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Esportazioni armi italiane, Blundo: «ministero pubblichi il dettaglio delle operazioni»

Interrogazione al ministero dell’Economia e delle Finanze

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Esportazioni armi italiane, Blundo: «ministero pubblichi il dettaglio delle operazioni»

ABRUZZO. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo ha depositato ieri un' interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’ Economia e delle Finanze in materia di controllo sul trasferimento di materiali d’armamento.

Da  alcuni  anni  all’interno  dell’annuale  rapporto  «è costantemente assente», denuncia la parlamentare grillina, l’allegato  denominato “Riepilogo in dettaglio suddiviso  per  Istituti  di  Credito”,  nel  quale  devono  essere  indicate  le  singole  operazioni  di esportazione di armi italiane autorizzate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze a tali Istituti.

Dall’ultimo resoconto ufficiale presentato, si è evinto che il maggiore acquirente è stato Israele (dall' Alenia Aermacchi , 30 velivoli addestratori M­346 e altro materiale per un valore complessivo di quasi  473 milioni di  euro)  e  tra i  principali  destinatari , oltre  agli Stati Uniti (419 milioni  di euro),  figurano  l’Algeria    263  milioni  di  euro),  l’Arabia  Saudita  (245  milioni  di  euro),  il Turkmenistan ( 216 milioni) e soprattutto la Turchia con 1.483 milioni.

«Secondo  alcune  accurate  analisi  effettuate  dall'Istituto  di  Ricerche  Internazionale  "Archivio disarmo"», spiega Blundo, «le industrie italiane hanno esportato partite ragguardevoli di armi leggere verso Paesi che hanno  combattuto  o  stanno  combattendo  contro  i  soldati  italiani  impegnati  in  azioni  di  peacekeepig e  verso paesi sottoposti a politiche internazionali di embargo, scenario di gravi violazioni dei diritti umani». Blundo ha chiesto al  Ministro se  intenda  provvedere  all’integrazione  e  alla  pubblicazione  dell'allegato  al    Rapporto  riportando    le  indicazioni delle singole operazioni autorizzate dal Ministero interpellato relative all’esportazione di armi italiane, anche in riferimento agli anni mancanti (2011, 2010 e 2009) come previsto dalla legge  ;  inoltre, se  intenda  altresì  verificare  l'effettivo stato  di  applicazione  della  legge  vigente, «tenuto  conto  delle  numerose modifiche subite  dalla stessa  e  della sua  ormai residua  capacità  ad assicurare controlli efficaci e  necessaria trasparenza».