IL FATTO

Abruzzo. Area protetta Torre Cerrano, Wwf: «Regione smentisce se stessa e aggredisce l’ambiente»

«Non hanno capito che gli abruzzesi vogliono un futuro più verde»

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Abruzzo. Area protetta Torre Cerrano, Wwf: «Regione smentisce se stessa e aggredisce l’ambiente»




ABRUZZO. «Dopo ben 8 anni la Regione smentisce se stessa e ritira il parere positivo sul regolamento dell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano».
E’ questa la denuncia del Wwf che parla di «sistematica aggressione alle aree protette e all'ambiente da parte della Regione Abruzzo».
Questa volta il bersaglio sarebbe l'Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” «colpevole, agli occhi del governo abruzzese», denunciano gli ambientalisti, «di tutelare un piccolo tratto di mare da una eccessiva pressione della pesca che altrove sta pesantemente danneggiando quella che, ai fini alieutici, viene detta la “produttività” del mare. Una tutela che va in favore degli stessi pescatori, concedendo alla fauna marina una piccola area nella quale riprodursi e crescere al riparo delle reti e delle turbosoffianti, con benefici generalizzati per tutti».
Gli ambientalisti contestano in pratica la deliberazione 148/c del 10 marzo scorso con la quale il Governo regionale smentisce se stesso ed annulla la delibera 1035 del 25 settembre 2006 che contiene il parere favorevole della Regione al “Regolamento recante la disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell'area marina protetta”.
La formale giustificazione per quello che gli ambientalisti definiscono «inconcepibile passo indietro» viene offerta considerando il parere su un regolamento come se fosse inerente agli indirizzi generali e di settore della programmazione nazionale, questi ultimi di competenza del Consiglio e non della Giunta. «Una interpretazione che poco convince», sottolinea il Wwf «e comunque se anche fosse vera, sarebbe ben preoccupante: in pratica la Regione si accorge di un suo presunto errore dopo 8 anni».

«HANNO CEDUTO ALLE RICHIESTE DEI PESCATORI»
«L'obiettivo palese, del resto esplicitamente dichiarato nel testo, è quello di cedere alla richieste di quei pescatori che vedono nell'area marina protetta un ostacolo e non una opportunità. È significativo – sottolinea il presidente del Wwf Italia Dante Caserta – che alla riunione di Giunta che ha preso questa sconsiderata decisione non abbia partecipato l'assessore regionale all'ambiente Giuliante».
«L'attuale maggioranza regionale – conclude il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio – in questi ultimi mesi di legislatura sta assurdamente prendendo di mira l'ambiente, prima con l'ennesimo tentativo di ridimensionare il Parco regionale Sirente Velino, ora con un attacco senza precedenti a un'area protetta nazionale. Sinceramente mi aspetterei ben altro atteggiamento, soprattutto alla vigilia del voto: probabilmente gli attuali assessori non si sono accorti che la stragrande maggioranza degli abruzzesi vorrebbe per sé e per la regione un futuro diverso e più verde».

ACERBO: «SVELTINA DISCUTIBILE»
«Annullando il parere si mette in discussione la legittimità del Regolamento vigente che vieta nell'area protetta caccia, pesca e altre attività», contesta il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. «La motivazione apparente è un vizio procedurale: quel parere nel 2006 doveva essere approvato dal Consiglio Regionale e non dalla Giunta (dopo 8 anni ci si accorge di questa cosa?). Lo scopo della delibera è chiaro ed esplicitato: rimuovere i limiti per la pesca come richiesto da tempo dai vongolari. Si tratta di una sveltina discutibile nel merito e nel metodo motivata da ragioni elettoralistiche».