RIMBORSI E MISSIONI

Abruzzo. 50 sfumature di trasparenza. Chiedi documenti:c’è chi nega e chi smentisce chi nega

E’ ancora piena di ostacoli la strada verso la trasparenza vera su attività di Giunta e Consiglio regionale

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ABRUZZO.  Quanto sono costate le trasferte dei consiglieri regionali nell’anno solare 2013?
 Quanto ha speso la Regione per i rimborsi degli accompagnatori e dei dipendenti pubblici della delegazione? Quali erano i motivi delle trasferte?
Sono queste alcune delle domande che PrimaDaNoi.it aveva girato nelle scorse settimane alla Regione Abruzzo (e Consiglio regionale)  con un formale accesso agli atti.
 Non domande di poco conto dal momento che proprio sui rimborsi spese c’è una indagine della procura di Pescara che sostiene che alcuni esponenti del Consiglio regionale, 25 in tutto, abbiano gonfiato le ricevute e incassato più del dovuto. Le indagini della procura a quanto se ne sa si fermano al 2012, noi volevamo capire come erano andate le cose nell’anno successivo, il 2013, che con molta probabilità non sarà toccato dalla “verifica penale”. La cosa crediamo abbia un enorme interesse pubblico anche alla luce di una serie di modifiche normative apportate tutte dopo lo scoppio dell’indagine.

Come si sa Rimborsopoli ha evidenziato che alcuni conti sono sfallati anche solo per poche decine di euro e l’errore materiale può starci, ma alcuni indagati si devono difendere dall’accusa di aver intascato indebitamente parecchie migliaia di euro. Al momento si parla di rimborsi per trasferte mentre peggiore sarebbe il quadro che emergerebbe dalla verifica delle spese dei gruppi consiliari pure già attenzionati e bacchettati dalla Corte dei Conti.
Dicevamo dunque del desiderio di conoscere e leggere documenti con una richiesta di accesso agli atti.
Fino ad oggi non sono stati forniti i documenti analitici sulle trasferte dei consiglieri e dei loro accompagnatori  perché, come ha spiegato il responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza, l’avvocato Giovanni Giardino, «il decreto 33/2013 non prevede la pubblicazione dei dati relativi ai rimborsi per spese di viaggio di servizio e missioni riferiti ai dipendenti pubblici».
 Il decreto, ricorda Giardino, prevede l’obbligo di pubblicazione dei compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica e degli importi di viaggi e missioni pagati con fondi  pubblici ma solo «con esclusivo riferimento ai componenti degli organi di indirizzo politico» dunque escludendo accompagnatori e dirigenti.
Il responsabile della trasparenza del Coniglio regionale sostiene allora che l’obbligo imposto dalla legge appare soddisfatto «con la pubblicazione del solo importo complessivo della missione riferito a ciascun componente l’organo politico».

I dati accorpati e generali ci erano stati forniti con un precedente accesso agli atti mediante la consegna della delibera dell’Ufficio di Presidenza numero 224 del 2012 (mai pubblicata e concessaci facendo "uno strappo" alla regola) che specifica le indennità di carica dei singoli consiglieri (6.600 euro), le indennità di funzione (2.700 euro per i presidenti di Consiglio e Giunta e 2.300 per i vice; 1.800 per presidenti di commissioni e capigruppo;  800 per vicepresidenti e segretari delle commissioni) e i rimborsi spese (4.500 euro oltre i 100 km e 4.100 fino a 100).
Se la legge sulla trasparenza è una, mille sono i pareri, persino discordanti, quando non opposti.
Così una opinione differente rispetto a quella espressa dall’avvocato Giardino viene espressa dal direttore dell’attività amministrativa del Consiglio regionale Paolo Costanzi che è stato anche lui, per conoscenza, interessato della questione.
La posizione di Costanzi appare totalmente discordante rispetto al parere precedente ma lui sottolinea che il suo è solo «un parere personale» e che rimette la decisione finale a Giardino.

«Mi corre l’obbligo di segnalare che, le conclusioni a cui arriva il responsabile per la prevenzione e la corruzione e trasparenza sono errate per almeno due ragioni», scrive Costanzi, «La prima inserisce il carattere di ampia conoscibilità da parte dei cittadini, a maggior ragione di un direttore di una testata giornalistica (l’accesso agli atti era stato firmato da Alessandro Biancardi, ndr) delle modalità di utilizzo delle risorse pubbliche per le finalità che persegue una istituzione».
Costanzi va avanti spiegando che l’unico accorgimento da rispettare era al massimo quello di rispettare eventuali dati sensibili che però «nella fattispecie dei rimborsi per missione sono inesistenti». Come dire occhio alla privacy ma in questo caso non c’è privacy che tenga ed il controllo e la pubblicazione deve essere totale.
La seconda motivazione del disaccordo «è che il dato richiesto rappresenta un emolumento liquidato e pagato con determina dirigenziale che, per effetto del sistema in vigore presso il Consiglio, è un atto obbligatoriamente pubblicato sul sito».

Insomma il documento che volevamo vedere doveva già trovarsi sul sito ma le sorprese non finiscono qui.
Da una rapida ricerca Costanzi si è reso conto che il servizio finanziario non ha pubblicato questi atti dirigenziali di liquidazioni e pagamento «per ragioni tecniche superate e da questo mese si provvederà».
«Ma il fatto», insiste Costanzi, «di non aver pubblicato un atto per il quale esiste l’obbligo è proprio la motivazione ope legis di una istanza di accesso civico». Per questo motivo, secondo il direttore «si deve adempiere alla comunicazione dei dati, pena una possibile violazione della vigente normativa».
La stessa posizione viene presa anche da  Tiziana Grassi dirigente ad interim del servizio Risorse Finanziarie e Strumentali che spiega «non sussistono i presupposti per l’attivazione dell’acceso agli atti poiché trattasi di informazioni su emolumenti  liquidati e pagati in forza di determinazioni dirigenziali la cui pubblicazione è obbligatoria».
Insomma avevamo chiesto semplicemente documenti che dovevano essere già on line. Eppure è arrivato il divieto.
Ma se sui rimborsi pare non esserci unanimità di vedute, è andata meglio (si fa per dire) con la richiesta di conoscere i dati delle presenze dei consiglieri regionali ormai alla fine del loro quinquennio.

Dopo le disquisizioni sull’accesso ci è stato detto che era già tutto on line (come se non lo sapessimo già) . Infatti on line si trovano diverse pagine con tutti i dati ricompresi in “ricevute” scansionate  che riportano presenze e assenze per ogni seduta (qui per esempio quelle di Maurizio Acerbo). Vuoi sapere la percentuale di presenze del tale consigliere? Devi perderci ore e ore e aprire ogni singolo file pdf e fare la somma per ogni singola seduta per ogni mese, per ogni anno per 5 anni. Il tutto moltiplicato per i 40 consiglieri.
Infatti quello che chiedevamo noi erano i dati aggregati, magari con qualche percentuale, magari inseriti in un file excel…
Almeno questa volta è tutto on line e chi ha tempo se lo calcoli…  
Le stesse richieste erano state rivolte alla Regione Abruzzo (giunta regionale) che non ci ha nemmeno risposto.
La legge è cambiata, l’acceso è garantito a tutti i cittadini ma quanto continua ad essere faticosa questa trasparenza.

CONSIGLIO REGIONALE ABRUZZO Delibera U.P. n. 224_2012

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