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Sbarchi Lampedusa: 40 extracomunitari ospiti del centro smistamenti merci di Avezzano

Unione dei Marsi protesta: «non è la sistemazione giusta

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Sbarchi Lampedusa: 40 extracomunitari ospiti del centro smistamenti merci di Avezzano




AVEZZANO. Sono arrivati domenica notte al centro smistamento merci di Avezzano gestito dalla Croce Rossa quaranta nordafricani extracomunitari.
Gli ospiti rimarranno solo per pochi giorni in attesa di trovare un centro più adeguato. Sono arrivati di notte da Fiumicino e provengono da Siracusa dopo essere sbarcati a Lampedusa con i barconi il 25 febbraio.
Si tratta di cittadini disperati che vengono dalla Nigeria, Pakistan, Siria, Eritrea, Somalia ed Egitto e alcuni con storie tragiche dietro le spalle.
In un primo momento si era pensato di ospitarli presso un hotel di Sant Omero dopo che la questura, allertata dal ministero dell'Interno, ha diramato la segnalazione. Sono state interessate anche le parrocchie limitrofe. A Nereto il parroco, a conclusione della Messa Vespertina, ha informato i fedeli della novita' annunciando di aver attivato la Caritas parrocchiale per i bisogni urgenti dei profughi e di devolvere la questua per far fronte alle necessita' immediate degli stranieri sbarcati recentemente in Italia e trasferiti in Abruzzo.
Poi la decisione di spostarli nel centro smistamento merci. Protesta l’Unione dei Marsi che senza mezze misure dice «no ai profughi all'interporto di Avezzano».
«E' singolare», denuncia l’Unione, «che una struttura del genere, costata decine di milioni di euro dei contribuenti, inaugurata in pompa magna una decina di volte e che sarebbe dovuta diventare uno dei volani dell'economia marsicana, venga utilizzata per questi fini. L'UdM da tempo e inutilmente cerca di sensibilizzare le amministrazioni locali sul fatto che la Marsica è oggetto di una immigrazione selvaggia e clandestina, al limite dell'invasione».
L’Unione respinge al mittente eventuali accuse di razzismo: «noi ce l'abbiamo con coloro che da tempo speculano sulla disperazione di questa gente, divenuta ormai oggetto di un vero e proprio mercato, monopolizzato da chi sappiamo bene. Queste situazioni dovrebbero far molto riflettere su due provvedimenti che noi consideriamo gravissimi errori: l'abolizione del reato di clandestinità e l'introduzione dello ius soli. Al contrario, noi siamo per lo ius sanguinis (si è italiani solo se si nasce da italiani, in qualsiasi parte del mondo) e per il mantenimento del reato di clandestinità.Come sempre dobbiamo constatare che a noi italiani toccano tutti i doveri e agli stranieri tutti i diritti».

Nel villaggio della speranza a Brecciarola sono stati accolti altri 40 profughi. Il Comune di Chieti, come ha spiegato il sindaco Umberto Di Primio, non aveva a disposizione strutture pubbliche. «Siamo pronti ad assistere queste persone ma vogliamo avere garanzie sui fondi, sui tempi e vogliamo sapere cosa il Governo si aspetta dai Comuni».
Nel villaggio della speranza a Brecciarola sono stati accolti altri 40 profughi. Il Comune di Chieti, come ha spiegato il sindaco Umberto Di Primio, non aveva a disposizione strutture pubbliche. «Siamo pronti ad assistere queste persone ma vogliamo avere garanzie sui fondi, sui tempi e vogliamo sapere cosa il Governo si aspetta dai Comuni».