'accusa, grazie alle fatturazioni false o gonfiate e li inviavano in contanti, come emerge dalle dichiarazioni rese ai pm, all'ex presidente e all'ex addetto alle relazioni esterne del gruppo.
Dall'ordinanza di custodia cautelare notificata dalla Guardia di Finanza a quattro persone, tra cui lo stesso Borgogni, emergono interessanti retroscena sulla vicenda.
Gli imprenditori Maurizio e Sabatino Stornelli e Francesco Paolo Di Martino, arrestati lo scorso anno nel corso della prima tranche dell'inchiesta, hanno reso dichiarazioni convergenti, dalle quali emerge per esempio che a consegnare le somme di denaro a Guarguaglini e Borgogni sarebbe stato di solito Vincenzo Angeloni, ex deputato di Forza Italia, dentista di fiducia di Guarguaglini e poi anche imprenditore.
«Quando riceveva il denaro - ha raccontato agli inquirenti Sabatino Stornelli - diceva: servono al capo, intendendo Borgogni».
 In passato, sempre secondo l'imprenditore, Borgogni aveva chiesto a Maurizio Stornelli di accreditare i soldi direttamente su un conto inglese, ma in genere a fare da tramite era Angeloni. E proprio il dentista - imprenditore, una volta, chiese ai fratelli Stornelli, che avevano rilevato la società calcistica abruzzese Pescina Valle del Giovenco, borsoni della squadra con gli indumenti degli atleti: gli servivano per sistemarvi all'interno i pacchi di denaro, che Maurizio Stornelli conservava in un doppio fondo della propria libreria. La sera stessa della consegna, racconta Sabatino Stornelli, incontrò al bar sotto casa Angeloni, che gli disse: "Hai capito a che cosa sono servite le borse?".
A corroborare l'inchiesta, oltre alle dichiarazioni dei tre imprenditori, anche alcune intercettazioni ambientali.
Sabatino Stornelli si sfogava così parlando in carcere con i familiari: «Io ho fatto solo del bene e i delinquenti stanno tutti fuori, guarda Guarguaglini, guarda Borgogni, guarda la moglie... è questo che io credo sia un'ingiustizia».

IL RACCONTO A VERBALE DI LORENZO BORGOGNI
Lo stesso Borgogni interrogato nell’ambito dell’inchiesta napoletana raccontò aneddoti e informazioni importanti proprio riguardo la Vdg, la Valle del Giovenco.
«Ho conosciuto la squadra di calcio Pescina Valle del Giovenco tramite Vincenzo Angeloni, quando la società era ancora di Giovanni Lombardi Stronati che erano entrambi miei amici. Quando quest’ultimo acquistò il Siena calcio, vicenda nella quale sono stato anch’io interessato, Angeloni avrebbe voluto ricoprire dei ruoli importanti nella società sportiva del Siena. Lombardi Stronati non era d’accordo e quindi litigarono. Fu in questo momento che Angeloni , insieme a Luca Mastroianni, altro amico comune, mi chiese di contattare Sabatino Stornelli affinché lo convincessi a diventare presidente del Pescina. Io glielo proposi perché lui è di Avezzano e accettò volentieri anche perché aveva molti interessi nella zona. Stornelli era d’accordo alla candidatura di Romeo Ricciuti a presidente di Selex Se.Ma, candidatura che proveniva dalla presidenza del consiglio nella persona del sottosegretario Gianni Letta del quale Stornelli vantava l’amicizia».
Poi Borgogni invita gli inquirenti a verificare la circostanza che il personale assunto nella Selex Se.Ma è in gran parte proveniente proprio dall’Abruzzo.
Borgogni ripercorre davanti al pm le vicende della squadra di calcio e racconta di come subito dopo la nomina alla presidenza di Stornelli cominciano i contrasti con Angeloni, mentre lo stesso Borgogni e Mastroianni tentavano di mediare. Stornelli infatti si dimise alla fine il campionato 2009-2010 e venne sostituito da Di Martino, anch’egli arrestato nell’ambito della medesima inchiesta.
«Mastroianni mi disse che Di Martino», racconta Borgogni, «era stato nominato su indicazione di Stornelli in quanto aveva ricevuto da Selex molti lavori in relazione al progetto Sistri. Quest’ultima circostanza mi fu confermata anche da Giovanni Sabetti che io ho conosciuto in un ristorante di via Veneto a Roma con Stornelli, il fratello Maurizio, Mastroianni e Angeloni. In quella occasione Sabetti , amico di Stornelli, mi fu presentato come persona in grado di aprirci un canale di comunicazione nientemeno che con l’amministrazione Obama. La circostanza ovviamente c’interessava in virtù dei nostri molteplici interessi imprenditoriali negli Usa. Il contatto in realtà era mediato attraverso l’avvocato Teresa Napolitano a sua volta in contatto con uno studio legale di Washington. Verificata la circostanza con i nostri contatti americani, si dimostrò comunque di scarsa importanza, tanto che non l’abbiamo poi percorsa. Dopo alcuni mesi Sabetti venne da me a lamentarsi negli uffici di Finmeccanica perché aveva litigato con Stornelli perché costui non aveva mantenuto la promessa di affidare alle sue aziende consistenti forniture relative alle chiavette Usb nell’ambito del progetto Sistri…. Dopo qualche tempo Stornelli non era più amministratore della Se.Ma che era confluita nella Selex-Elsag amministrata da Aielli».